Nonostante i  tentativi di sabotaggio della solita sinistra livorosa e intollerante, si chiude positivamente la festa nazionale di CasaPound Italia, tenutasi in provincia di Verona dal 5 all’8 settembre.  Ricchissimo il programma di conferenze, con al centro importanti temi quali la libertà di stampa, le vicende Bibbiano e Forteto, il caos in Libia e come al solito grande spazio alle presentazioni librarie. Tanti gli ospiti di rilievo che hanno animato la quattro giorni: folta rappresentanza proveniente dal mondo del giornalismo,  presenti Massimo Fini, Piero Sansonetti, Alessandro Miluzzi e Francesco Borgonovo con Adriano Scianca a fare gli onori di casa. Per quanto riguarda la politica è stata notevole la partecipazione di Lega e Fratelli D’Italia: il Deputato Jari Colla e i Senatori Ostellari e Pillon hanno rappresentato il carroccio, mentre il vicePresidente del Senato Ignazio La Russa, il Deputato Andrea DelMastro e L’Assessore della Regione Veneto Donazzan sono intervenuti per Fdi.

Tutti gli incontri sono stati seguiti con grande interesse dai tanti partecipanti ma particolare curiosità ha suscitato l’ultimo in scaletta, ovvero il confronto sul sovranismo  tra Simone Di Stefano e appunto La Russa, Colla e la Donazzan, con introduzione e moderazione a cura del consigliere municipale di CasaPound ad Ostia Luca Marsella.

Interviene per prima la determinata Elena Donazzan, presente all’incontro nonostante le minacce ricevute qualche giorno prima da un gruppo antifascista. L’esponente di Fratelli d’Italia, Assessore alle all’istruzione, alla formazione, al lavoro e alle pari opportunità della Regione veneto, ha ricordato l’importanza della difesa dell’identità nazionale, soprattutto nelle scuole, ponendo l’accento su come i giovani di oggi abbiano bisogno di riferimenti quali il senso di appartenenza alla propria Patria e alla bandiera.

Subito dopo è venuto il momento dell’Onorevole Yari Colla della Lega, il suo intervento è stato un duro attacco alla nuova alleanza Pd- M5s, il Deputato leghista inizia spiegando le ragioni della crisi di Governo: “Conte si è schierato contro di noi, qualcosa si è rotto perché qualcuno si è venduto” – dicendo poi che – “il momento è ora, la testa la dobbiamo alzare adesso prima che sia troppo tardi”.

Ignazio La Russa, da politico esperto qual è, cerca subito di entrare in simbiosi con il pubblico, affrontando con il giusto taglio i temi cari al popolo della tartaruga frecciata. Parte spiegando le motivazioni di questa sua prima partecipazione ad un evento di CPI: “ci tenevo a venire alla manifestazione di CasaPound perché voglio partecipare alla legittimazione culturale di questo movimento”. A questa dichiarazione hanno fatto seguito due attacchi: uno a Tajani in quanto “uomo dell’Europa” e uno a Conte per aver “tramato” con la Merkel. Sul tema principale dell’incontro, ovvero il sovranismo, il Senatore tende la mano: “ci vogliono più confronto e condivisione su ciò che c’è da fare, questo mondo deve parlarsi di più, senza fare a gara a chi è più bravo, nel nome di uno slogan che ci accomuna tutti: prima gli italiani. Il mio augurio – ha poi aggiunto – è che i militanti di CasaPound non siano gli ultimi di una grande idea ma i primi ad aprire la prossima frontiera. C’è la necessità di non dividere un fronte che ha ragione di essere unito a livello popolare”.  Il pubblico apprezza, anche se qualcuno sottolinea che per adesso, quando esponenti di Lega e Fdi hanno raggiunto posizioni importanti, non sempre hanno trovato il coraggio di interpretare a dovere le istanze del sovranismo.

Coraggio che nell’ottica dell’apertura di un nuovo grande fronte sovranista potrebbe essere dato da Simone Di Stefano, che parte infiammando la platea: “CasaPound è avanguardia di pensiero per il sovranismo” .  Il suo intervento, come sempre, affonda in profondità: “E’ il momento di reagire, serve una visione concreta dello Stato, delle riforme, non basta porsi contro gli immigrati e l’aumento delle tasse, bisogna portare avanti anche altri temi quali lavoro, casa, salari, bambini”. Torna poi sul recente cambio di rotta del movimento: “CasaPound si è ritirata dall’agone elettorale ma resta un grande patrimonio di idee. Una casa editrice, riviste, librerie, convegni e innumerevoli iniziative su tutto il territorio nazionale: siamo avanguardia di pensiero e continueremo ad esserlo”. Infine sul tema del sovranismo:  “ora è il momento di non acuire le divisioni ma mettere insieme il buono che c’è. Noi crediamo che il sovranismo non possa non passare dal riappropriarsi di una nostra moneta e di una banca centrale sotto il controllo dello Stato italiano, l’Unione europea è una gabbia da cui dobbiamo scappare. Sappiamo che questa è una posizione minoritaria all’interno di Lega e Fratelli d’Italia, cercheremo di farla crescere con il dibattito culturale. Questo non è il momento di litigare ma di trovare insieme una quadra per combattere il nemico che abbiamo di fronte”.

Prove tecniche di una possibile futura alleanza realmente sovranista? Nel 2015 un progetto del genere era già partito proprio per volere di Di Stefano, che per primo aveva deciso di utilizzare il termine “Sovranità”, poi la scelta di Salvini di ritornare da Berlusconi impantanandosi nelle logiche del vecchio centrodestra interruppe il progetto. Adesso, 4 anni dopo, la maggior parte del popolo italiano chiede a gran voce che queste istanze trovino applicazione, la conferenza di Verona  potrebbe aver segnato l’inizio della riscossa.