Gli ultimi rapporti dell’intelligence americana dimostrano che le cifre sensazionalistiche diffuse dal Segretario alla Guerra Pete Hegseth erano a dir poco fantasiose.
Hegseth aveva affermato che i bombardamenti americani e israeliani avevano distrutto il 75% delle capacità militari dell’Iran, senza però specificare cosa.
Hegseth aveva inoltre affermato che Stati Uniti e Israele avevano attaccato oltre 15.000 obiettivi, senza però specificare quanti ne erano stati distrutti, in che misura e, soprattutto, quale importanza strategica rivestivano gli obiettivi presumibilmente distrutti.
Inizialmente, Hegseth aveva dichiarato che l’Iran possedeva 1.500 missili balistici, una cifra priva di fondamento, e che le scorte si sarebbero esaurite in poche settimane.
Ora, la Defense Intelligence Agency afferma di non disporre di dati verificabili sul numero dei missili iraniani.
Si stimava che l’Iran avesse 33 rampe di lancio missilistiche, di cui 30 distrutte durante gli attacchi.
Ora la DIA afferma che 30 di esse sono ancora attive.
La DIA inoltre afferma che il regime sembra aver ripreso a pieno ritmo la produzione di missili e droni d’attacco.
La Casa Bianca e il Pentagono diffondono notizie contraddittorie e che non corrispondono alla realtà.
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