• Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
oAdHoc News Quotidian
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
AdHoc News Quotidiano
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Cultura

Un Barbiere sotto le stelle: il capolavoro di Rossini all’aperto nella cavea del Maggio

Per la stagioen estiva del teatro fiorentino l'opera del grande pesarese nellallestimento di Damiano Micheletto ripreso da Stefania Grazioli. Sul podio Riccardo Bisatti

di Domenico Del Nero
8 Luglio 2026
In Cultura
0
Un Barbiere sotto le stelle: il capolavoro di Rossini all’aperto nella cavea del Maggio

foto di scena di Michele MONASTA (fonte: ufficio stampa MMF)

12
VISITE
CondividiTwitta

Torna la musica sotto le stelle del Maggio Musicale Fiorentino, con un appuntamento sempre graditissimo: il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, uno dei capolavori assoluti dell’opera buffa. Nello splendido, suggestivo sfondo a cielo aperto della cavea del Maggio: ad accendersi non sono così solo le luci del palcoscenico ma anche quelle del cielo e della città e lo spettacolo in un certo senso raddoppia.

Anche l’allestimento è ormai di casa, dato che si tratta dell’undicesima messa in scena: quello firmato da Damiano Micheletto e ripreso da Stefania Grazioli: inizia come un viaggio in treno, annunciato dall’altoparlante. Un modo allegro di viaggiare “attraverso” l’opera di Rossini, richiamando i luoghi e le situazioni con la fantasia. Costumi evocativi e bizzarri e colori accesi rendono i personaggi delle caricature, quasi fossero personaggi legati alla Commedia dell’Arte: Don Basilio è verdissimo con capelli lunghi, unti, naso adunco, tutto verde d’invidia come un serpente (o meglio, un basilisco); Figaro ha capelli che alludono a orecchie volpine e baffi, mentre don Bartolo, tutto in bianco, assomiglia a un panciuto bulldog che guarda geloso Rosina, vestita di rosso come il suo amante Lindoro. L’assenza di scene vere e proprie concentra tutta l’attenzione sulle gag comiche e le gestualità curate, ma soprattutto sulla voce e sulla musica, regine indiscusse dell’opera rossiniana. Un allestimento che non sempre è piaciuto e ha suscitato qualche riserva e perplessità, ma che se ben recitato lascia spazio all’inventiva sul palcoscenico e può rivelarsi gradevole e divertente. Prima rappresentazione Sabato 11 luglio, repliche martedì 14 e sabato 18, sempre alle ore 21.

Sul podio, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, Riccardo Bisatti, giovane talento e una delle più interessanti scoperte direttoriali degli ultimi anni che aveva già diretto lo stesso allestimento, proposto sempre in Cavea nel luglio del 2024. Il Coro del Maggio è diretto da Lorenzo Fratini. I costumi sono di Carla Teti, le luci di Andrea Locorotondo. È uno spettacolo pensato in origine per uno spazio aperto, e ideale per essere ricostruito nella suggestiva – e sempre fresca di sera – Cavea del Maggio che ospita tutta programmazione della stagione estiva del teatro e che dallo scorso anno è dotata di comode sedute.

Il cast tutto rinnovato rispetto alla scorsa edizione è composto da Marco Ciaponi, nei panni del Conte di Almaviva, innamorato della bella Rosina, interpretata da Alexandra Meteleva. Il factotum della vicenda, Figaro, è invece interpretato da Min Kim; Don Bartolo è interpretato da Roberto De Candia Don Basilio ha la voce di Giorgio Caoduro. Completano la compagnia di canto Gonzalo Godoy Sepùlveda nel doppio ruolo di Fiorello/Un ufficiale e Aloisia de Nardis come Berta.

