Tra vittoria militare e sconfitta strategica, il dilemma della Casa Bianca
Il Presidente Trump ha dichiarato che il Pakistan ha mediato un cessate il fuoco di due settimane sulla base del fatto che il piano iraniano in 10 punti rappresenta una “base praticabile” per un accordo di pace.
Questo lascia perplessi tutti coloro che hanno effettivamente visto il quadro di riferimento iraniano, che, tra le altre cose, afferma:
1) Il diritto del regime terrorista all’arricchimento dell’uranio.
2) Istituzionalizza un sistema di pedaggi iraniano-omanita nello stretto di Hormuz.
Prima della guerra il passaggio era libero.
3) Richiede un immediata revoca delle sanzioni.
Ecco il punto critico dell’analisi, e ci sono 3 modi di interpretarlo
1) Il Presidente Trump non sa cosa contenga il quadro di riferimento iraniano e i negoziati si bloccheranno non appena i negoziatori a Islamabad si decideranno a leggere il documento.
2) Gli ultimi due negoziati con gli iraniani forse non sono stati altro che un modo per guadagnare tempo e spostare risorse militari a portata di tiro per un attacco a sorpresa.
3) Il costo della guerra, secondo il Presidente Trump, stava diventando insostenibile rispetto ai benefici, e raggiungere un accordo che concede molto agli iraniani è meglio che inseguire le perdite.
In questo caso si tratterebbe di un ammissione del fatto che la guerra sia stata una sconfitta strategica, pur essendo stata una vittoria militare
Quindi, la questione è se la Casa Bianca riuscirà a usare quest’ultima per minimizzare la prima e presentare la situazione agli americani.
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