“Guardiamo i fatti. All’inizio di agosto il Paese era in mano a un presunto Ministro dell’Interno, che usava linguaggio di odio contro il diverso, che chiedeva pieni poteri, che isolava l’Italia nei tavoli internazionali, che non chiariva il rapporto con la Russia, che teneva in ostaggio donne e bambini su malmessi carrozzoni del mare ignorando la tradizione di accoglienza e valori che l’Italia ha sempre avuto. E questo signore, Matteo Salvini, aveva preparato una campagna elettorale a torso nudo nei principali beach club italiani senza alcun riguardo alle regole costituzionali. Ma il Parlamento non è il Papeete”. Lo scrive su Facebook Matteo Renzi

“Oggi, con l’incarico per formare il nuovo governo, Salvini esce politicamente di scena. Qui non si tratta di rivendicare meriti, ma di constatare un fatto: oggi è realtà ciò che un mese fa sembrava impossibile. E questo – prosegue Renzi – è un bene per chi crede che la politica sia civiltà e non truce scontro di violenza verbale. Molto è ancora da fare, molte le contraddizioni, molti i problemi aperti. Ma intanto: Istituzioni 1 – Populismo 0”.

Questa la lettura dei fatti di Gongolo-Renzi. Onesta, dobbiamo dire. Matteo Renzi, quello delle cooperative dell’accoglienza a 37 euro al giorno, dell’invasione africana, dell’aumento del tasso di criminalità, della genuflessione ai poteri forti, Mr. Salvabanche, il democratico che governa senza aver vinto uno straccio di elezione. 
 
Guardiamo i fatti, scrive Renzi. Ecco, guardiamoli.