Il blocco di Hormuz fa impennare i prezzi mentre Trump scommette su una svolta

Il blocco di Hormuz fa impennare i prezzi mentre Trump scommette su una svolta

Il Wall Street Journal riporta che il Presidente Donald Trump ha dato istruzioni ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dell’Iran

Il Presidente avrebbe preso questa decisione dopo aver valutato che “altre opzioni, riprendere i bombardamenti o abbandonare il conflitto, comportavano rischi seri rispetto al mantenimento del blocco”.

Un paio di domande:

1) Se i bombardamenti comportano “rischi seri” perché il 28 febbraio il Presidente ha ordinato di lanciare attacchi aerei e missilistici sull’Iran?

2) Quali sono stati i motivi che hanno spinto il Presidente a prendere questa decisione?

Il problema di Hormuz si e’ manifestato dopo e Hormuz con la decisione di attaccare il 28 febbraio non ci azzecca nulla

Nel frattempo, con lo Stretto di Hormuz paralizzato, il prezzo della benzina ha continuato a salire

Un anno fa il prezzo medio di un gallone di benzina normale era di 3,18 dollari.

Un mese fa era di 3,99 dollari.

Una settimana fa era di 4,03 dollari.

Oggi è di 4,30 dollari

I prezzi della benzina sono, ovviamente, molto volatili e Trump scommette che una svolta auspicata nella guerra porterà a un forte calo dei prezzi.

Ma al momento, questa è una pessima notizia per Trump, che da tempo considera la riduzione del costo dell’energia la chiave per abbassare i prezzi in generale.

E fra 7 mesi ci sono le midterm

E i Repubblicani non sono assolutamente messi bene

Nel frattempo, i negoziati si sono bloccati.

Tutto ciò porta ad altre domande:

1) La guerra con l’Iran è una guerra?

2) È una guerra in stand-by?

3) Una guerra nella quale domina una situazione di stallo?

4) Un pantano?

Cos’è?

A proposito, oggi sono 62 i giorni da quando Stati Uniti e Iran sono in guerra.

Adesso potrebbe entrare in gioco il Congresso.

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