Rapporto SDGs 2026: ISTAT presenta il convegno scientifico
Informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia
L’Istat ha presentato la nona edizione del Rapporto SDGs, giunta quest’anno alla diciottesima release del sistema di misure statistiche associato, aggiornamento del principale strumento nazionale di monitoraggio statistico dei diciassette Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals) dell’Agenda 2030, adottata nel 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e sottoscritta da 193 Paesi membri.
L’intervento, a cura di Leopoldo Nascia e Paola Ungaro (Istat, Dipartimento per le statistiche economiche, ambientali e conti nazionali), ha illustrato l’architettura del sistema informativo, le dinamiche temporali di breve e lungo periodo, le disuguaglianze territoriali e l’analisi puntuale per obiettivo
1. Il ruolo dell’Istat e l’architettura del sistema statistico SDGs
L’Agenda 2030 si articola in 17 obiettivi (SDGs) integrati e indivisibili, che coinvolgono Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo, suddivisi in 169 target di natura economica, sociale, ambientale e istituzionale, da sviluppare in maniera integrata.
L’Istat, come gli altri Istituti Nazionali di Statistica (INS), è chiamato dalla Commissione statistica delle Nazioni Unite a svolgere un ruolo di coordinamento nazionale nella produzione dell’informazione statistica per misurare lo sviluppo sostenibile e l’avanzamento verso i target dell’Agenda; oltre 30 istituzioni del Sistan ed extra-Sistan collaborano alla produzione delle misure statistiche Istat-SDGs, in una prospettiva globale integrata con le esigenze conoscitive specifiche del Paese
A luglio 2026 (diciottesima edizione), il sistema informativo si compone di 321 misure statistiche (di cui 301 uniche) riferite a 148 indicatori dell’UN-IAEG-SDGs, così ripartite: 120 misure identiche all’indicatore globale, 104 misure simili/parziali e 96 misure di contesto nazionale. Nel periodo più recente sono state aggiornate 203 misure statistiche.
Fig. 1 – Il sistema statistico Istat-SDGs: numero di misure e indicatori UN-IAEG-SDGs (luglio 2026). Fonte: Istat, Rapporto SDGs 2026.
2. Le dinamiche temporali
2.1 Evoluzioni di breve periodo
Sul totale di 243 misure statistiche analizzate attraverso il tasso composto di crescita annua (TCCA), la distribuzione degli esiti risulta: 50,8% in miglioramento, 25,2% in stabilità e 24,0% in peggioramento
Peggioramenti più frequenti nel Goal 16 (peggioramento della rappresentanza femminile e giovanile in Parlamento e incremento dell’affollamento carcerario); nel Goal 4 (deterioramento delle competenze degli studenti e contrazione della percentuale di giovani laureati); nel Goal 1 (peggioramento delle misure di povertà e deprivazione).
Miglioramenti nel Goal 17; nel Goal 10 (riduzione delle disuguaglianze distributive); nel Goal 2 (miglioramento di alcune misure di sostenibilità dell’agricoltura).
Stabilità soprattutto nei Goal a maggiore contenuto ambientale: oltre tre quarti delle misure nel Goal 15, con quote elevate anche nel Goal 6 e nel Goal 14.
Fig. 2 – Evoluzioni temporali di breve periodo per Goal e distribuzione TCCA (243 misure statistiche). Fonte: Istat, Rapporto SDGs 2026
2.2 Evoluzioni di lungo periodo
Su 221 misure statistiche, è stata introdotta una nuova e più robusta misura di tendenza, che considera l’intera serie storica limitando gli effetti distorsivi determinati da valori anomali nel primo o nell’ultimo anno della serie. La distribuzione degli esiti è: 57,3% in miglioramento, 10,8% in peggioramento e 31,8% con tendenza non univocamente determinabile.
Tendenza non univocamente determinabile: un’elevata quota di misure presenta andamenti discontinui, caratterizzati da fasi alterne di miglioramento e peggioramento, il che suggerisce una limitata capacità di consolidare i progressi nel tempo — particolarmente rilevante nei Goal 4, 2 e 1
Miglioramenti più evidenti nei Goal 10, 5, 9 e 7; incidenza consistente di misure indeterminate anche nel Goal 15 e nel Goal 13, quest’ultimo con peggioramento nel Goal 15 (la quota più elevata tra i 17 Goal).
