L’idea di candidare di Ruggero è surreale e legalmente impossibile
Nelle ultime ore, il dibattito si è acceso attorno a una suggestione che, a volerla definire con benevolenza, appare quanto meno stravagante.L’ipotesi di una candidatura di Ruggero, il gioielliere gravato da una condanna definitiva a 15 anni di reclusione.
Qualcuno la paventa per populismo, perché è in difficoltà a destra, qualcuno paventa, sempre per il medesimo populismo, lo spauracchio a sinistra.
Al di là dell’opportunità politica, che solleverebbe un polverone etico in qualsiasi democrazia, è il piano del diritto a chiudere categoricamente ogni porta
Ciò che però rende questa vicenda ancora più grottesca è il fatto che, sia da destra che da sinistra, ci sia chi si affretta a criticare o a commentare tale eventualità come se fosse una reale opzione sul tavolo. Questo non è solo politicamente grottesca, ma denota un’ignoranza assoluta , o un pressappochismo disarmante, rispetto al sistema di leggi che regola questo Paese.
La realtà dell’interdizione
La condanna a 15 anni trascina con sé, in via automatica, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici
Si tratta di una pena accessoria che, per legge, priva il soggetto di ogni diritto elettorale, sia attivo che passivo. Non stiamo parlando di un’opinione, ma di un vincolo legale stringente che esclude a priori qualsiasi ambizione di poter anche solo essere inserito nelle liste elettorali.
Chi discute di questa candidatura come di una minaccia o di una possibilità, dimostra di ignorare i pilastri del nostro Codice Penale
La “trappola” dell’ineleggibilità
C’è chi, tra i commentatori politici, evoca la grazia come una potenziale escamotage .
Ma anche qui cadono le braccia per il livello del dibattito! L’eventuale grazia sarebbe un provvedimento di clemenza andrebbe ad agire sulla pena principale, non facendola materialmente scontare; ma non cancellerebbe in alcun modo gli effetti accessori di una condanna.
Anche qualora il Presidente della Repubblica concedesse la grazia, l’interdizione resterebbe lì, solida e inoppugnabile
L’unico strumento capace di ripulire la fedina penale, eliminando gli effetti penali e le pene accessorie, è la riabilitazione. Ma la riabilitazione non è un atto dovuto. Si tratta di un percorso giudiziario complesso, che richiede l’intervento del Tribunale di Sorveglianza e l’accertamento di un reale ravvedimento e certo richiederebbe comunque anni.
Un vicolo cieco giuridico /politico
Senza una sentenza di riabilitazione passata in giudicato, Ruggero rimane, per legge , un soggetto non candidabile.
Ventilare il suo nome nelle cronache, che sia per sostenerlo o per demonizzare lui e chi vorrebbe candidarlo, non è solo una provocazione di pessimo gusto , ma è un esercizio di pura fantasia che contrasta frontalmente con la legislazione vigente
Sia da destra che da sinistra, chi si presta a questo dibattito sta vendendo fumo, o alimentando una polemica surreale, che l’ufficio elettorale bloccherebbe ancor prima che la lista possa essere presentata. In un Paese che ha bisogno di affrontare ben altre urgenti problematiche di natura sociale, certe strategie elettorali di infimo profilo, non dovrebbero trovare tutto spazio; chi le cavalca, dimostra purtroppo una preoccupante carenza di preparazione sulle fondamentali del sistema. I giornalisti che si prestano tradiscono il diritto di un pubblico, sempre peggio informato, ad avere un’informazione che gli permetta di giudicare seriamente i fatti che hanno davanti.
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