Toscana, FdI presenta il conto a Giani: sanità in rosso, fabbriche in fuga, Fi-Pi-Li al palo. Tomasi: si vince con civici e terzo settore
Firenze 9 ottobre 2026.
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Sanità in difficoltà, infrastrutture che attendono risposte, imprese alle prese con una regione che avrebbe perso parte della propria capacità industriale, politiche per il lavoro da verificare nei risultati e una crescente distanza tra le priorità dei cittadini e quelle della maggioranza regionale. Sono questi alcuni dei temi al centro della convention di Fratelli d’Italia dedicata alla Toscana, a un anno dal voto regionale, durante la quale gli interventi degli esponenti del partito hanno delineato un quadro critico della gestione del centrosinistra e indicato le questioni sulle quali costruire l’alternativa politica.
Dal confronto non è emersa soltanto una contestazione dell’operato della Regione, ma anche una riflessione sul futuro del centrodestra, sul rapporto con le realtà civiche e sul ruolo che associazioni e organizzazioni del terzo settore possono svolgere nella vita delle comunità.
Nel mezzo del confronto politico non è mancato il passaggio ironico sulla battuta relativa a Pontedera, un momento che ha accompagnato i temi più concreti della situazione toscana.
Torselli: la Toscana sta peggio, e lo dicono i numeri
Il secondo intervento, quello dell’onorevole Francesco Torselli, è partito da una domanda diretta: la Toscana sta meglio o peggio rispetto a uno, cinque, dieci anni fa? La risposta è netta: peggio. E non per una percezione di parte, ma perché lo stato di salute di una regione si misura, ha spiegato, su tre indicatori: sanità, infrastrutture e lavoro.
Sulla sanità, Torselli ha denunciato un sistema che costa ogni anno 200 milioni in più di quanto incassa, un buco che a suo dire è strutturale e non può essere attribuito di volta in volta al Covid o ad altre giustificazioni. Nonostante questo, fare un esame nelle strutture pubbliche è oggi più difficile di cinque o dieci anni fa.
Sulle infrastrutture, il bersaglio è la Fi-Pi-Li: nel 2020 il presidente Giani aveva annunciato che la messa in sicurezza della Firenze-Pisa-Livorno sarebbe stata il primo provvedimento, e secondo Torselli, a sei anni di distanza, la situazione non è migliorata.
Il capitolo più pesante riguarda il lavoro. Citando i dati del Ministero del Lavoro, Torselli ha parlato della deindustrializzazione più alta d’Italia negli ultimi vent’anni, con aziende, imprenditori e lavoratori che hanno lasciato la regione. Una Toscana che vent’anni fa competeva con Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto e che oggi deve difendersi dalla Campania, mentre il Lazio è già avanti negli indici di crescita. Da qui l’affondo politico: le sette leggi per riconoscere lo Stato di Palestina non sono una risposta per chi aspetta otto ore in coda per un’analisi del sangue.
Torselli ha poi toccato anche il rapporto con i comitati, sostenendo che i partiti devono guidare le idee e non inseguirle, e ha invitato il partito ad avere un’idea complessiva di città, dalla tramvia al sistema aeroportuale, dalla sanità alla tutela del centro storico, rivendicando la libertà di scegliere il mezzo con cui muoversi.
Ed è qui che si colloca il passaggio ironico sulla battuta relativa a Pontedera
Tornando sull’offesa rivolta a Giorgia Meloni, definita ciociara, Torselli ha ribaltato il sarcasmo: per uno di Pontedera sarebbe un’offesa essere di Frosinone, e chi si alza alle cinque per fare l’ambulante dovrebbe vergognarsi, secondo una certa idea di superiorità della sinistra. Il riferimento è alla polemica su Bonaccini e al contrasto tra chi vende pesce al mercato e chi vive in un attico.
Cellai: reddito regionale, rifiuti e sanità, i conti non tornano
L’intervento di Jacopo Cellai ha riportato il confronto sulle scelte concrete della maggioranza regionale. Sul reddito regionale di reinserimento lavorativo, sono stati citati circa 23 milioni di euro trasferiti da ARTI e meno di mille domande accolte a fine giugno, secondo i dati riportati durante l’intervento. Si tratta di cifre da leggere alla luce dei dati amministrativi ufficiali, ma il punto politico è chiaro: le risorse pubbliche devono produrre opportunità reali e risultati misurabili, soprattutto quando sono destinate a chi cerca lavoro.