Peggioramenti più frequenti nei Goal 12, 6 e 11.
Fig. 3 – Evoluzioni temporali di lungo periodo per Goal e distribuzione di tendenza (221 misure statistiche). Fonte: Istat, Rapporto SDGs 2026.
3. Le disuguaglianze territoriali: le regioni in Italia, l’Italia in Europa
L’analisi ha riguardato il posizionamento delle regioni rispetto alla situazione media italiana (146 misure statistiche) e quello dell’Italia rispetto alla UE27 e alle sue principali economie (82 indicatori), utilizzando come base dati di confronto internazionale l’EU-SDGs indicator set di Eurostat (oltre 110 indicatori per il monitoraggio degli SDGs in ambito europeo).
Considerata la loro polarità, gli indicatori sono stati resi confrontabili tra loro attraverso il calcolo delle differenze standardizzate, successivamente aggregate per Goal, secondo il metodo della best performance: il miglior risultato raggiunto, tra tutti i 27 membri dell’Unione europea, nell’ultimo anno disponibile
La best performance assume un valore di benchmark di natura sintetica per ciascun Goal e può essere interpretata come la prestazione complessiva di un Paese che, per ogni indicatore, ottiene il risultato migliore.
Fig. 4 – Le disuguaglianze territoriali: le regioni in Italia e l’Italia in Europa. Fonte: Istat, Rapporto SDGs 2026.
4. Analisi per obiettivo (evidenze selezionate)
Goal 4 – Istruzione di qualità
Nel 2025, l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione (18-24enni con al più il diploma secondario di primo grado, non inseriti in percorsi di istruzione o formazione) è scesa all’8,2%, superando il target europeo per il 2030 (9,0%)
Permangono profonde disuguaglianze: l’abbandono precoce degli studi è più diffuso tra i ragazzi, nel Mezzogiorno e tra gli stranieri.
Moderata polarizzazione geografica a svantaggio del Mezzogiorno: la Sicilia sconta un ritardo più accentuato nell’uscita precoce dal sistema di istruzione; Bolzano/Bozen presenta bassa incidenza di laureati, in particolare STEM
L’Italia sconta una posizione di svantaggio rispetto alla media europea e a Francia e Spagna, ma migliore della Germania.
Fig. 5 – Goal 4, Istruzione di qualità: uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione e mappa regionale. Fonte: Istat, Rapporto SDGs 2026.
Goal 5 – Parità di genere
Nel 2025, sostanzialmente stabile rispetto al 2014, la quota complessiva di donne italiane vittime di violenza fisica o sessuale (11,4%). In aumento la violenza sessuale (7,3% nel 2025) e in lieve diminuzione la violenza fisica (6,1%).
Stabile la propensione alla denuncia, ma raddoppia il ricorso ai centri antiviolenza delle vittime di violenza da parte del partner o ex partner (dal 4,4% del 2014 all’8,7% del 2025)
Diffusa omogeneità geografica: la Liguria risente di un andamento leggermente più sfavorevole di varie misure, in particolare il tasso di abortività volontaria delle donne 15-49; Valle d’Aosta, Trento e Umbria registrano valori moderatamente migliori.
L’Italia si colloca su livelli prossimi alla media europea, ma in posizione meno favorevole rispetto a Germania, Francia e Spagna
Fig. 6 – Goal 5, Parità di genere: violenza fisica e sessuale sulle donne e mappa regionale. Fonte: Istat, Rapporto SDGs 2026.
Goal 6 – Acqua e servizi igienico-sanitari
Nel 2024, il prelievo di acqua dolce per uso potabile è al minimo (8,86 miliardi di metri cubi), ma l’Italia resta prima nell’UE27 per volume e seconda pro capite
Nel 2024, nei comuni capoluogo di provincia, l’efficienza delle reti di distribuzione dell’acqua potabile (quota di acqua immessa in rete erogata agli utenti finali) si attesta al 64,8%, stabile dal 2022.
