Dopo l’esperienza damascena il nostro viaggio passa da Maalula, antica città siriana, simbolo di Cristianità in Medio Oriente e in tutto il mondo, luogo in cui si parla ancora l’aramaico, lingua di Gesù. Occupata dai gruppi terroristici alla fine del 2013 è stata liberata e resa alla sua gente dall’esercito arabo siriano. 

La cittadina è famosa anche per i suoi due importanti e antichi monasteri, dedicati a Santa Tecla e a San Sergio e Bacco. Il primo, ortodosso, è una perla di architettura incastonata nella roccia, il secondo, cattolico, è posto sulla collina che domina il centro abitato. Entrambi sono stati presi di mira dagli islamisti con distruzioni e saccheggi, un attacco dalla duplice finalità: rubare reperti di valore da rivendere al mercato nero e cancellare la Cristianità dalla Siria laica del Presidente Assad. Li ho visitati nel 2015 poco dopo la liberazione della città ed erano un cumulo di macerie, i ribelli avevano trasformato le immagini in bersaglio per il tiro a segno, incendiato le chiese ed ucciso decine di civili. 

Oggi la cittadina sta ritrovando la sua anima, la ricostruzione di abitazioni e luoghi sacri viaggia spedita, la statua della Vergine Maria è tornata al proprio posto. Della guerra restano gli occhi fieri dei soldati siriani e libanesi caduti per liberarla, le loro fotografie sono affisse ovunque, chiunque tornerà a visitare Maalula in futuro è giusto che sappia chi ringraziare se questo patrimonio inestimabile è ancora a disposizione dell’umanità.