Il fotografo di Banksy rivela come mai l’artista del graffiti non sia mai stato arrestato.

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Lazarides ha lavorato con Banksy per 11 anni, documentando inizialmente l’artista al lavoro nel 1997, prima di diventare il suo agente, stratega e mentore.

Parlando di come la coppia sia riuscita sempre ad evitare l’arresto, Lazarides ha raccontato al The Guardian: “Il segreto sono i giubbotti ad alta visibilità e i coni del traffico. Nessuno ti ferma se li hai”.

Tuttavia, c’è stata una mattina nel Meatpacking District di New York quando un gruppo di prostitute transessuali si è opposto a Banksy che dipingeva un muro.

“Alcuni di loro hanno frainteso ciò che scriveva come omofobico e hanno chiamato la polizia”, ha detto Lazarides. “Questo è quanto di più vicino ad essere arrestati che siamo andati”.

Lazarides ha aggiunto che lui e Banksy avevano varie scuse pronte per aiutarsi a farla franca con “l’imbrattamento” dei muri. “Una volta gli ho dato una lettera che diceva di avere il permesso di un produttore cinematografico di dipingere un muro”, ha detto il fotografo.

“E io sarei stato il produttore cinematografico, armato di un telefono usa e getta. Se ricevevo una chiamata, ero pronto a dire: “Scusi, volevo dire che doveva fare l’altro lato della strada”.

Le fotografie di Lazarides che mostrano l’artista al lavoro sono state pubblicate in un nuovo libro intitolato Banksy Captured, appena uscito.

L’artista britannico è considerato uno dei maggiori esponenti della street art, la cui vera identità rimane ancora sconosciuta.

Le sue opere sono spesso a sfondo satirico e trattano argomenti come la politica, la cultura e l’etica.

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