“Io lo dico al presidente del Consiglio Giuseppe Conte: prepariamo una nuova agenda per questo governo, figlia degli accordi ma anche delle esigenze dell’Italia”.

“Chiederemo con i gruppi parlamentari che si metta in agenda lo ius culturae e lo ius soli come scelta di campo del Pd”.

Queste le parole di Zingaretti alla Convention del PD di Bologna, in salsa di sardine. Le potete apprezzare in tutta la loro fantozziana magniloquenza nel video in fondo all’articolo.

 “Ci battiamo perché al più presto si rivedano i decreti Salvini, dentro questo governo come scelta di campo. Ci batteremo con i gruppi parlamentari per far approvare lo ius culturae e ius soli, certo che lo faremo. Faremo una legge per parità salariale tra donne e uomini“. Che peraltro esiste già da decenni, ed è prevista nella Costituzione.

Gli risponde a breve giro di posta uno stupefatto Luigi Di Maio : “C’è mezzo paese sott’acqua e uno pensa allo ius soli? Siamo sconcertati. Preoccupiamoci delle famiglie in difficoltà, del lavoro, delle imprese. Pensiamo al Paese, già abbiamo avuto uno che per un anno e mezzo ha fatto solo campagna elettorale. Noi vogliamo pensare a lavorare”.

Dopo ius soli e ius culturae c’è da augurarsi che i soloni del PD non vogliano tornare allo ius primae noctis, che comunque sia godrebbe nel popolo italiano di una popolarità maggiore dei primi due.

O forse, sarebbe meglio.

La Sinistra, oltre che dalle sardine, allora, riparta da questo ius, quello primae noctis, facendo atto  di devozione e sottomissione  ai potenti, come peraltro fa da sempre, ottenendo così grazia e benedizione all’unione, quella con il Movimento 5 Stelle, sempre più litigiosa ed innaturale.