• Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
oAdHoc News Quotidian
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
AdHoc News Quotidiano
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home L'Editoriale

LA DEMOCRAZIA A SCADENZA: LA TENTAZIONE DELL’UE DI METTER FUORI LEGGE GLI AVVERSARI POLITICI

di Kishore Bombaci
4 Luglio 2026
In L'Editoriale
0
DEMOCRAZIA
6
VISITE
CondividiTwitta

LA DEMOCRAZIA A SCADENZA: LA TENTAZIONE DELL’UE DI METTER FUORI LEGGE GLI AVVERSARI POLITICI

C’è qualcosa di profondamente inquietante nella decisione del Parlamento europeo di avviare una procedura che potrebbe portare alla revoca dello status di partito politico europeo e dei relativi finanziamenti a ESN (Europe of Sovereign Nations), la formazione europea che raccoglie AfD, da poco Futuro Nazionale e altre forze sovraniste del continente. La motivazione ufficiale è il presunto contrasto con i “valori europei”, sulla base di dichiarazioni, sentenze e contenuti attribuiti a esponenti dei partiti aderenti.

Al di là del giudizio che ciascuno può avere su AfD e i sovranisti europei, la questione centrale è un’altra: quale concezione della democrazia sta emergendo nell’Unione europea?

Per decenni ci è stato insegnato che la democrazia liberale si fonda sul confronto aperto tra idee diverse, anche radicalmente diverse. Si vince o si perde nelle urne. Si combattono le opinioni avversarie con argomenti, non con divieti amministrativi. Oggi, invece, sembra affermarsi una logica differente: alcune idee sono considerate legittime, altre possono essere progressivamente escluse dallo spazio pubblico e politico.

La domanda è semplice. Se milioni di cittadini tedeschi, austriaci, cechi, bulgari o di altri Paesi europei votano partiti sovranisti, chi ha il diritto di stabilire che quei voti siano democraticamente validi soltanto fino a quando producono risultati graditi all’establishment di Bruxelles?

Il paradosso è evidente. L’Unione europea afferma di voler difendere la democrazia limitando la rappresentanza politica di una parte crescente dell’elettorato europeo. Una democrazia che può funzionare soltanto se vincono sempre gli stessi orientamenti politici assomiglia sempre meno a una democrazia e sempre più a un sistema di legittimazione preventiva delle opinioni consentite. In caso contrario, l’effetto sarà opposto: offrire l’immagine di una democrazia debole che si vede costretta a ricorrere a metodi tipici del totalitarismo da un lato, e dall’altro rafforzare proprio quell’area che si vorrebbe escludere.

Un po’ come il bislacco tentativo di limitare Futuro Nazionale in Italia attraverso una specifica norma che obbliga i partiti nati dopo il 2025 ma che contino presenze parlamentari di ricorrere a 1400 firme per la presentazione delle liste alle prossime elezioni politiche

Un boomerang clamoroso che regalerà al partito di Vannacci un ulteriore incremento di consenso oltre una evidente facilitazione nella raccolta delle firme stesse.

Insomma, il diktat amministrativo per limitare la democrazia non solo è antidemocratico ma pericoloso proprio per i suoi stessi proponenti.

Naturalmente nessuno sostiene che ogni posizione politica sia accettabile

Esistono limiti invalicabili posti dalle Costituzioni e dall’ordinamento democratico. Ma proprio per questo motivo tali limiti dovrebbero essere accertati attraverso procedure rigorose, giurisdizionali e garantiste, non attraverso valutazioni politiche fondate su concetti elastici e mutevoli come quello dei “valori europei”: un totem che rischia di diventare vuoto se proveniente da chi, peraltro (i burocrati di Bruxelles) ignorano volutamente e completamente la Tradizione che ha generato proprio quei valori.

