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Home Attualità

Quando un bicchiere di troppo può costarvi la patente e un procedimento penale

di Stefania Scarpati
13 Giugno 2026
In Attualità
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Quando un bicchiere di troppo può costarvi la patente e un procedimento penale
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Quando un bicchiere di troppo può costarvi la patente e un procedimento penale

Con l’arrivo dell’estate, delle cene all’aperto e delle serate con gli amici, torna puntuale anche il tema della guida in stato di ebbrezza.

Molti automobilisti conoscono genericamente il divieto di mettersi alla guida dopo aver bevuto, ma pochi sanno che il Codice della Strada distingue diverse fasce di tasso alcolemico, alle quali corrispondono sanzioni molto differenti

Vediamo insieme cosa prevede la legge.
Quando si è in stato di ebbrezza e come questo è rilevato?

Il parametro utilizzato è il tasso alcolemico, ossia la quantità di alcol presente nel sangue, misurata in grammi per litro (g/l).

L’alcoltest che viene effettuato su strada è quell’esame che misura la concentrazione di alcol nell’aria espirata e, attraverso un calcolo scientifico, determina il Blood Alcohol Concentration

L’accertamento avviene normalmente con un apparecchio chiamato etilometro.

La procedura prevista richiede generalmente due misurazioni, a distanza di almeno 5 minuti l’una dall’altra, e il valore rilevante è quello più basso tra i due.

In Italia il limite generale consentito è di 0,5 g/l.

Superata questa soglia iniziano le sanzioni

Prima fascia: da 0,5 a 0,8 g/l
Si tratta della violazione meno grave.
In questo caso non si commette un reato ma un illecito amministrativo.

Le conseguenze possono essere:
– sanzione amministrativa da circa 543 a 2.170 euro;
–  sospensione della patente da 3 a 6 mesi

Non è prevista la pena detentiva.

Seconda fascia: da 0,8 a 1,5 g/l
Qui entriamo nel penale.

La guida in stato di ebbrezza diventa un vero e proprio reato e pertanto viene aperto un procedimento penale.

Le conseguenze possono essere:
– ammenda da 800 a 3.200 euro;
– arresto fino a sei mesi;
– sospensione della patente da 6 mesi a un anno

In molti casi il Giudice può sostituire la pena con i lavori di pubblica utilità, con effetti favorevoli anche sulla sospensione della patente.

Terza fascia: oltre 1,5 g/l

È l’ipotesi più grave.

Le sanzioni previste sono:
– ammenda da 1.500 a 6.000 euro;
– arresto da sei mesi a un anno;
–  sospensione della patente da uno a due anni.

Se il conducente è proprietario del veicolo può essere disposta anche la confisca dell’auto.

Le pene aumentano
se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, tutte le sanzioni vengono aggravate.

Inoltre può scattare il sequestro del veicolo e, nei casi più gravi, l’accusa di lesioni stradali o omicidio stradale.

È prevista inoltre tolleranza zero per neopatentati (e ancora peggio se il fatto si verifica nelle ore notturne) e per i professionisti

Infatti, per alcune categorie il limite non è 0,5 g/l ma addirittura zero.

Si tratta di:
– neopatentati nei primi tre anni dal conseguimento della patente;
–  conducenti professionali;
– autisti di autobus;
– tassisti;
–  conducenti di veicoli destinati al trasporto di merci

Per queste categorie basta una minima presenza di alcol per far scattare le sanzioni.

Mi viene spesso chiesto: posso rifiutare di sottopormi all’alcoltest?

Molti credono che rifiutarsi di sottoporsi all’alcoltest possa evitare problemi.
In realtà è esattamente il contrario.
Il rifiuto viene punito come l’ipotesi più grave di guida in stato di ebbrezza, con conseguenze analoghe a quelle previste per un tasso superiore a 1,5 g/l.
Un’altra domanda che spesso mi viene rivolta è: “Posso bere un solo bicchiere di vino e guidare?”.

La risposta dipende da molti fattori: peso corporeo, sesso, alimentazione, velocità di assorbimento dell’alcol e condizioni fisiche della persona

Proprio perché non esiste una regola uguale per tutti, il consiglio migliore resta sempre lo stesso: se si deve guidare, meglio evitare di bere.

È una scelta di prudenza che tutela non soltanto sé stessi, ma anche la sicurezza degli altri utenti della strada.

Va inoltre considerato che la restituzione della patente non è immediata: dopo il periodo di sospensione è di norma necessario sottoporsi agli accertamenti della Commissione Medica Locale previsti per legge, con conseguenti ulteriori tempi tecnici prima del recupero effettivo del titolo di guida.

In definitiva, per non rischiare, ai giovanissimi, consiglio sempre la solita vecchia regola, quando si esce, chi guida non beve (e si fa a rotazione).

Concludendo, in caso di dubbi, non affidatevi al caso o al sentito dire, (tante sono le legende metropolitane che circolano), invece rivolgetevi a un avvocato di vostra fiducia, esperto nel settore, che saprà valutare la vostra situazione concreta e indicarvi il percorso più corretto da seguire

Parola di avvocato.

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Tags: ALCOLGuidaIN EVIDENZAPATENTEPOLIZIA
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