l barbiere di Siviglia è stato a lungo considerato, ed in parte lo è tutt’ora, l’opera buffa per eccellenza: eppure la sua prima fu uno dei fiaschi più clamorosi della storia del melodramma, molto probabilmente voluto e orchestrato ad arte, che la sera del 20 febbraio 1816 si  consumò tra i fischi al teatro Argentina di Roma.   Beethoven poi, in uno storico incontro tra i due sommi avvenuto a Vienna nel 1822, profetizzò a Rossini che il Barbiere sarebbe stato rappresentato sinché fosse esistita l’opera italiana; ma, quel che è peggio, sino a una quarantina fa Rossini era diventato quasi esclusivamente l’autore del Barbiere, che comunque veniva presentato come indiscutibile e quasi unico capolavoro. Basti pensare anche all’enorme fortuna che certe “citazioni” dell’opera hanno avuto anche nel linguaggio quotidiano, come Donne donne eterni dei, la calunnia è un venticello etc.  Questo straordinario capolavoro veniva poi presentato in versioni più o meno “rimaneggiate” dalla prassi direttoriale, che ne aveva alternato in più punti il carattere genuino. Uno tra i primi grandi interpreti che lo restituì al colore e alla freschezza originari fu proprio il compianto maestro Claudio Abbado.

Nessuno che capisca qualche nota di musica oggi pensa al Barbiere come al solo capolavoro del cigno di Pesaro; anzi per certi aspetti si è arrivati forse all’eccesso opposto.  Senza dubbio non è il solo capolavoro del compositore, ma sarebbe del tutto assurdo sminuirne la portata e l’altissimo livello artistico; resta pur sempre un capolavoro e non solo del suo autore ma di tutta la storia del melodramma. Per non parlare poi del suo significato sul piano storico e musicologico, per cui con quest’ opera  Rossini perfeziona e supera la grande tradizione dell’opera buffa italiana, del tutto rinnovata grazie al potenziamento del ruolo dello strumentale e ad una tecnica compositiva particolarissima per cui, come ricorda il vecchio ma sempre valido saggio di Luigi Rognoni , il compositore non adatta mai il ritmo musicale alla scansione della parola, ma la parola viene “interrotta, frammentata, ridotta infine spesso alla scansione di quelle note ribattute che costituisce una delle formule più frequenti e suggestive del comico rossiniano.” [1]

L’impressione è che spesso la musica, ben lungi dall’adeguarsi in qualche modo alla parola, infierisca su di essa, martellandola e in qualche caso stravolgendola, o meglio creando degli effetti che sono del tutto indipendenti da essa.  Esempio  nel Barbiere di tale procedimento è il  vorticoso e trascinante finale dell’atto  primo Mi par esser d’esser con la testa,  con cui il musicista : “Vuol trascinare il pubblico  e si serve di un elementare procedimento  basato su due immagini  onomatopeiche altrettanto elementari:  una melodia ondeggiante su  l’ostinato dell’orchestra  (…) quindi  il consueto parlato sillabico (alternando questo è quello pesantissimo martello …)”[2]

L’effetto, continua Rognoni è quello di una vertiginosa corsa circolare che non trova mai un punto di arrivo e infine termina con le solite ripetute cadenze che invitano alla risoluzione finale. Ma aldilà dei particolari tecnici, quello che sorprende è la ricchezza dell’invenzione, delle trovate musicali ,della perfetta aderenza della musica al  libretto che Cesare Sterbini aveva ricavato dalla Commedia di Beumarchais; tanto più stupefacente, se si pensa che Rossini compose le oltre seicento pagine di partitura del Barbiere in un tempo brevissimo; forse non proprio otto giorni, come lui stesso amava far credere, ma certo non più di tre settimane. Un tempo incredibilmente breve, ma non insolito per una artista come Rossini che pure una certa aneddotica ha volentieri dipinto come pigro e indolente.

Certo, occorre ricordare il metodo ancora “settecentesco” con cui il compositore lavorava, riciclando e adattando materiali di opere precedenti (ma cose del genere verranno fatte, anche se con minori proporzioni, anche dagli autori più propriamente “romantici”, per i quali valeva come imperativo quasi categorico il principio della assoluta originalità e unicità dell’opera d’arte). Emblematico il caso della sinfonia, nata per un’opera seria, L’ Aureliano in Palmira (Milano 1813) e riadattata con lievi ritocchi orchestrali per L’Elisabetta d’Inghilterra, rappresentata due anni dopo al San Carlo di Napoli, allora il primo teatro d’Italia e uno fra i primi d’Europa. Può essere che Rossini avesse composto per il Barbiere una sinfonia originale su temi spagnoli poi scomparsa, ma la notizia è molto incerta; senza dubbio oggi sarebbe impossibile separare l’opera dalla sua Ouverture consolidata dalla tradizione, anche se certo, a un attento ascolto, essa appare molto meno pertinente di quella, ad esempio, dell’Italiana in Algeri, che presenta un andamento e alcuni passaggi davvero “turcheschi”, ravvisabili anche nella strumentazione.

