La stampa estera è impietosa: l’Italia è stata ridotta alla fame

Eravamo abituati a leggere i reportage della stampa estera su come fosse bella la nostra nazione. Il cibo italiano? il più buono di tutti; le nostre città? Da levare il fiato. Tutto dell’Italia, a intervalli regolari, veniva descritto in termini entusiastici. Conclusione? Che gran fortuna avete avuto a nascere in Italia.

Alla vigilia di Natale è uscito un altro servizio, questa volta sul Washington Post. Ma questa volta sono lacrime e sangue. Il giornalista Chico Harlan ci fa fare una camminata virtuale nel cuore di Roma, e questa volta sono lacrime e sangue.

Le legnate, sacrosante, sono tutte per Giuseppe Conte e la sua banda di improvvisati. Secondo Harlan buoni solo a chiudere indiscriminatamente il paese senza dare nessun aiuto concreto a imprenditori e professionisti.

I cartelli “affittasi” e “vendesi” si sommano giorno dopo giorno. E ingialliscono per il passare del tempo. Un famoso ristorante 2 stelle michelin si è dovuto reinventare per asporto. Ma solo per limitare le spese. Una strada di Roma (via dei Banchi Vecchi) si animava la sera per bar e luoghi di ritrovo dei giovani. Ora si anima solo la mattina presto, quando i disperati si mettono in fila per un pasto gratis. Fila che si allunga giorno dopo giorno.

Il mondo ha subito bene o male la stessa sciagura dell’Italia, ma il mondo non ha conosciuto la sciagura di chi ci governa. Vessati dal virus e uccisi dalla mala politica. Il bel paese non c’è più.

 

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