Metodi da purghe staliniste a Bibbiano. O meglio, a Bibbianograd. L’inchiesta «Angeli e Demoni», con al centro i servizi sociali, il sindaco Pd, gli pscichiatri, i professionisti, accusati di aver redatto false relazioni per allontanare i bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti, si arricchisce di nuovo, agghiacciante, materiale. 

In nuovi audio, diffusi da un servizio del TgR Emilia-Romagna, si sente una madre affidataria che lascia una bimba sotto un temporale e la sgrida perché non parla di abusi subiti (che di fatto non sarebbero mai avvenuti). «Scendi, io non ti voglio più» — grida la donna, in un’intercettazione ambientale dei carabinieri. La bambina è stata tolta alla sua famiglia.

In un altro audio, la stessa donna sgrida la bimba perché non racconta su un diario di abusi subiti in passato: «Tu non ci scrivi perché c’hai paura di scrivere, perché le cose che devi scrivere adesso sono talmente profonde che non ti va più di scriverci. Non ci vuoi neanche andare vicino». Anche in questo caso gli abusi non ci sarebbero mai stati.

 

Sempre nelle intercettazioni ambientali si sentono una neuropsichiatra e una psicologa dell’Ausl reggiana conversare tra loro: «Comunque potevi anche dirgli guardi che lei è sposato, c’ha figli, cioè non si sa mai…». Parole seguite da una risata. Nella conversazione le due professioniste si riferivano a un maresciallo dei carabinieri che aveva chiesto loro documenti sugli affidi di Bibbiano. 

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A Bibbianograd è andata in scena una sorta di purga rossa del terzo millennio, vittime dei bambini. Le confessioni fasulle erano l’elemento su cui ruotava tutto il paranoico impianto accusatorio dello stalinismo. Vittime, tuttavia, erano degli adulti, innocenti. Ma adulti. Nemmeno Stalin è giunto a pensare di estorcere confessioni false da dei bambini.

Si stenta davvero a credere ai propri occhi. Si stenta a compredere il silenzio in blocco di una sinistra ammaestrata, perennemente impegnata a sproloquiare di migranti. Magari i comunisti nella storia i bambini non li hanno mai mangiati, di certo nella cittadina degli orrori li hanno traumatizzati per il resto dei loro giorni.