Torna alla ribalta il caso di Pamela Mastropietro

Torna alla ribalta il caso di Pamela Mastropietro. La ragazza barbaramente assassinata, violentata e fatta a pezzi a Macerata nel 2018. Ad oggi l’unico condannato è il nigeriano Innocent Oseghale. Anche se tuttora ci sono molti lati oscuri nella vicenda, e la certezza di molti periti e giuristi che Oseghale non abbia potuto agire da solo.

Il video della mamma di Pamela

La Procura della Repubblica di Roma ha notificato ad Alessandra Verni, mamma di Pamela Mastropietro,una richiesta di archiviazione nei confronti di alcuni giornalisti, che lo scorso anno, lei stessa,aveva denunciato .

Il primo per essere autore di due articoli che,afferenti all’uccisione del nigeriano Alika Ogorchukwu,a Civitanova Marche del Luglio2022, riportavano,a suo dire,delle frasi offensive nei confronti della figlia uccisa. La cui storia viene richiamata nell’ambito di tali articoli. Il secondo invece in qualità di proprietario del blog su cui i suddetti sono stati pubblicati.

La madre ha letto in un video su Facebook, le motivazioni riportate nella richiesta di archiviazione.

Il commento del legale

L’avvocato Marco Valerio Verni, avvocato della madre e zio di Pamela ha così commentato: “Effettivamente, può risultare curiosa la motivazione sottesa alla richiesta di archiviazione in esame e l’amarezza, nonché rabbia,della mamma della povera Pamela Mastropietro risulta più che comprensibile.

Dare della “tossica” o della “sbandata” ad una ragazzina che sa tutto il mondo la fine che ha fatto,va ben oltre il diritto di cronaca,tanto più che,se esso si fosse voluto fare valere,ci sarebbero sicuramente stati diversi altri termini,peraltro più rispondenti alla realtà,per riportarsi alla sua tragica storia.

Inoltre,rischia di passare il messaggio che “per attaccare i partiti”,in questo caso di sinistra,ma poteva valere anche nel caso opposto,si possano strumentalizzare le vicende a piacimento di chi lo vuol fare,finanche quando si tratta di situazioni drammatiche come queste.

Valuteremo certamente di presentare opposizione alla richiesta di archiviazione,avanzata nei confronti dei due giornalisti oggetto di denuncia”.

La rabbia della mamma

In questi anni Alessandra Verni, non ha mai smesso di cerca la verità e di lottare affinché tutte le persone coinvolte nella vicenda siano assicurate alla giustizia.

“Ma cosa vuol dire che la vicenda dell’omicidio di mia figlia sia stata utilizzata strumentalmente per attaccare partiti di sinistra?

Ma stiamo scherzando?Qui si sta superando ogni limite.

Potevano,nell’ambito di un eventuale diritto di cronaca, utilizzare,i giornalisti da me denunciati,altri termini,e non quelli,spregiativi,rivolti a mia figlia,di “tossica” o di “sbandata”.

Trovo assurdo che un magistrato possa avallare queste situazioni.Chiederò al mio avvocato,molto probabilmente,di opporsi alla richiesta di archiviazione formulata su queste basi. In altri casi, riconoscendo il grande lavoro svolto dagli inquirenti,ci siamo “arresi” all’evidenza di non essere costoro riusciti,magari,ad individuare gli autori di altre affermazioni diffamatorie,ma in questo caso no,non mi fermo,mi dispiace.

D’altronde,non ho comunque ricevuto le benché minime scuse da parte dei giornalisti in questione e,di certo,questo non depone a loro favore”.

Ha dichiarato sulla vicenda Alessandra Verni.

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