Il tribunale arbitrale dell’Organizzazione mondiale del commercio (World Trade Organization, WTO), si è espresso nel senso di stimare in 7,5 miliardi di dollari le contromisure adottabili per il danno equivalente, causato a Boeing dai sussidi erogati ad Airbus e considerati illegittimi.

Gli Stati Uniti potranno pertanto imporre dazi per un ammontare equivalente sull’export della Ue.
L’organizzazione internazionale creata allo scopo di supervisionare numerosi accordi commerciali tra i 164 stati membri e 22 osservatori, per un totale di oltre il 95% del commercio mondiale, con sede a Ginevra, è stata chiamata a dirimere la questione sorta per gli aiuti della Ue accordati alla casa costruttrice aerea francese, sede di un consorzio che coinvolge Inghilterra, Francia, Spagna e ovviamente Germania.
Il testo del verdetto dell’arbitrato tanto atteso, prevede che Washington potrà imporre i dazi, secondo indiscrezioni del Wall Street Journal e sui prodotti europei a partire dal 18 ottobre su tutti i 7,5 miliardi di dollari di merci, come autorizzato dalla Wto.
Si ipotizza un 10% sui grandi aerei commerciali e un 25% su prodotti agricoli e industriali.

Il 14 ottobre ci sarà un ultimo incontro tra delegazioni Usa e Ue per cercare di trovare un accordo in extremis che eviti un’escalation di dazi e controdazi.
Ma al di là delle considerazioni tecniche e protezionistiche, è innegabile che Boeing, la grande concorrente americana di Airbus, ha subito un danno per indebita intromissione della Ue nel mercato, in aiuto, ovviamente, non di una industria italiana, ma francese, consorzio che coinvolge anche Spagna, Inghilterra e Germania, in crisi da tempo con l’aggravante di aver puntato su un velivolo, l’A380, che risulta indigesto e gravoso per troppo e compagnie ed aeroporti per il suo costo e dimensioni.

Infatti il 14 febbraio di quest’anno è stato annunciato ufficialmente che la produzione dell’Airbus A380 cesserà a partire dal 2021, con la consegna degli ultimi ordini ad Emirates.che ha deciso di ridimensionare il suo ordine complessivo della macchina da 162 a 123 esemplari.
In buona sostanza, i prodotti europei, anche italiani, subiranno l’imposizione di dazi all’atto della importazione in Usa, perché l’unione europea, che agli italiani impone rigore e non ammette aiuti statali alle aziende nostrane in difficoltà, ha concesso sussidi ad una società francese.

Saranno soggetti a dazi circa 360 milioni di euro di esportazioni italiane del comparto agroalimentare, pari allo 0,8 per cento del totale verso gli Usa. pur non partecipando l’Italia al consorzio Airbus; viene colpito il nostro Paese in uno dei settori più delicati sul mercato statunitense. Oltre ai formaggi verranno tassate le esportazioni di 75 milioni di euro di superalcolici, 12 milioni circa di euro di insaccati, 430 mila euro di bevande e 8 milioni circa di frutta e agrumi.

Ovviamente il governo Conte, supino alla volontà di Macron non ha pronunciato una sillaba.