Perchè l’Olanda cambierà nome nel 2020.

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Da gennaio guai a chi confonderà l’Olanda coi Paesi Bassi. Il governo ha deciso di porre un freno a questo storico malinteso. Alla fine costerà circa 200 mila euro questa lezione di geografia al mondo, ma l’Olanda, che dei Paesi Bassi rappresenta solo una determinata zona, scomparirà dalle intestazioni ufficiali del Paese.

L’investimento in realtà riguarda l’immagine di un Paese che vuole rifarsi il look alla viglia delle Olimpiadi di Tokyo e nell’anno in cui ospiterà l’Eurovision Song Contest. Tutto finito, il governo imporrà che compagnie, università, ambasciate e ministeri si rivolgano solo come Paesi Bassi, “D’altra parte – sostiene un portavoce del Ministero degli Esteri – è un po’ strano promuovere solo una piccola parte dei Paesi Bassi all’estero, ovvero solo l’Olanda”. Perfino il sito turistico ufficiale del governo, al momento holland.com, andrà riscritto, così come il nuovo logo del Paese, che sostituisce il classico tulipano con un inequivocabile “NL” stilizzato.

L’abitudine a rivolgersi all’intera nazione nominando solo una regione è semplicemente storico: nei Paesi Bassi esiste l’Olanda del Nord, dove si trova Amsterdam, e l’Olanda del Sud, dove si trovano Rotterdam e L’Aia, che sono anche le due zone più attive nel commercio, quindi facile che il resto del Paese sia negletto.

È anche questo uno degli scopi del governo, aprire al turismo anche quelle zone snobbate da chi solitamente, una volta deciso di visitare i Paesi Bassi, non considera altro che Amsterdam. I dati che riguardano il turismo creano molta preoccupazione: nel 2018 il Paese ha ricevuto 18 milioni di stranieri, un milione in più rispetto alla popolazione; ed entro il 2030 è previsto che i turisti diventino 42 milioni.

Un numero allarmante se si pensa che nella maggior parte dei casi si tratta di persone dirette ad Amsterdam e che è facile che possano in qualche modo creare scompiglio nella quotidianità della città e dei suoi abitanti. “Per essere in grado di controllare i flussi di visitatori, dobbiamo agire subito. – ha riferito The Guardian citando un documento sulla politica dell’ente turistico olandese – Invece della promozione della destinazione è il momento di passare alla gestione della destinazione”

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