La Grazia di Mattarella che riabilita il periodo berlusconiano
In un’Italia che sembrava aver archiviato definitivamente l’era delle “olgettine” e dei processi infiniti di Arcore, il nome di Nicole Minetti torna a squarciare il velo del perbenismo istituzionale. E lo fa dalla porta principale, proprio quella del Quirinale.
La notizia della grazia concessa da Sergio Mattarella all’ex consigliera regionale lombarda non è solo un atto giuridico, ma un paradosso politico che merita una riflessione profonda
Secondo le note ufficiali, la decisione del Capo dello Stato sarebbe maturata per “gravi motivi umanitari”, legati alla salute di un minore e alla necessità di cure specialistiche. Un atto di clemenza che, tecnicamente, cancella i residui di una condanna (peculato e induzione alla prostituzione nel processo Ruby-bis) che la Minetti non ha mai scontato dietro le sbarre.
Ma al di la’ della mera cronaca, è impossibile non notare il cortocircuito
Mattarella, l’uomo della sobrietà e custode della Costituzione, firma la riabilitazione definitiva della donna che per anni è stata il simbolo estetico e politico del “Berlusconismo” più d’assalto.
Il legame indiretto con Silvio Berlusconi è inprescindibile per l’analisi della questione. Graziare Nicole Minetti significa, simbolicamente, graziare un’intera epoca. Significa ammettere che quella stagione di fango, intercettazioni pruriginose e battaglie giudiziarie all’ultimo sangue è ormai un reperto archeologico.
Se per anni la Minetti è stata utilizzata come il “grimaldello” per scardinare il potere Cavaliere, vederla oggi beneficiaria di un provvedimento firmato da chi è stato spesso visto come l’antitesi di quel mondo, fa riflettere
C’è chi sussurra che questo sia l’ultimo atto di una pacificazione postuma con la memoria di Berlusconi, un modo per chiudere definitivamente i conti con i tribunali di Milano.
Tuttavia, il giallo si infittisce
Le ultime indiscrezioni parlano di un Mattarella “irritato” per presunte inesattezze contenute nella documentazione presentata al Ministero della Giustizia. Verifiche urgenti sono state chieste a via Arenula. Il rischio è che quello che doveva essere un atto di misericordia si trasformi in un pasticcio burocratico-giudiziario.
La domanda resta
Era davvero necessario questo atto per un personaggio che ha già cambiato vita da anni tra Ibiza e il Sudamerica? O c’è un messaggio politico più sottile rivolto a quella parte di magistratura che ha fatto della lotta al “sistema Berlusconi” una missione di vita?
Il caso Minetti dimostra che in Italia il passato non passa mai, si trasforma
E che il “filo rosso” che lega il Cavaliere al Quirinale, passando per le figure più discusse del suo entourage, è più resistente di quanto i critici vogliano in realtà ammettere.
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