Il rischio nucleare saudita e l’instabilità del Medio Oriente
Nel quadro generale della crisi con l’Iran la decisione del Presidente Trump di firmare un accordo con l’Arabia Saudita che permetterebbe teoricamente al regno di dotarsi di armi nucleari in prospettiva futura, potrebbe portare il Medio Oriente ad una corsa agli armanenti senza precedenti.
Di conseguenza potrebbe incentivare il regime canaglia degli Ayatollah a continuare ancora più spregiudicatamente a dotarsi di armi nucleari.
Ma anche Israele notoriamente in possesso di numerose bombe atomiche, circa 150-200, già ha fatto capire che tale concessione ai sauditi potrebbe destare preoccupazioni
Egitto e Turchia possiedono infrastrutture nucleari civili.
Gli Emirati Arabi Uniti, primo paese del mondo arabo, hanno una centrale nucleare nel sito di Barakah.
Quindi cosa cambietebbe nella penisola araba se Riad procede verso il nucleare?
Forse solo un altra azione teorica di disturbo che Trump invia a Teheran visti i pessimi rapporti che gli Ayatollah hanno con i monarchi sauditi?
Forse una modalità di disturbo verso il regime terrorista, non onerosa, visto il fallimento del Presidente in Iran e la sua grande difficoltà di mantenere una guerra dai costi stratosferici, fino ad oggi quasi 38 miliardi di dollari?
Oppure, appunto, trascinare il Medio Oriente in una gigantesca corsa agli armamenti che destabilizzerebbe ancora di più l’intera regione?
Anche da questa decisione quello che emerge è un atteggiamento confusionario sulla linea delle ormai quotidiane esternazioni del Presidente.
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