Il disastro del Presidente Trump nella guerra contro l’Iran avra’ ripercussioni negli anni a venire.
La mancanza di un piano, il modo superficiale di giudicare un paese come l’Iran retto da un regime ben saldo al potere da 47 anni, il non aver calcolato il tipo di reazione che avrebbe avuto il regime e i rischi di una simile operazione, calcoli sballati, affermazioni contraddittorie.
L’esito della guerra, fino ad oggi, è stato disastroso
A oltre 3 mesi dall’inizio della guerra, l’Operazione Epic Fury è stata un fallimento tattico e strategico
Non sono stati raggiunti né gli obiettivi tattici, tantomeno quelli strategici.
Gli Stati Uniti non hanno sostituito il regime iraniano con nuovi leader “moderati”, ammesso che ce ne siano.
Non sono riusciti a impossessarsi dell’uranio altamente arricchito iraniano né a eliminare il programma nucleare iraniano.
Peggio ancora, la maggior parte dei rapporti suggerisce che l’Iran abbia mantenuto gran parte della sua capacità militare, compreso l’accesso ai suoi arsenali di missili e droni
Infine, lo Stretto di Hormuz, un tempo passaggio per il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali, rimane di fatto chiuso.
A prescindere da come finirà la guerra, il costo dell’ultima avventura militare americana in Medio Oriente sarà elevato e le conseguenze geopolitiche irreversibili.
La prossima generazione di leader americani si troverà di fronte a una dura realtà. Gli Stati Uniti, che per decenni hanno preso decisioni basandosi su ciò che i Presidenti ritenevano che l’America dovesse fare, saranno costretti a considerare ciò che gli Stati Uniti possono effettivamente fare.
Il Presidente Trump ha dichiarato vittoria una decine di volte
Ma a chiunque abbia occhi per vedere, e soprattutto testa, la sua rosea previsione non corrisponde alla realtà. La prova più evidente del fallimento americano è la continua chiusura dello Stretto di Hormuz, che era aperto prima della guerra, nonostante i numerosi tentativi della Marina americana di ripristinare il traffico attraverso questo stretto passaggio.
Sebbene un piccolo numero di petroliere e navi mercantili sia riuscito ad attraversare lo stretto nelle ultime settimane, la maggior parte del traffico rimane bloccato a causa delle preoccupazioni per la sicurezza dei comandanti e dei loro equipaggi.
Al di là di Hormuz, l’incapacità degli Stati Uniti e di Israele di sopprimere gli attacchi missilistici e con droni iraniani è forse la più grande sconfitta
Il cambio di regime non poteva essere attuato senza un invasione in grande stile, e questo era fuori discussione.
Ma l’eliminazione del programma nucleare iraniano e distruggere la capacità dell’Iran di produrre e lanciare missili e droni che potessero essere impiegati contro i paesi vicini, era un lavoro che doveva essere portato a termine, motivo per cui gli Stati Uniti hanno colpito l’Iran il 28 febbraio.
Ma il Presidente ha fermato tutto ordinando un cessate il fuoco.
Inutile per gli Stati Uniti ma utile per l’Iran, che oltretutto, lo viola un giorno si e l’altro pure
L’Iran sembra conservare circa il 60% dei suoi missili e lanciatori e l’accesso a 30 dei suoi 33 siti missilistici, fonte DIA.
Anche la capacità iraniana di produrre droni appare robusta. Il fatto che l’Iran sia stato in grado di mantenere un ritmo di fuoco costante durante la guerra è un ulteriore prova che i danni inflitti alle forze del regime sono stati in qualche modo meno devastanti di quanto affermato dal Pentagono e dalla Casa Bianca.
I risultati della guerra, dunque, sono disastrosi.
I costi del fallimento militare sono significativi.
I costi in termini economici enormi.
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