Sulla sanità, Cellai ha ricordato che il disavanzo 2025 è stimato in 340 milioni e potrebbe avvicinarsi ai 400 a fine anno, con circa 850 euro pro capite spesi nella sanità privata e oltre 300 mila persone che rinunciano a una o più prestazioni. Sulle liste d’attesa ha portato l’esempio di una radiografia all’anca con prima disponibilità ad aprile 2027, aggiungendo che i dati ufficiali contano solo le prenotazioni trasformate in prestazioni e non chi rinuncia. Il governo, ha ricordato, ha messo a disposizione della Toscana quasi 8 miliardi e 300 milioni: non è solo un tema di risorse, ma di come si gestisce la sanità.
Spazio anche ai rifiuti, con il caso dell’impianto di ossicombustione di Peccioli e una scelta presa per evitare il confronto in Consiglio regionale, e ai temi della sicurezza, con il no al centro di permanenza per i rimpatri.
Chiara La Porta è intervenuta sull’aspetto della Sicurezza: più agenti, un Cpr in Toscana e tutele per chi indossa la divisa
Il penultimo intervento, quello di una consigliera regionale di Fratelli d’Italia, ha spostato il confronto sulla legalità e sulla sicurezza. Punto di partenza: la carenza di personale. Il blocco del turnover degli anni passati ha creato un vuoto di agenti sul territorio, mentre questo governo, negli ultimi quattro anni, ha ampliato enormemente assunzioni e formazione. Il problema, ha spiegato, è che mano a mano che si assume c’è chi va in pensione: servirebbero più agenti nelle strade delle città.
Tra gli strumenti citati, il rinnovo del progetto Strade sicure con l’esercito, le zone rosse e il modello del decreto Caivano, con ripristino della legalità nelle aree abbandonate per anni
Spazio centrale ai Cpr. Un Cpr in Toscana verrà fatto, come ribadito dal ministro Piantedosi, e il motivo è anche organizzativo: oggi accompagnare una persona in un centro lontano, in Sicilia o in Sardegna, sottrae al territorio tre poliziotti per almeno cinque giorni. Con una struttura in regione, ha sostenuto, quei giorni di lavoro tornerebbero sulle strade.
La consigliera ha poi denunciato una rete di medici che non rilasciava i certificati di idoneità necessari per il Cpr, anche per detenuti, con il risultato che molte persone con un provvedimento di espulsione non sono state espulse e sono tornate a delinquere. I numeri, ha annunciato, verranno diffusi a breve. La lettura politica proposta è che il centrodestra stia combattendo contro un sistema che non vuole la legalità.
Sul carcere di Sollicciano ha richiamato le parole del sottosegretario alla Giustizia Balboni: i fondi per i lavori sono già stati stanziati dal ministero, ma i cantieri sarebbero bloccati da decisioni della magistratura. Nessuno sconto di pena, ha ribadito, per risolvere il sovraffollamento, ma un piano carceri di potenziamento e lavori.
Quanto al decreto sicurezza, sono state rafforzate le tutele per gli agenti che, nello svolgimento del proprio lavoro, finiscono denunciati: non si procede più in modo automatico e sono aumentate le risorse per le spese legali
Ha citato anche il caso di una coppia fermata per la ventiseiesima volta per furto e la norma sulle donne incinte, per evitare che la gravidanza sia usata come scusa per non andare in carcere.
Alla domanda su un episodio avvenuto alla stazione di Santa Maria Novella, con un giovane immigrato che mette a soqquadro un negozio, viene portato in questura e dopo due ore di pratiche torna nello stesso negozio, ha risposto che il sistema soffre di carenza di agenti, sovraffollamento delle carceri e rimpatri che non funzionano.
Tomasi interviene alla convention: ascoltare i civici e sostenere meglio il terzo settore
L’intervento conclusivo di Alessandro Tomasi, già sindaco di Pistoia e candidato alla presidenza della Regione alle ultime elezioni regionali, ha allargato lo sguardo oltre la contestazione delle singole scelte amministrative, concentrandosi sulla costruzione politica e sociale del centrodestra.
