Lotta al contante: ridono le banche, piangono le famiglie, cambia poco per il fisco

Non ci voleva un genio a prevedere che con il ritorno al Governo del Partito Democratico le banche avrebbero ricominciato a ridere. Intendiamoci, non che da parte del Governo gialloverde ci sia stato il benché minimo tentativo di andare ad intaccare concretamente lo strapotere lobbistico degli istituti finanziari, tuttavia la parte destra di quel Governo pareva essere meno incline a concedere ulteriori regalie sulla pelle dei cittadini. 

Il Governo giallofucsia rappresenta invece l’accozzaglia giusta per dare l’assalto al pagamento in contanti, sogno dorato di tutti i banchieri. Non poteva esserci appellativo più azzeccato di  “Governo delle tasse” per un esecutivo composto dal Pd, storico braccio armato delle lobby finanziarie, insieme ad un Movimento 5 stelle ormai completamente asservito all’establishment. Questa vicenda peraltro ci dimostra quanto siano sempre stati fragili, superficiali e pericolosi gli slogan grillini: sono riusciti ad attrarre le masse strillando un generico “legalità” in modo sguaiato, per poi utilizzare questa parola proprio contro quelle stesse masse in modo subdolo, in questo caso giustificando il loro appoggio alle restrizioni al contante con la scusa della lotta agli evasori. Un capolavoro di doppiogiochismo.

Volantino del Movimento 5 stelle Lombardia, anno 2014.

CONFESERCENTI E CODACONS

Confesercenti ha lanciato un vero e proprio grido di allarme per l’aumento dei costi alle imprese derivanti da questa misura: “l’obbligo di accettare carte di credito e bancomat costerà alle piccole imprese almeno 2 miliardi di euro in più di aggravi tra canoni, commissioni sulle transazioni e costi di installazione e gestione”.

Qualcuno alla Di Maio potrebbe obiettare che se questo è lo strumento giusto per combattere l’evasione e punire i disonesti bisogna comunque insistere, tuttavia leggendo i dati pare non essere proprio così: “tra il 2012 ed il 2018 il numero di POS attivi in Italia è cresciuto del 112%, arrivando a 3,1 milioni;” prosegue il documento di Confesercenti “e il volume delle transazioni con carte di debito è aumentato del 57%, arrivando a 33 miliardi di euro, 12 in più rispetto al 2012. Un boom che non ha trovato un riscontro proporzionale nel gettito derivante dalla lotta all’evasione“. Questo aumento peraltro, giova ricordarlo, è avvenuto in totale assenza di odiose sanzioni come quelle ipotizzate da questo Governo contro chi preferisce utilizzare il contante, limitando di fatto la libertà d’impresa. “Tra fatture elettroniche ed invio dei corrispettivi” conclude poi la nota “l’Agenzia delle Entrate è già oggi in grado di monitorare H24 le imprese”. 

Questa mossa sembra quindi non avere alcun senso se non quello di andare nella direzione di permettere agli istituti di credito privati di disporre, in modo sempre più asfissiante, della quotidianità dei cittadini, di controllarne le abitudini e di intervenire con misure unilaterali a proprio piacimento su eventuali momenti di difficoltà economica delle persone, anche per conto terzi.

A sostegno della posizione di Confesercenti è arrivato anche il Codacons, che ha dichiarato di condividere l’analisi aggiungendo che il danno sarà doppio, dato che parte di questi costi saranno trasferiti alle famiglie, attraverso un incremento di prezzi al dettaglio e tariffe che potrà portare ad un esborso annuo di 77 euro in più. Non una notizia da prendere sottogamba in un momento in cui la spesa delle famiglie torna a frenare. Si stima infatti per il 2019 una variazione dei consumi delle famiglie ferma a +0,4%, il dato peggiore dal 2014 e la crescita più bassa tra i grandi Paesi nel 2019.

Stangate vere e proprie condite da una moralità che non vediamo però applicata alle multinazionali, nonostante sia proprio da queste società che lo Stato avanza i maggiori crediti. Google, Facebook, Ebay, Booking o anche Amazon (che peraltro colpisce con mazzate quotidiane la nostra economia reale), solo per fare degli esempi, sono praticamente evasori totali. L’ipotizzata web tax al 3% è un insulto al sudore degli artigiani e dei commercianti. 

SOVRANITA’ MONETARIA

La beffa oltre il danno si concretizza poi quando si pensa che quel poco che si andrà a recuperare con queste misure odiose non finirà nelle tasche degli italiani attraverso servizi più efficienti, ma evaporerà in favore del cartello finanziario internazionale. Per alleggerire il peso alle nostre famiglie e alle piccole medie imprese basterebbe, ad esempio, recuperare quei miliardi che attualmente paghiamo come interessi sul debito pubblico alle banche private, creando una banca nazionale nelle mani dello Stato. Una domanda che dovremmo porci poi è: perché dissanguarci mentre anziché stampare moneta accettiamo di farci prestare i nostri soldi dalla BCE, attraverso banche private, con un passaggio che ci costa miliardi di euro? 

Ecco dove deve rivolgersi un vero sovranismo: sovranità monetaria per regolare in libertà le leve utili a far funzionare l’economia. Avranno questo coraggio Salvini e la Meloni? Chi vivrà vedrà. 

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