Conte e la miseria stanziata per l’emergenza alimentare

Conte

Conte ci ha nuovamente chiamati ad ascoltarlo in conferenza stampa. La cosa sta assumendo toni ridicoli, soprattutto per il contenuto di queste uscite. Stasera ci ha convocati davanti agli schermi con grande urgenza, divulgando la notizia soltanto mezz’ora prima di andare in diretta e poco dopo il bollettino di giornata sul Coronavirus, che anche oggi non fornisce informazioni confortanti.

Si credeva volesse parlarci dell’emergenza sanitaria ma, invece, con la scusa di comunicarci un nuovo, ridicolo, stanziamento per fronteggiare la crisi economica, ci ha implicitamente detto che una parte della Nazione sta finendo in grave emergenza alimentare. D’altronde, in questi giorni, ci sono state numerose avvisaglie in tal senso.

Fin da subito si capisce dove Conte vuole realmente andare a parare: cerca di rassicurare gli animi, soprattutto di quelle persone preoccupate di non poter dare da mangiare ai propri figli e che potrebbero abbandonarsi a gesti estremi. Per risultare convincente, gli mancano però gli strumenti adeguati, ovvero i soldi. Il problema è sempre quello, non abbiamo la possibilità di controllare le leve che regolano l’economia e a causa di questo siamo costretti a chiedere all’Europa ridicole mancette da girare al popolo in difficoltà. 

Conte inizia dicendo di aver deciso di anticipare 4,3 miliardi ai Comuni per fronteggiare la crisi, attraverso il fondo di solidarietà comunale. Li sbandiera come se li avesse tirati fuori dal cilindro, si tratta in realtà di un ammontare che avrebbe comunque dovuto girare alle amministrazioni locali nel mese di maggio e che probabilmente i Comuni hanno già impegnato. Successivamente, con una capriola degna di Yuri Chechi, arriva a dire quanto impegnerà davvero nel contrastare la povertà che sta generando vera e propria fame in moltissime famiglie: 400 milioni di euro. Ovvero circa 50.000 euro per ogni Comune e circa 6 euro per ogni singolo cittadino.

Come detto si tratta di un’altra ridicola mancetta che non risolve nulla, ma probabilmente ciò che Conte sta cercando di fare non è tamponare realmente l’emergenza alimentare, quanto la rabbia della gente, che in ogni caso, con cifre del genere, non tarderà ad arrivare. 

Questo è ciò che si è potuto dedurre dalla conferenza stampa di stasera, ovviamente per un’analisi più approfondita occorrerà attendere la pubblicazione definitiva del Decreto.

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