Il 1969 è stato un anno straordinario per l’umanità: da poco è trascorso il 50° anniversario dell’allunaggio, ad oggi probabilmente il momento più emozionante nella storia dell’uomo.

In quello stesso anno peraltro si concentrarono altri importanti accadimenti sul piano politico, sociale, sportivo, artistico. Fra tutti occupa una rilevanza peculiare l’evento che si svolse per tre giorni a Woodstock (USA) e si concluse la mattina del 18 agosto. Tutti lo ricordano come il festival musicale più famoso della storia, tant’è che comunemente si parla di un pre e di un post, come se quel weekend avesse segnato un punto di non ritorno; l’apice e al tempo stesso l’inizio della fine per i movimenti di protesta e della contro-cultura.

Quel che è certo è che la profondità e le emozioni di quell’agosto ’69 sono considerate irripetibili da un’intera generazione. La musica, vera protagonista, riuscì a creare un ‘momento magico’, fondendosi con gli ascoltatori come succede solo in rari eventi della storia mondiale. Come dirà poi Jim Morrison: “Sono sicuro che, quando è tornata in città, quella gente ha portato con sé una sorta di mito“.

Rimangono tuttavia opinioni contrastanti sulla reale valenza nonché sull’eredità di ciò che avvenne. Fu vera gloria o il mito ha trasmesso un’immagine distorta ed edulcorata? Come quasi sempre la verità è composita, per questa ragione abbiamo ritenuto di allegare due riflessioni opposte: la prima prende spunto dai cinque momenti musicalmente più memorabili – di cui l’apoteosi fu il finale con l’esplosiva e straziante esecuzione dell’inno nazionale americano da parte di un Jimi Hendrix in (alterato) stato di grazia, con la chitarra brandita come una clava e contestualmente suonata con un virtuosismo unico – e sottolinea gli aspetti di condivisione e di coinvolgimento di massa che quell’esperienza regalò ai 500.000 giovani presenti. La seconda è un’intervista al produttore dell’evento, che da testimone oculare smonta la leggenda ed evidenzia le contraddizioni di un grande sballo collettivo.

https://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/woodstock-compie-50-anni-i-5-momenti-indimenticabili-del-festival-dei-festival_3226024-201902a.shtml

https://www.panorama.it/musica/eddie-kramer-woodstock/#gallery-0=slide-2

Dedichiamo questo piccolo omaggio alla tre giorni leggendaria, a Peter Fonda. L’attore appena scomparso, reso celebre dall’interpretazione del film manifesto dell’epoca e di quegl’ideali: “Easy Rider”. Anch’esso del 1969.

A te ‘Capitan America‘, cavaliere placido che in sella a quel mitico chopper hai fatto sognare una generazione.

Nasce ad Erice nel 1977, vive dall'età di un anno a Firenze, dove ha compiuto studi classici e si è laureato presso la Facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri", indirizzo storico-politico con tesi in Storia Moderna. Attivo da giovanissimo nell'associazionismo di servizio, lavora da anni nel campo delle assicurazioni; la vera passione è l'impegno politico/istituzionale, che dal 2004 in poi lo ha visto candidato in campagne elettorali dal livello amministrativo a quello politico. Ha svolto la funzione di Consigliere Circoscrizionale presso il Quartiere 2 di Firenze per 10 anni (2004-2014)