IL COSI’ DETTO CONGRESSO DELLA LEGA PER SALVINI PREMIER E IL CANDIDATO GARAVAGLIA
Il 23 e 24 ottobre a Milano va in scena il così detto Congresso Federale della Lega per Salvini Premier.
L’esito è scontato, per questo il Congresso è ”così detto”.
Porta con sé l’aggettivo romantico di “Federale” mentre di federale nella Lega per Salvini non c’è più neanche l’ombra, è rimasto il lemma.
Il tema congressuale, oltre le declamazioni formali, ruota attorno alla sopravvivenza politica e dunque alla qualità della vita di Salvini e di molti salviniani i quali o continuano a mangiare il pane e companatico della politica oppure tornano alle diete severe da dove sono venuti: la politica li ha tolti da ISEE molto modesti, quasi da fame
Nel bunker di Via Bellerio il capo e i subalterni rimasti spostano divisioni che non ci sono più, approvano piani di attacco finti, soprattutto si stringono a sodalizio per il futuro pane e il companatico, e se la Lega arriva al 4% chi se ne frega, basta essere dentro ai 20/30 che Salvini sceglierà, il resto è retorica.
Gli statisti che da Cascina hanno guidato la Lega Toscana per Salvini premier sono rimasti in sella a preparare i consueti geniali progetti politici da presentare ai territori e recuperare il 32% (sul 34% totale) dei consensi perduti.
Anche la Lega di Lucca potrà finalmente godere dell’apporto di statisti di questa levatura: il recupero appare certo!
Nel frattempo è apparso un oppositore di Salvini e dei salviniani: Massimo Garavaglia, ex assessore della Regione Lombardia, ex Ministro del Turismo, di notevole competenza: ne sa più lui da solo che tutti gli statisti toscani messi insieme con l’aggiunta dell’economista Claudio Borghi e dello stesso Salvini.
Si muove sulla linea della coerenza leghista di Giorgetti, del senatore Romeo e del “governatore” lombardo Fontana: il principio di sussidiarietà, la tutela dei territori, il federalismo politico e fiscale, la “questione del Nord” (oggi anche del Centro), la difesa dei valori e dello stile di vita della nostra civiltà
Resta ignota la postura di Zaia, del trentino Fugatti, del friulano Fedriga e dei loro amici, tuttora seduti sulla riva del fiume in attesa che passi un cadavere che invece non passa.
Ma il dissenso interno è gracile: il carattere politicamente “sanguinario” di Salvini intimidisce i pochi superstiti delle purghe e delle minacce: Garavaglia trova grandi difficoltà a raggiungere il numero dei presentatori della sua candidatura
Ho conservato amicizie e relazioni con alcuni leghisti toscani, miracolosamente sopravvissuti all’era Ceccardi: li prego di offrire il loro sostegno a Garavaglia che è l’unica alternativa in campo per tentare di salvare non tanto un partito decotto, quanto le idee che quel partito rappresentava prima della “cura Salvini”.
Contengono risposte anche ai problemi che nel frattempo sono sorti in tutto l’Occidente: la polarizzazione politica, religiosa, culturale, il patto scellerato della sinistra politica con l’Islam, la consueta “comprensione” per i violenti autoctoni e di seconda o terza generazione, gli intoccabili minorenni che picchiano, accoltellano, distruggono, bastonano i passanti: delinquenti veri da prendere a calci in culo per insegnargli come si vive in una società civile, altro che la “comprensione dei loro disagi” che ha prodotto l’impunità delle violenze loro e degli altri intoccabili, i rom e i clandestini: ladri, borseggiatori, spacciatori, stupratori, aggressori, perfino assassini.
Ne avevamo a sufficienza di nostri, ce ne abbiamo aggiunto di nuovi: i nostri andavano e vanno in galera, i nuovi continuano a girare per le nostre strade
Bando alle chiacchiere e fuori i numeri: la sinistra faccia l’elenco dei danni a persone o cose inferte dal Centro destra e perfino da Vannacci e camerati, mentre le cronache quotidiane fanno l’elenco dei danni inferti dai fascisti rossi.
La sinistra riprova a dare la spallata nelle piazze, nel giustificato timore di perdere le elezioni del 2027: l’autunno sarà caldo.
Potevano mancare Landini e la sua organizzazione sempre meno sindacato, sempre più partito?
Ieri ci ha messo il suo: siopero generale CGIL il 30 ottobre. Ha già detto che fermerà l’Italia e che parteciperanno milioni di lavoratori: gli editoriali dei giornaloni di regime sono già scritti, il 1 novembre saranno pubblicati comunque vada: ognuno ci mette il suo.
Piazze sempre più piene, violente, impunite; urne sempre più vuote sia per i protagonisti dei disordini sia per i mandanti.
Speriamo che duri
Non dico che Garavaglia sia in grado di porre rimedio a questa sfida epocale, dico che può ridare voce a chi propone progetti migliorativi, a chi difende territori, strade e piazze dai delinquenti, a chi non rinuncia ai progetti per ambizioni personali, e infine al posto di chi non ci capisce niente ma occupa poltrone dove si prendono le decisioni che contano.
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