Pronunciata variabilità geografica a svantaggio del meridione: Sicilia e Calabria risentono di un deficit del servizio pubblico di fognatura e di carenze nei servizi idrici; la Basilicata sconta una scarsa efficienza delle reti di distribuzione. L’Italia si colloca in prossimità della media UE27.
Goal 9 – Imprese, innovazione e infrastrutture
L’intensità di ricerca, in crescita fino al 2020, scende all’1,37% nel 2023, valore nettamente inferiore alla media europea (2,26%)
Nel periodo 2013-2023, l’intensità di ricerca delle imprese ha aumentato la sua incidenza sul Pil dallo 0,71% del 2013, ma dopo il picco del 2020 ha iniziato a diminuire.
Elevata polarizzazione a favore delle regioni del Nord: l’Emilia-Romagna si distingue per la spesa in R&S, mentre la Valle d’Aosta registra una bassa copertura della rete fissa ad accesso ultraveloce a internet.
Sardegna e Calabria scontano basse percentuali di valore aggiunto delle imprese Medium High Tech. L’Italia è in posizione di svantaggio rispetto alla media europea, alla Germania e alla Francia, ma in posizione migliore rispetto alla Spagna.
Goal 10 – Ridurre le disuguaglianze
Nel 2024, il 20% della popolazione con redditi più elevati dispone, in media, di 5,1 volte il reddito del 20% più povero, in diminuzione di 0,4 punti rispetto all’anno precedente.
Nel 2025, la quota di persone a rischio di povertà in Italia si attesta al 18,6%, in calo di 1,3 punti percentuali nell’ultimo decennio.
Elevata polarizzazione a svantaggio del Mezzogiorno: Campania, Calabria e Sicilia registrano profonda vulnerabilità per il reddito disponibile e per il rischio di povertà; Bolzano, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta mostrano un rischio di povertà assai minore
L’Italia sconta una posizione di svantaggio rispetto alla media europea, alla Germania e alla Francia, ma di vantaggio rispetto alla Spagna.
Goal 12 – Consumo e produzione responsabili
Nel 2024, il consumo di materiale interno rimane stabile in rapporto sia al Pil (0,26 tonnellate per migliaia di euro) sia alla popolazione. L’Italia si conferma tra i primi Paesi nell’UE27.
Nel 2024, continuano a crescere la raccolta differenziata (67,7%), il tasso di riciclo dei rifiuti urbani (52,3%) e il tasso di utilizzo circolare dei materiali (21,6%).
Moderata variabilità territoriale: la Lombardia risente dell’elevata incidenza del turismo sui rifiuti; Molise e Basilicata di elevati livelli di CMI/Pil. L’Italia si colloca tra i Paesi più prossimi alla best performance, in posizione di favore rispetto sia alla media UE27 sia a Germania, Francia e Spagna.
Goal 13 – Lotta al cambiamento climatico
Nel 2024 le emissioni di gas serra dell’economia italiana continuano a diminuire (-2,8% rispetto all’anno precedente), scendendo sotto il minimo del 2020.
Nel 2024 si registrano temperature più elevate rispetto alla media 1991-2020: +1,04 °C a livello globale e +1,33 °C in Italia.
Elevata polarizzazione geografica a svantaggio del Mezzogiorno: le regioni del Nord raggiungono le migliori posizioni, in particolare Veneto e Friuli Venezia Giulia per il rischio di frane e l’impatto degli incendi; Valle d’Aosta e Basilicata scontano una maggiore incidenza di popolazione esposta a rischi di frane
L’Italia si presenta in linea con la media europea, meglio di Germania e Spagna, ma dietro alla Francia.
Fig. 7 – Goal 13, Lotta al cambiamento climatico: emissioni di gas serra e mappa regionale del rischio. Fonte: Istat, Rapporto SDGs 2026.
Goal 14 – Vita sott’acqua
Nel 2024, l’11,6% dei mari italiani è tutelato da aree marine protette, in lenta crescita e lontano dal target dell’UE27 (30% al 2030).