Il rischio è che si consolidi un precedente pericoloso. Oggi il bersaglio è AfD. Domani potrebbe essere qualunque altra forza politica che metta in discussione le politiche migratorie, il Green Deal, la cessione di sovranità agli organismi europei o altre scelte dell’attuale maggioranza continentale. Insomma, l’arroccamento dell’establishment rispetto a posizioni che deviano dall’ortodossia del pensiero unico è un vulnus proprio a quei valori che invece si propone di difendere risultando al contempo patetico e contraddittorio.

Ancora più sorprendente è l’argomento dell’antisemitismo, frequentemente evocato nel dibattito pubblico europeo contro questo o quel personaggio politico della destra europea, ma che invece torna sotto il tappeto innanzi a palesi atteggiamenti di esponenti di ormai troppi movimenti e partiti progressisti

L’antisemitismo è una piaga storica che deve essere combattuta con fermezza ovunque si manifesti. Ma proprio per questo la lotta all’antisemitismo dovrebbe essere non strumentale e invece….

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una situazione singolare. Molte forze della destra europea sono state accusate di antisemitismo sulla base di episodi, dichiarazioni o presunte contiguità ideologiche. Parallelamente, una parte significativa della sinistra occidentale ha adottato posizioni sempre più radicalmente ostili al sionismo e allo Stato di Israele, soprattutto dopo i recenti conflitti in Medio Oriente.

È un fenomeno sotto gli occhi di tutti. In numerose università occidentali, in molte manifestazioni di piazza e in diversi ambienti politici progressisti, la critica alle politiche del governo israeliano è spesso degenerata in una contestazione dell’esistenza stessa dello Stato ebraico o in una demonizzazione collettiva del sionismo

Non a caso, il confine tra antisionismo e antisemitismo si perde nel mare di ignoranza che proviene da movimenti coccolati e vezzeggiati proprio da parte del mondo progressista.

Quindi, sul punto specifico, sarebbe opportuno che l’UE si interrogasse a fondo su come combattere questa piaga senza utilizzare strumentalmente l’antisemitismo.

La sensazione è che in Europa stiano emergendo due pesi e due misure. Alcune espressioni vengono considerate incompatibili con i valori democratici e perseguite con estrema severità

Altre vengono tollerate o minimizzate quando provengono da aree politicamente più vicine al mainstream culturale dominante.

Il vero problema, dunque, non riguarda soltanto ESN. Riguarda la natura stessa del progetto europeo. Un’Unione che pretende di rappresentare quasi mezzo miliardo di cittadini non può trasformarsi in un meccanismo di selezione ideologica preventiva. Non può decidere quali opinioni siano autorizzate a partecipare alla competizione politica e quali debbano essere progressivamente escluse per via amministrativa per tacitare il dissenso rispetto al mainstream autoreferenziale

Forse è proprio questa la domanda che Bruxelles dovrebbe porsi. Se milioni di europei continuano a votare partiti sovranisti, il problema è davvero l’esistenza di quei partiti oppure l’incapacità delle élite europee di comprendere le ragioni profonde di quel consenso?

Una democrazia sicura di sé non teme le urne. Le teme soltanto quando comincia a dubitare della propria capacità di convincere i cittadini.

Leggi anche:

https://www.adhocnews.it/

www.facebook.com/adhocnewsitalia

SEGUICI SU GOOGLE

Tags: DEMOCRAZIADESTRALibertà di opinionePRIMO PIANOUNIONE EUROPEA
Articolo precedente

​Lo Scisma Lefebvriano, da dove nasce e cosa comporta

Prossimo articolo

Gli “interessi della Moldavia” continuano a essere decisi senza la Moldavia: sarà Bucarest a portarli al vertice della NATO

Prossimo articolo
Gli “interessi della Moldavia” continuano a essere decisi senza la Moldavia: sarà Bucarest a portarli al vertice della NATO

Gli “interessi della Moldavia” continuano a essere decisi senza la Moldavia: sarà Bucarest a portarli al vertice della NATO

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Contatti e informazioni AdHoc News
  • Partners & Advertising
  • Privacy policy
  • Cookie policy

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.