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Trump contro Teheran: una vittoria senza resa

di Francesco Terracciani
6 Maggio 2026
In Attualità
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Trump contro Teheran: una vittoria senza resa
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Trump contro Teheran: una vittoria senza resa

Dopo 64 giorni di guerra con l’Iran assistiamo a dichiarazioni da parte di Donald Trump che la guerra è stata “vinta” e che il regime iraniano ha perso.

Ma il regime terrorista non ha dichiarato la resa, il regime, anche se frazionato, continua a dettare le sue regole, le residue risorse tecnologiche ed economiche destinate al programma nucleare vengono investite in modo ancora più occulto

Un alternativa agli Ayatollah affidabile e credibile non sembra ci sia al momento, e gli iraniani in piazza che si oppongono al regime non si vedono piu’.

L’unico effetto a livello regionale è che l’”Asse della Resistenza”, organizzazione strutturata dall’Iran per distruggere Israele, composto da Houthi yemeniti, milizie sciite iraniane e siriane, Hamas, e Hezbollah, non gode più della fornitura di armi e denaro da Teheran.

Tuttavia, secondo Trump la vittoria è chiara

Il suo concetto di vittoria contro l’Iran e quello che posso definire di “ansia strategica”, una modalità di battaglia che si colloca all’interno di una sfera delimitata da pazienza, persistenza e osannazione mediatica delle “strategie” applicate.

Intanto, il regime sta dimostrando la capacità di sopravvivenza che, se anche colpito, ancora detta le sue condizioni, magari platealmente respinte.

La tecnica globale di guerra di Trump è quasi sperimentale, nella storia si sono osservate molte decisioni strategico-politiche discutibili, ma il mezzo è stato sempre l’utilizzo massimo della forza bruta per sopraffare il nemico, costringerlo alla resa e imporgli un accordo.

Cosa che il Presidente, nonostante minacce apocalittiche, non ha fatto

Ora, un Presidente in grande difficolta’ dà via libera ai suoi impulsi, ai continui ripensamenti e alle tante affermazioni piene di contraddizioni.

A questo si sommano un eccessiva fiducia in se stesso, un disprezzo per la conoscenza delle politiche in generale e l’anello debole dei suoi consiglieri, la cui competenza si è finora rivelata pietosa, vedi Ucraina, Gaza, Libano e altro.

Cosi, al di la’ degli annunci trionfali su Truth ad uso e consumo dei creduloni, Trump pare infilato in un vicolo cieco, una posizione che sta facendo sopravvivere il regime iraniano ben conscio dello stallo, tanto è che anche loro ostentano la vittoria su Washington e minacciano devastazioni mai viste prima ai danni delle forze americane.

Il fattore concreto è che il regime iraniano ha retto il colpo nonostante le varie decapitazioni dei suoi vertici politici e militari

Quindi, gli Ayatollah hanno ottenuto diverse vittorie psicologiche negli ultimi giorni, costringendo Trump ad annullare ripetutamente un ciclo di negoziati in Pakistan.

Il regime terrorista non ha bisogno di un accordo a tutti i costi

A Donald Trump, invece, serve come il pane per poter uscire da questa guerra in modo “onorevole” e senza perdere la faccia.

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Tags: DONALD TRUMPGUERRAIN EVIDENZAIRANMEDIO ORIENTE
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