Goodbye Kiev, bye bye Zelensky

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Goodbye Kiev, bye bye Zelensky

Sembra di vedere il goodbye Saigon, oppure Kabul. Adesso non ci sono più soldi. Non si trovano le risorse. Un altro modo per dire che tra poco non ci saranno più proiettili, mercenari, sistemi difensivi per sostenere il precario impianto ucraino.

L’America si è stufata

All’americano medio non frega assolutamente niente di Kiev. E a Joe Biden si sta aprendo un grave problema. La rielezione.

Il senato americano ha trovato un provvisorio accorto sul bilancio, per evitare lo shutdown. Però quell’accordo non prevede neanche un dollaro per l’Ucraina. Neanche un centesimo per il sostegno alla guerra.

Del resto è comprensibile. Da tempo i vertici strategici americani, insistono sulla necessità di dover concentrare tutta la difesa, o almeno la gran parte, in Asia al fine di contenere la Cina.

Il vero problema è che se lo zio Sam non si mette a capo di una coalizione Pro Ucraina, non esiste più alcuna coalizione.

L’Europa che non esiste

Se si parla di Europa, a livello di politica estera, di difesa si parla del niente. Gli interessi dei singoli stati la fanno da padroni rispetto ad una visione generale.

È troppo fragile il sostegno della comunità. Talmente tanto fragile che Vladimir Putin, ha sempre detto di non avere nulla contro l’adesione dell’Ucraina all’Europa. Contrario alla Nato. Ma l’Unione Europea chi minaccia?

La Germania è stata timida, se non fortemente ostile alla guerra. Memore dei grossi vantaggi degli accordi commerciali con l’Orso russo. La Francia non ha voluto impantanarsi in questa guerra. Le due nazioni europee leali verso l’impegno Atlantico sono state l’Inghilterra e l’Italia. L’Inghilterra perché è la prima animatrice della politica aggressiva e divisiva dell’Europa ad est.

L’Italia perché in fondo non si può smarcare.

Quindi gli inglesi per amore e per il loro interesse. Gli italiani contro i loro interessi, a malincuore e perché nel loro piccolo non possono far altro.

E adesso?

E adesso semplicemente l’ha detto Medvedev . Un po’ più lunga o un po’ più corta la guerra comunque ci sarà una sola conclusione: la Russia si riprenderà tutta l’Ucraina. Senza girarci troppo intorno. A questo punto uno scenario come quello coreano, con l’Ucraina che si tiene Odessa è una vera utopia.

L’unico problema per Putin è rappresentato da un vero sovranista, che si chiama Recep Tayyip Erdoğan.

La Turchia e la Russia hanno una secolare storia di scontri. Ma se Putin continua a concedere al Sultano grossi vantaggi sulle esportazioni, e non fomenta troppo gli armeni, limitandosi a proteggerli ma non troppo, il leader turco sarà ragionevole.

È un’amicizia in controtendenza con la storia. Ma la storia del futuro si scrive cambiando gli equilibri, le relazioni e le regole del passato.

Chi perde?

Qui ci sono tre vittime. Il popolo ucraino, il popolo Russo e l’Europa. Il popolo ucraino ha sofferto tantissimo, come le popolazioni russofone e ucraine ed i russi anche.

La guerra per procura degli Stati Uniti è costata tanto ad un’Europa sempre più divisa e stretta tra due blocchi che minano le sue possibilità di grandezza.

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