Tomasi ha richiamato la necessità di riconoscere il valore dei movimenti civici di centrodestra e delle esperienze nate nei territori. Ricordando da sindaco le elezioni del 2007 e del 2012, quando nessuno dal mondo civico aveva il coraggio di avvicinarsi al centrodestra, ha definito un fatto storico che oggi, in tutte le città capoluogo dove si è vinto, tante persone senza tessera decidano di sposare programmi e candidati. Comitati, associazioni e liste civiche non devono essere considerati soltanto strumenti da coinvolgere in occasione delle elezioni, ma interlocutori con i quali costruire un progetto amministrativo e politico condiviso.
La formula è quella di patti chiari e amicizia lunga: serve una condivisione di fondo delle idee, ma serve anche ascoltare i comitati, anche quando la protesta è accesa o esagerata. L’obiettivo, ha spiegato, è l’alternanza, che vale più di qualche piccolo interesse per eleggere un consigliere in più o in meno, partendo dal 41 per cento raggiunto alle regionali come scalino per arrivare a mandare a casa l’attuale maggioranza
Sul fronte economico Tomasi ha richiamato il patto per il Nord firmato dalle Confindustrie di Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Piemonte: in mezzo, ha osservato, restano senza strategia la Toscana e il Lazio. E mentre il presidente Giani inaugura un campo da paddle, la sanità toscana rischia il buco record di 400 milioni. Da qui la richiesta di una commissione speciale contro la deindustrializzazione.
Ma il passaggio più significativo dell’intervento di Tomasi ha riguardato il terzo settore e la necessità di sostenerlo di più e meglio.
Tomasi si è detto profondamente preoccupato per il terzo settore che regge la regione e il Paese, tra mancanza di volontà politica e aumento della burocrazia. Associazioni di volontariato, organizzazioni sociali e società sportive rappresentano una componente essenziale della vita delle comunità: accompagnano le persone più fragili, offrono servizi e rispondono a bisogni ai quali le istituzioni non sempre riescono a dare una risposta tempestiva.
Riconoscerne il valore non può limitarsi a dichiarazioni di principio o a ringraziamenti formali. Significa semplificare gli adempimenti, favorire l’accesso al credito, aiutare a trovare sponsor e gestire gli impianti, garantire un rapporto trasparente con le amministrazioni e utilizzare strumenti di sostegno adeguati alle esigenze reali delle organizzazioni.
L’esempio concreto è la proposta di legge sullo sport: invece di distribuire risorse a pioggia, un bonus sport per le famiglie che non possono permettersi la retta e fondi concentrati su impianti capaci di diventare autosufficienti, invece di contributi di mille euro a società. Lo sport, ha ricordato, significa anche crescere in salute e alleggerire il sistema sanitario in una società che invecchia.
La riflessione di Tomasi richiama quindi una questione che riguarda il rapporto tra istituzioni e società civile: il volontariato e il terzo settore non possono essere considerati soltanto una riserva di risorse cui rivolgersi quando il sistema pubblico è in difficoltà
Devono essere riconosciuti come interlocutori stabili, con competenze ed esperienze da valorizzare nella programmazione degli interventi sociali. Con una rivendicazione finale: è l’opposizione di Fratelli d’Italia a dettare l’agenda del Consiglio regionale, costringendo la maggioranza a parlare dei problemi dei cittadini.
Dalla critica alla proposta politica
La convention di Fratelli d’Italia ha così intrecciato due piani: da una parte la contestazione delle criticità attribuite al governo regionale di centrosinistra, dalla sanità alle infrastrutture, dal lavoro alla gestione dei rifiuti; dall’altra la ricerca di un metodo per costruire un’alternativa radicata nelle comunità.
Gli interventi di Torselli e Cellai hanno posto l’accento sui problemi strutturali della Toscana, mentre quello sulla sicurezza ha chiesto più agenti, un Cpr in regione e tutele per le forze dell’ordine. Tomasi, nelle conclusioni, ha aggiunto una dimensione amministrativa e sociale, richiamando l’importanza dei movimenti civici e di un sostegno più efficace al terzo settore.
Il messaggio complessivo dell’incontro è la richiesta di passare dalle dichiarazioni ai risultati: servizi pubblici accessibili, infrastrutture adeguate, politiche per il lavoro valutabili nei loro effetti e un rapporto più concreto con le energie che operano ogni giorno nei territori.
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