Erano Marinai della Decima Flottiglia Mas, furono trucidati dai partigiani di Tito, e ad ognuno di loro è stata conferita una medaglia d’oro al Valor Militare, nella cerimonia voluta dal Ministero della Difesa di pochi giorni fa, che ha visto 27 piccole teche avvolte nel tricolore essere tumulate a Bari, nel Sacrario dei Caduti d’oltremare. Ma rimarranno Ignoti.


Dopo settantaquattro anni, sono stati riesumati dalla fossa comune del cimitero di Ossero, sull’isola di Lussino, oggi in Croazia, gli uomini della Decima flottiglia Mas, inviati dal principe Borghese come ultimo disperato argine all’avanzata dell’esercito Jugoslavo e trucidati dai Titini.


A baluardo di Neresine, il 21 aprile del 1945, resistettero ai partigiani comunisti di Tito, in un’ex caserma dei Reali Carabinieri, perirono quasi tutti sopraffatti dal numero preponderante dei Titini.
I pochi sopravvissuti furono condotti ad Ossero, costretto a scavarsi la fossa, privati di indumenti e scarpe e così, scalzi, vennero fucilati sul posto.
A dare la notizia della riesumazione di ventisette corpi fu la FederEsuli che nel 2008, in quel luogo, già aveva apposto una lapide, in memoria di caduti ignoti.

Ma ignoti, la maggior parte di essi, non sono.
Le teche con i poveri resti di ognuno di loro sono state traslate al Sacrario dei caduti di Oltremare di Bari, con una cerimonia ufficiale promossa dalla Difesa.
Ad ognuno di loro è stata conferita la Medaglia d’oro al valor militare, ma non è stato concesso di poter ricordare i loro nomi, probabilmente per convenienza politica e non turbare gli equilibri politici tra Italia e Croazia.

La fossa comune di Ossero è stata individuata grazie alle ricerche di Federico Scopinich, omettendo che egli è riuscito anche a trovare le generalità di molti di loro.

L’ultimo sfregio
Questa è forse la vera notizia in una Italia che dimostra di voler compiere uno sforzo di riscattare i proprio passato oscurantista, ma lo fa solo parzialmente, sotto voce e non dando piena visibilità alle proprie intenzioni. I nomi di quei caduti li onora ma non li rende noti nel loro valore più intimo e personale, il nome, in un goffo susseguirsi di passi in avanti e a ritroso che finiscono per scontentare tutti, per compiacere chi, nel 2019, ancora inneggia a regimi sanguinari issandone la bandiera.

Gli echi delle polemiche dei comunisti nostrani che inneggiano puntualmente a Tito, peraltro ancora insignito della Gran Croce di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, e che negano le Foibe o sfregiano la memoria di Norma Cossetto, non hanno costituito un buon viatico al riconoscimento totale di questi Caduti.

I nomi dei Caduti

Tali nomi li rilanciamo noi, confidando che i caduti trucidati possano finalmente riposare in pace con gli onori che meritano.
– Marinaio Bedendo Sergio
– Maro’ Banfi Ezio
– Maro’ fuochista Biffi Emilio
– Marò Breda Augusto
– Maro’ Broggi Ettore
– Maro’ Civolani Gino
– Maro’ Coppi Ermanno
– Marò Demuru Francesco
– Ca. Nocch. 3^ fantechi Dino Aldo
– Maro’ Ferrini Rino
– Maro’ Gessi Marino
– Marò Lauro Giuseppe
– Maro’ Lusio Salvatore
– M.llo Mangolini Giuseppe
– Maro’ Medri Luciano
– Maro’ Petrucci Aleandro
– S.Capo Ricotta Giuseppe
– Maro’ Seu Mario
– Berti Ermanno
– Ghiani Mario
– Giannelli
– Venturi Fabio
– Ferranti Iginio.

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Avvocato, Ufficiale delle Forze di Completamento dell'Aeronautica Militare, già Paracadutista istruttore. Amo volare, leggere, i bicilindrici americani, moderni e d'epoca, le immersioni. Mi sorprenderete in compagnia di un sigaro e whisky torbato, ossimoro insofferente per indole e per scelta.