Berlusconi e Israele

La morte di Silvio Berlusconi addolora per tanti motivi, molti dei quali sono noti e già oggetto di attenzione da parte dei media di tutto il mondo.

BERLUSCONI E ISRAELE

Ma c’è un motivo – che costiruisce uno dei grandi meriti dell’ex Premier – che passa in sordine e che invece deve essere divulgato in modo chiaro e palese: Silvio Berlusconi era un sincero amico di Israele e tale è rimasto sino alla fine.
Se prima di lui, i Governi della Prima Repubblica avevano adottato un atteggiamento ambiguo quando non palesemente filo-arabo, con Silvio Berlusconi, il nostro Paese finalmente ha mutato radicalmente il proprio posizionamento internazionale schierandosi senza tentennamenti con lo Stato di Israele.

Insomma, come ha giustamente ricordato Ruth Dureghello “ a lui si deve il cambio di paradigma tra l’Italia e lo Stato Ebraico”.

ISRAELE COME PUNTO DI RIFERIMENTO DEI LIBERALI, NELLE PAROLE DI SILVIO BERLUSCONI

E la Dureghello ha pienamente ragione, poiché a differenza dei personaggi politici del passato (salvo qualche rara e preziosa eccezione), Berlusconi sapeva benissimo che sostenere Israele era sostenere la democrazia in un’area – quella mediorientale – in cui prevaleva e prevale una forma di stato autocratica e antitetica ai valori liberali di cui l’ex Premier era un fiero rappresentante. E, infatti, il sostegno non è mai mancato.

Nel 2015 così si esprimeva: “La difesa di Israele oggi più che mai è la difesa delle ragioni della libertà, della democrazia, del pluralismo civile e religioso.” e nel 2018 “Considero Israele una parte della nostra cultura e della nostra civiltà, un faro di libertà e democrazia nel Medio Oriente”.
Insomma, non si può in alcun modo negare la sincera amicizia che legava Berlusconi a Israele e tale amicizia non riguardava soltanto i profili geopolitici internazionali, ma si estendeva alla piena consapevolezza della dignità, del valore e dell’importanza del popolo ebraico. Per questo fu fiero oppositore di ogni forma di antisemitismo e negazionismo, oltre che avversario irriducibile dell’antisionismo.

FIERO AVVERSARIO DELL’ANTISEMITISMO

Parlando della tragedia della Shoah e riprendendo l’espressione di Gianfranco Fini, Berlusconi la definì come il male assoluto su cui non vi può essere alcun fraintendimento. E proprio perché i germi che dettero origine a quella follia totalitaria sono ancora presenti nelle nostre società, il Cavaliere invitava a non abbassare mai la guardia e a essere sempre vigili. A tal proposito richiamava l’esperienza familiare della madre che salvò una ragazza ebrea destinata a essere inviata nei campi di sterminio.
Insomma, una presa di posizione netta ferma e mai messa in discussione quella del leader di Forza Italia che non per niente fu il primo leader italiano a essere inviato a parlare innanzi alla Knesset.

“ISRAELE, GRAZIE DI ESISTERE!”

IN quell’occasione, fra le tante cose di pregio che ebbe a dire, spiccano senza dubbio queste parole «Noi liberali vi ringraziamo per il fatto stesso di esistere» .

Un insegnamento dunque da non perdere e che deve costituire senza alcun ombra di dubbio parte costitutiva di un centrodestra che non può non dirsi orgogliosamente filo-israeliano.

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