Altro che continuità: il segnale politico di Meloni su Israele
La decisione presa da Giorgia Meloni di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa tra Italia e Israele, non equivale a una rottura definitiva con Gerusalemme.
Almeno non per il momento
Sarebbe esagerato raccontarla così.
Però sarebbe sbagliato minimizzarla.
Per la prima volta, infatti, il governo italiano interrompe la continuità di un intesa che fino a ieri sembrava destinata a proseguire come in passato.
Il memorandum, firmato nel 2003 e ratificato dall’Italia nel 2005, prevede infatti una durata quinquennale con proroga automatica per altri 5 anni in assenza di una notifica di recesso scritta
Ma la decisione della nostra Giorgia e’ politicamente significativa: il governo non ha scelto la via della rottura spettacolare, ripeto, per il momento, ha scelto però di mandare un messaggio.
Non stiamo parlando di un intesa marginale.
L’accordo copre uno spazio enorme: industrie della difesa, politica degli approvvigionamenti, importazione ed esportazione di materiali d’armamento, formazione e addestramento del personale, organizzazione delle forze armate, cooperazione tecnica e persino operazioni umanitarie e servizi medici
In altre parole, il memorandum non è un simbolo astratto, ma un intesa importante di cooperazione militare.
Proprio per questo il suo mancato rinnovo automatico non può essere ridotto a semplice gesto simbolico come i tifosi ad oltranza della Giorgia nazionale dicono.
Non è ancora la revisione complessiva del rapporto con Israele, ma, forse, è il primo segnale formale che quel rapporto fra Italia e Israele sta cambiando
Ho sempre affermato che Giorgia Meloni e il governo italiano hanno dei problemi con Israele.
Quella frase, “Israele deve smettere di fare stragi di civili”, che la cara Giorgia disse davanti all’assemblea generale dell’ONU, e’ stata a dir poco vergognosa, schifosamente vergognosa.
Insomma, per farla breve, il governo italiano su Israele si e’ allineato all’Unione Europea
E quando l’Unione Europea chiama, cari ragazzi, Giorgia risponde.
E così non va.
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