La tecnica Renzi: prendere in prestito la credibilità di Vannacci per colpire Meloni sulla sicurezza

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La tecnica Renzi: prendere in prestito la credibilità di Vannacci per colpire Meloni sulla sicurezza

Renzi accusa il governo di non aver fatto abbastanza sulla sicurezza in quattro anni.

Ma è un’accusa che lui, di suo, non potrebbe permettersi: Italia Viva e il campo largo che oggi lo ospita a fatica (con Pd, M5S e i loro alleati storici) hanno governato l’Italia, a vario titolo, per un tempo enormemente maggiore rispetto all’attuale esecutivo, senza risolvere il nodo migratorio né quello della sicurezza urbana, anzi lasciando maglie larghe e retoriche dell’accoglienza in alcuni casi senza limiti

Da soli, dunque, non hanno la credibilità per attaccare su questo terreno senza che qualcuno gli ricordi il passato.

Ecco perché la mossa è più sottile: Renzi non attacca in prima persona sul merito, cita e sfrutta le critiche che arrivano da destra, dal partito di Roberto Vannacci (utile alleato alla critica governativa) ormai stabilmente sopra il 4-5% nei sondaggi, citazioni strumentali per dare peso e “terzietà” alla tesi che il governo abbia fallito sulla sicurezza.

Se lo dice pure chi sta a destra di Meloni, il ragionamento implicito, allora deve essere vero, e l’accusa acquista una credibilità che Renzi da solo non potrebbe rivendicare

È una tecnica machiavellica: usare il fuoco amico dell’estrema destra come randello contro il centrodestra di governo, senza esporsi in prima persona su un tema dove la storia recente del campo largo CPR “lager”, nessuna svolta sui rimpatri quando erano al governo lo rende un bersaglio facile. Nel frattempo prova a riguadagnare peso politico dopo l’onta della foto del 16 giugno, quella di Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli senza di lui, con Conte che parlava apertamente di “accozzaglia” e “problema di affidabilità”. Colpire Meloni prendendo a prestito Vannacci gli permette di apparire utile alla causa senza mai dover rispondere della propria credibilità sul tema.

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