Carolina Sandretto: Cuba Vivir Con

Carolina Sandretto è una fotografa italiana innamorata di Cuba, dei suoi colori, sapori, odori ma, soprattutto, persone. Nasce in una famiglia dove viene allevata a pane ed arte. Ed il suo amore, ma soprattutto il suo talento per la fotografia, si fanno sempre più esuberanti con la maturità artistica che raggiunge con anni di viaggi.

Cuba Vivir Con è il suo ultimo racconto di un percorso lungo e articolato. Non è una raccolta di fotografie, ma un racconto fatto di immagini e colori. Di storie narrate in prima persona dagli abitanti dei solares, abitazioni una volta unifamiliari e adesso, per colpa di una miseria vera ma dignitosa, diventate una sorta di comunità per più famiglie.

Carolina è riuscita a entrare in punta di piedi in queste abitazioni fatte di niente ma ricche di tutto; a fotografare il quotidiano; a farsi raccontare il cuore di chi le vive.

Carolina Sandretto e Chiara Guidi

Ieri, al Museo Novecento di Firenze, assieme al curatore Sergio Risaliti e al critico d’arte Chiara Guidi, Carolina ha presentato la sua opera, spiegando in una splendida chiacchierata i quattro anni che ha impiegato a creare il suo libro.

 

Nelle sue foto si vede la vera Cuba, straziata da un regime che ha piegato un popolo ma che non lo ha spezzato. I meravigliosi contrasti fra fede terrena imposta accanto a fede celeste cercata come la Virgen del Cobre accanto al Che, o il Sacro Cuore di Gesù, in una cucina fatta di niente che rimbalza accanto a Fidel. 

Un uomo che, come la maggior parte dei cubani, raccomoda con pezzi di recupero, un ventilatore vecchissimo ma che non butterà mai perché non può comprarne uno nuovo.

Una donna che legge un libro con sullo sfondo un muro dipinto di fresco da lei stessa con l’unica vernice che in quel momento era disponibile.

E la poltrona in finta pelle skai bianca: quasi uno status symbol dei solares. Chi ne possiede una è un gradino sopra gli altri. Carolina ha voluto rendere omaggio a questo oggetto facendo la copertina del libro nello stesso materiale.

Quello che colpisce sono le tonalità dei colori. Non i brillanti toni di una macchina digitale moderna. Si è affidata a una camera analogica, la mitica Hasselblad: un ponte di collegamento con un popolo che vive ancora in un’epoca di cose che si possono toccare. La macchina e la pellicola hanno dato una sfumatura antica, nostalgica e melanconica agli scatti. Pur conservandone il dettaglio essenziale, ma tralasciandone il superfluo. Hanno esaltato l’anima delle persone e delle cose.

Il libro CUBA VIVIR CON è disponibile al Museo Novecento di Firenze e su le piattaforme elettroniche di vendita.

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