I rifiuti marini spiaggiati nel 2024 sono stabili rispetto al 2023 (252 rifiuti/100 m di spiaggia), in netto calo rispetto al 2015 (518 rifiuti/100 m); l’obiettivo UE27 (20/100 m) resta lontano
Pronunciata variabilità geografica a svantaggio del Centro: Puglia e Sardegna si collocano nelle migliori posizioni; Lazio e Campania sono penalizzate dall’alto numero di rifiuti marini spiaggiati, l’Abruzzo dalla bassa percentuale di acque di balneazione eccellente. L’Italia si trova in linea con la media europea.
Goal 16 – Pace, giustizia e istituzioni solide
Nel 2025 la durata media dei procedimenti civili diminuisce a 409 giorni (446 nel 2024).
Nel 2025 l’indice di affollamento carcerario peggiora, raggiungendo 123,8 detenuti per 100 posti disponibili, rispetto ai 120,6 del 2024
Moderata variabilità territoriale: la Valle d’Aosta si posiziona favorevolmente per la percezione di sicurezza e il minore affollamento degli istituti di pena; il Lazio sconta una minore percezione di sicurezza e una minore soddisfazione per i servizi pubblici; la Basilicata registra maggiori durate dei procedimenti civili. L’Italia si posiziona in linea con la media europea.
Fig. 8 – Goal 16, Pace, giustizia e istituzioni solide: durata dei procedimenti civili e mappa regionale. Fonte: Istat, Rapporto SDGs 2026.
Goal 17 – Partnership per gli obiettivi
La quota di Aiuti Pubblici allo Sviluppo (APS) sul reddito nazionale lordo dell’Italia cresce per il secondo anno consecutivo, raggiungendo, nel 2025, lo 0,30% (dati provvisori).
Le famiglie residenti in aree coperte da una connessione di nuova generazione ad altissima capacità sono cresciute rapidamente, passando dal 23,9% nel 2018 al 77,6% nel 2025
Moderata polarizzazione geografica a svantaggio del Mezzogiorno: i ritardi sono particolarmente accentuati per Calabria, Campania e Basilicata nelle pratiche connesse all’utilizzo quotidiano e avanzato di Internet. L’Italia si posiziona in linea con la media europea, vicina a Francia e Spagna ma in ritardo rispetto alla Germania.
5. La prospettiva internazionale
Il Convegno ha ospitato anche un contributo dell’Instituto Nacional de Estadística (INE) spagnolo, dedicato alla sfida statistica posta dal quadro di indicatori dell’Agenda 2030, articolato in 17 Goal, 169 target, 234 indicatori globali, un centinaio di indicatori europei e ulteriori indicatori nazionali e subnazionali, con un elevato livello di disaggregazione richiesto (per reddito, sesso, età, etnia, disabilità).
Come richiamato nella sessione, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha sottolineato che le statistiche ufficiali e i dati prodotti dai Sistemi Statistici Nazionali costituiscono la base necessaria per il quadro degli indicatori globali, evidenziando il ruolo degli Istituti Nazionali di Statistica quali coordinatori dei rispettivi sistemi statistici nazionali
È stata inoltre presentata l’esperienza spagnola di rendicontazione nazionale (Measurement of Progress on the 2030 Agenda in Spain), a conferma della necessità di comunicare i dati SDGs in modo accessibile, rilevante e di agevole comprensione per i policy maker, gli stakeholder e il pubblico generale.
6. Considerazioni conclusive
Il quadro restituito dal Rapporto SDGs 2026 conferma un percorso di progresso complessivo dell’Italia verso gli obiettivi dell’Agenda 2030, con un saldo positivo tra misure in miglioramento e in peggioramento sia nel breve sia nel lungo periodo, ma con persistente eterogeneità tra obiettivi e tra territori. Le criticità più marcate restano concentrate nel Goal 16 (giustizia e affollamento carcerario), nel Goal 4 (competenze e abbandono scolastico) e nel Goal 1 (povertà), mentre i progressi più solidi si osservano nei Goal 17, 10 e 9. La dimensione territoriale conferma una polarizzazione ricorrente a svantaggio del Mezzogiorno, particolarmente marcata su istruzione, disuguaglianze economiche, ricerca e innovaz
ione, digitalizzazione e, in misura più moderata, sulle componenti ambientali.
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