La guerra contro l’Iran si sta rivelando un fallimento catastrofico.
La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran ha provocato la più grande interruzione delle forniture di petrolio della storia.
Con l’aumento dei prezzi di carburante, cibo e fertilizzanti, si profila all’orizzonte una potenziale recessione globale.
La credibilità degli Stati Uniti presso gli alleati in Europa, Asia e Medio Oriente è stata gravemente compromessa.
Il Pentagono ha recentemente riferito che gli Stati Uniti hanno speso 25 miliardi di dollari per la guerra, una cifra indubbiamente tenuta bassa,, dato che alcune stime suggeriscono un costo tre volte superiore, mentre le già scarse scorte di munizioni si sono ulteriormente ridotte.
Gli Stati Uniti, lasciando il lavoro a metà, non hanno raggiunto nessuno dei loro obiettivi strategici e hanno ammesso che il loro scopo ora è ripristinare lo status quo nello stretto.l
Ma in mezzo a tutte queste inutili perdite, c’è un lato positivo per gli interessi americani e la sicurezza del Medio Oriente. Gli Stati Uniti potrebbero non avere altra scelta che ritirarsi dalla regione, una decisione che Washington avrebbe dovuto prendere molto tempo fa.
Secondo quanto riferito, l’Iran avrebbe inflitto danni significativi a oltre 200 strutture o attrezzature presso siti militari americani nella regione
Tra questi figurano costosi sistemi radar di allerta precoce, sistemi di difesa missilistica, antenne paraboliche e aerei di comando e controllo.
Nei primi giorni della guerra, molte basi americane in Medio Oriente erano inagibili a causa degli attacchi iraniani. Alcuni di questi avamposti sono stati addirittura evacuati prima che gli Stati Uniti iniziassero la guerra e si sono rivelati di scarsa utilità nel conflitto, dato che la maggior parte degli attacchi proveniva da piattaforme a lungo raggio.
Per gli Stati della regione che ospitavano basi americane, la guerra è servita da campanello d’allarme. L’ombrello di sicurezza di cui credevano di godere si è rivelato illusorio
Washington ha consultato a malapena i suoi alleati del Golfo prima di attaccare l’Iran, e gli Stati Uniti si sono concentrati sulla protezione di Israele mentre Teheran lanciava raffiche di missili e droni contro i paesi arabi del Golfo.
L’Iran ha anche chiarito agli Stati della regione che, se avessero permesso attacchi dal loro territorio, sarebbero diventati bersaglio di rappresaglie. Gli Stati mediorientali potrebbero essere tentati di riconsiderare le loro relazioni con Washington
Gli Stati Uniti sono stati costretti a sospendere bruscamente il “Progetto Libertà”, il loro ultimo piano per sbloccare la situazione di stallo nello stretto, a causa delle reazioni negative dell’Arabia Saudita e del Kuwait, che hanno temporaneamente sospeso l’accesso allo spazio aereo e alle basi americane per il timore di ulteriori ritorsioni iraniane.
Già prima della guerra, molti paesi arabi cercavano di diversificare le proprie partnership in materia di sicurezza.
Riyadh, in particolare, aveva iniziato a nutrire diffidenza nei confronti del suo apparente ombrello difensivo americano in seguito alla tiepida risposta di Washington agli attacchi con droni degli Houthi del 2019 contro gli impianti petroliferi sauditi e alle restrizioni sulla vendita di armi offensive a causa delle azioni in Yemen.
Negli ultimi anni, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno gradualmente intensificato i legami di sicurezza e difesa con la Cina, sfruttando la competizione tra grandi potenze per colmare le proprie lacune in termini di capacità
L’attacco di Israele contro leader di Hamas in Qatar lo scorso settembre ha rafforzato la crescente preoccupazione di Riyadh sulla natura della protezione americana, portando l’Arabia Saudita a firmare un patto di difesa con il Pakistan poco dopo.
Vi sono segnali che indicano come Arabia Saudita, Pakistan, Turchia ed Egitto si stiano unendo in un potente blocco regionale per affrontare comuni preoccupazioni in materia di sicurezza
Dopo gli attacchi israeliani in Qatar, il Presidente ha fornito a Doha una garanzia di sicurezza più formale. Ma il Qatar si era già rivolto al riequilibrio regionale, rafforzando i legami militari con la Turchia e perseguendo una più ampia diversificazione sviluppando relazioni più profonde con Francia e Regno Unito.
Si tratta di una tendenza che senza dubbio accelererà in seguito alla pessima conduzione dalla guerra da parte di Stati Uniti e Israele
La guerra condotta dagli Stati Uniti è un fallimento totale.
Il Presidente Trump, invece che chiudere subito la partita riportando l’Iran all’età della pietra, si e’ perso in chiacchere e si e’ impantanato.
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