• Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
oAdHoc News Quotidian
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
AdHoc News Quotidiano
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Esteri

Il Galles e la lezione per l’Europa: senza una destra identitaria il popolo cerca rifugio altrove

di Kishore Bombaci
6 Maggio 2026
In Esteri
0
Il Galles e la lezione per l’Europa: senza una destra identitaria il popolo cerca rifugio altrove
5
VISITE
CondividiTwitta

Il Galles e la lezione per l’Europa: senza una destra identitaria il popolo cerca rifugio altrove

Il reportage pubblicato da la Repubblica sul tracollo del Labour in Galles racconta una realtà che va ben oltre i confini britannici.

Descrive una parabola comune a molte realtà progressiste in continente, che stanno subendo la medesima deriva della sinistra americana di cui sono sempre più tributarie per metodo e contenuti

Nelle ex città minerarie, nei quartieri operai e nelle periferie impoverite, la sinistra ha progressivamente perso il proprio popolo. Non perché siano scomparsi i problemi sociali, ma perché chi avrebbe dovuto rappresentarli ha scelto di parlare soprattutto alle élite urbane, ai salotti culturali e alle battaglie ideologiche lontane dalla vita quotidiana delle persone comuni.

Il risultato è evidente: le classi lavoratrici non si sentono più rappresentate da una sinistra che un tempo difendeva salari, occupazione e identità collettiva

In Galles, come in molte aree industriali europee, il disagio economico si è trasformato in rabbia politica. E quando il vuoto non viene colmato da una proposta seria e credibile, avanzano frammentazione, i c.d. populismi e le spinte separatiste.

Già diversi saggi ormai certificano questo fenomeno tutt’altro che strano

Se la sinistra preferisce inseguire falsi temi, generalmente improntati all’ideologia woke, la classe operaia guarda altrove. È naturale, fisiologico e persino giusto! Le classi svantaggiate sono ben poco interessate ai presunti diritti degli LGBT, molto poco appassionati di revisionismo storico, più o meno indifferenti ai rischi a lungo termine del presunto cambiamento climatico. Le questioni più impellenti sono i salari bassi, l’inflazione alta, la difficoltà ad arrivare a fine mese, il lavoro che non c’è. Cose forse banali per i soloni radical chic, ma estremamente importanti per la gente comune.

Direi vitale!

Se queste persone non vengono rappresentate, se le istanze che portano sono trascurate da chi dovrebbe invece farsene portavoce, guardano altrove. Nell’era dell’elettorato mobile e del crollo delle ideologie, non è raro che porzioni consistenti di quell’elettorato lì, guardi a destra, anche al più radicale.

L’immigrazione di massa ha generato una competizione al ribasso, un vero e proprio dumping esistenziale che va a danno proprio delle classi svantaggiate autoctone

Come sottolineava, in tempi non sospetti, Federico Rampini, la sinistra, a forza di guardare i (persunti) ultimi, ha perso di vista i penultimi. E i penultimi non votano più a sinistra. Nel Regno Unito come in Italia, come in generale in Europa.

La società va polarizzandosi su ogni tema e le ricette semplicistiche degli opposti estremismi vengono sempre di più visti come bacchette magiche, indipendentemente dalla loro credibilità e operatività. I vincoli giusti o sbagliati che siano determinano conseguenze pesanti e la voglia di liberarsene è comprensibile.

Anche se non è detto che questo determini un miglioramento effettivo nella vita delle persone

Proprio in Inghilterra la c.d. Brexit non ha portato quei vantaggi sperati. Il quadro è dunque complesso, ma il trend è piuttosto chiaro.

In questa generalizzata crisi di rappresentanza, è fondamentale consolidare un’alternativa di destra europea che si presenta variegata e con anime parzialmente in competizione.

Certamente le visioni più liberali debbono coniugarsi con idee maggiormente sociali e identitarie.

La destra deve tornare a parlare ai lavoratori, agli artigiani, ai piccoli imprenditori e a chi vive nelle periferie dimenticate

Se da una parte, dunque, la mera protesta non serve, occorre tuttavia non cedere alla tentazione centrista di essere inglobata nell’establishment. Coniugare identità nazionale, sicurezza, difesa del lavoro e tutela del welfare non è questione burocratica, né questione che possa essere posta a compromesso con la grande finanza che orienta i processi decisionali delle sedi sovranazionali.

Se la destra compie l’errore di inseguire queste elites finirà nel dimenticatoio e passerà alla Storia coma la traditrice delle proprie premesse e promesse.

Le classi operaie, così come la classe media, chiedono protezione, stabilità e appartenenza: valori che la sinistra contemporanea ha spesso abbandonato inseguendo un progressismo astratto e globalizzato

Con specifico riguardo all’Italia, il paragone viene calzante e inevitabile. Anche nel nostro Paese molte storiche “roccaforti rosse” hanno cambiato orientamento politico. Quartieri popolari, province industriali e territori operai che per decenni votavano PCI o sinistra oggi guardano a destra perché cercano ascolto su temi concreti: costo della vita, immigrazione incontrollata, sicurezza, precarietà e perdita di identità culturale. Non è un caso che il consenso della destra cresca soprattutto tra ceti popolari e lavoratori autonomi.

La sfida, però, è evitare che questo consenso venga disperso in un semplice voto di protesta

Serve una destra matura, patriottica, capace di governare i processi economici e sociali senza rinunciare alla difesa dell’interesse nazionale e soprattutto ai propri valori. Una destra che torni a dare dignità politica al popolo produttivo e alle periferie dimenticate.

Il caso gallese dimostra che quando la politica smette di rappresentare il proprio popolo, il sistema si sgretola. Ed è proprio qui che una destra identitaria, seria e responsabile può diventare l’unica vera alternativa per ricostruire coesione sociale, fiducia nelle istituzioni e unità nazionale

Leggi anche:

https://www.adhocnews.it/

www.facebook.com/adhocnewsitalia

SEGUICI SU GOOGLE

Tags: DESTRAGallesIN EVIDENZALabourREGNO UNITO
Articolo precedente

La Firenze 2026 dalla benzina alla bistecca: la nuova morale Woke a colpi di divieti

Prossimo articolo

Prossimo articolo

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Contatti e informazioni AdHoc News
  • Partners & Advertising
  • Privacy policy
  • Cookie policy

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.