In ogni caso  capolavoro straordinario, merito certo anche del libretto di Sterbini, che se privava il testo dell’eversivo commediografo francese di tutta la sua carica “rivoluzionaria”, tuttavia lo riproduceva per il resto abbastanza fedelmente nei suoi punti  fondamentali, offrendo così al compositore un materiale scenico di qualità piuttosto elevata: Figaro, dal personaggio calcolatore e dialettico che era in Beumarchais, diventa un popolano chiacchierone e astuto, tipo particolare di basso tendente al baritono (e quasi sempre interpretato da baritoni); Rosina una ragazza moderna che sa fin troppo il fatto suo, nata come contralto ma spesso interpretata da mezzosoprani;  Almaviva (tenore),  un giovanotto dinamico che va diritto al suo scopo; mentre  il dottor Bartolo (basso buffo) e don Basilio (basso),  sono due caricature di certi personaggi del  vecchio mondo che il compositore ben conosceva.

Ma quello colpisce è anche una sorta di parodia che il musicista conduce, con abilità e eleganza di tutto il costume settecentesco che è ormai tramontato con la rivoluzione francese: e se Rossini per certi aspetti, nel metodo di lavoro, può sembrare un artista “settecentesco”, in realtà è ormai lontanissimo da quel mondo e non per nulla concluderà la sua parabola artistica con quel capolavoro “romantico” che è il Guglielmo Tell. Lo stesso uso dell’orchestra, la cui “recitazione strumentale” fa da contrappunto calibrato a quella scenico –vocale –   differenzia notevolmente il Barbiere (e non solo) dai pur venerabili capolavori della scuola napoletana.  Del resto, sin dai suoi esordi Rossini si era guadagnato il soprannome di “tedeschino” per il suo “viziaccio” di avere ben presenti modelli d’oltralpe come Mozart e Haydn; e c’è chi ha affermato che il Barbiere è l’opera che Mozart avrebbe potuto scrivere se avesse vissuto almeno un’altra ventina d’anni …

LA LOCANDINA

Il barbiere di Siviglia o sia L’inutile precauzione di Gioachino Rossini

Melodramma buffo in due atti di Cesare Sterbini dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais

Edizione: Edwin F. Kalmus & Co., Inc., Boca Raton, Florida

–

Maestro concertatore e direttore Riccardo Bisatti

Regia e impianto scenico Damiano Michieletto

Ripresa regia Stefania Grazioli

Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Costumi Carla Teti

Luci Andrea Locorotondo

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

–

Personaggi e interpreti

Il Conte d’Almaviva Marco Ciaponi

Don Bartolo, dottore in medicina, tutore di Rosina Roberto De Candia

Rosina, ricca pupilla in casa di Bartolo Alexandra Meteleva

Figaro, barbiere Min Kim

Don Basilio, maestro di musica di Rosina, ipocrita Giorgio Caoduro

Fiorello, servitore d’Almaviva / Un ufficiale Gonzalo Godoy Sepúlveda

Berta, cameriera di Bartolo Aloisia de Nardis

Figuranti speciali: Elena Barsotti, Andrea Bassi, Ilaria Brandaglia, Fabrizio Casagrande, Alessandro Ciardini, Carlo Pucci, Federico Raffaelli

-Cavea del Teatro del Maggio

Sabato 11 luglio 2026 ore 21:00  – Martedì 14 luglio 2026 ore 21:00 – Sabato 18 luglio 2026 ore 21:00

 

 

 

 

[1] Luigi ROGNONI, Rossini, Torino, Einaudi, 1977, p. 12

[2] IBIDEM, P. 78.

Tags: BARBIERE DI SIVIGLIAGIOACHINO ROSSINIIN EVIDENZAMAGGIO MUSICALE FIORENTINORICCARDO BISATTI
Articolo precedente

Democrazia senza Demos: il fallimento dell’UE multietnica

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Contatti e informazioni AdHoc News
  • Partners & Advertising
  • Privacy policy
  • Cookie policy

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Attualità
  • Cultura
  • Cronaca
  • Relax
  • Sport

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.