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Home Firenze

MONTEDOMINI, L’IPOCRISIA AL GOVERNO DI FIRENZE: CHI PREDICA CONTRO GLI AFFITTI BREVI LI HA TOLLERATI NEL PATRIMONIO PUBBLICO

di Niccolò Nesi
31 Luglio 2026
In Firenze
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MONTEDOMINI, L’IPOCRISIA AL GOVERNO DI FIRENZE: CHI PREDICA CONTRO GLI AFFITTI BREVI LI HA TOLLERATI NEL PATRIMONIO PUBBLICO

Prima di tutto è opportuno distinguere i fatti dalle opinioni

Ad oggi non risultano contestazioni penali definitive né è stato accertato che siano stati commessi illeciti nella gestione degli immobili di ASP Montedomini. Proprio per questo il punto politico è ancora più rilevante: non è tanto ciò che appare illegale, quanto ciò che appare profondamente incoerente rispetto alle battaglie condotte dall’amministrazione comunale.

Il 23 luglio il presidente di Montedomini, l’avvocato Maurizio Frittelli, ha reso pubblici i dati durante una conferenza stampa: su 232 unità immobiliari di proprietà dell’ente, 78, pari al 34%, sono destinate a uso sociale, mentre 11 risultano adibite ad affitti brevi, scelta che secondo Frittelli risale al 2023, “quando si poteva”

Tutti e nove i gruppi di minoranza, da Lista Schmidt a Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Misto-Noi Moderati, Italia Viva, Movimento 5 Stelle, Firenze Democratica e Sinistra Progetto Comune, hanno firmato una delibera per chiedere la costituzione di una commissione d’inchiesta sulla gestione del patrimonio immobiliare di Montedomini primo firmatario Alberto Locchi, vicepresidente della commissione sociale e casa. Il testo verrà calendarizzato alla ripresa dei lavori consiliari, a settembre.

Un’unità di intenti che, nella storia recente di Palazzo Vecchio, è tutt’altro che scontata

Nel frattempo la commissione controllo, presieduta da Paolo Bambagioni, ha già audito i vertici dell’ente in Salone dei Duecento il 30 luglio, convocando Frittelli e il direttore Emanuele Pellicanò, quest’ultimo sostituito temporaneamente da Marco Uccello per motivi di salute.

Dagli affitti brevi agli affitti “normali”

Il caso si è ulteriormente allargato negli ultimi giorni: non riguarda più soltanto la locazione turistica.

È stato presentato un esposto in procura anche sugli affitti a uso abitativo dell’ASP, relativi ad appartamenti concessi a privati che li hanno poi immessi nel circuito degli affitti brevi

Una possibilità che il regolamento dell’ente, secondo quanto ricostruito, consentiva formalmente, ma in evidente contrasto con la linea seguita dalla fine del secondo mandato di Dario Nardella, quando l’attuale sindaca Sara Funaro era titolare proprio della delega al welfare, e poi con il primo mandato della stessa Funaro come sindaca.

Sul piano politico, l’assessore al Welfare Nicola Paulesu ha difeso l’operato dell’ASP respingendo le accuse, mentre dal centrodestra è arrivata la richiesta, tramite il portavoce Torelli, di dimissioni immediate dell’ex presidente dell’ente anche dal suo incarico in Casa Spa

Anche sul fronte della sinistra di opposizione le crepe non mancano: Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) ha fatto notare come il regolamento con cui Montedomini assegna i propri immobili non contempli, in nessun punto, la destinazione turistico-ricettiva, prevedendo soltanto le categorie abitativa e non abitativa

La linea della sindaca

Sara Funaro ha commentato i dati diffusi da Frittelli definendoli un fatto positivo di chiarezza, rivendicando che l’amministrazione ha messo regole precise sugli affitti brevi, facendo da apripista a livello nazionale con lo stop nell’area Unesco e fuori , e annunciando che gli appartamenti sfitti del patrimonio ASP potrebbero rientrare nel piano costruito con la Banca Europea degli Investimenti per l’edilizia sociale calmierata

Parole che, sul piano della comunicazione istituzionale, cercano di ricondurre la vicenda dentro la cornice delle politiche abitative dell’amministrazione

Ma che non rispondono alla domanda politica di fondo, la stessa che le opposizioni continuano a porre in aula.

Il nodo resta la coerenza

Per anni Palazzo Vecchio ha costruito la propria immagine combattendo gli affitti brevi: le battaglie contro gli student hotel, la guerra alle key box, fino alle proposte, discusse e discutibili, di requisire o espropriare abitazioni sfitte per l’emergenza abitativa.

Nel frattempo, immobili appartenenti a un ente pubblico strettamente legato al Comune risultavano destinati anche ad attività ricettive, attraverso contratti che, secondo il regolamento vigente, lo consentivano. Non significa automaticamente che qualcuno abbia violato la legge. Significa però che la narrazione politica costruita negli ultimi anni mostra una evidente incoerenza.

La domanda resta la stessa: le regole valgono soltanto per i cittadini e per i privati, oppure anche per il sistema pubblico che ruota intorno al Comune?

Questa vicenda si inserisce in un quadro più ampio: una città attraversata da problemi di sicurezza, degrado urbano, emergenza abitativa, pressione fiscale locale, cantieri della tramvia interminabili e forte conflittualità sulle limitazioni alla circolazione con lo Scudo Verde.

Su questi temi il giudizio politico appartiene ai cittadini

È legittimo criticare o difendere l’amministrazione, ma resta il fatto che il caso Montedomini rischia di incrinare soprattutto la credibilità morale di chi ha fatto della lotta agli affitti turistici una bandiera identitaria.

Paradossalmente, mentre il dibattito ruota attorno a trasparenza, coerenza e gestione del patrimonio pubblico, una parte consistente dell’opinione pubblica sembra interessarsi molto di più ai ritardi dello stadio che al funzionamento delle istituzioni.

Vale il vecchio detto latino: panem et circenses

Una democrazia locale vive della partecipazione dei cittadini. Quando il confronto sulle scelte amministrative lascia spazio soltanto alla comunicazione e agli slogan, il rischio è che la politica non venga più valutata per la coerenza delle proprie decisioni, ma soltanto per la capacità di orientare il consenso.

Ed è forse proprio questo l’aspetto più preoccupante della vicenda Montedomini: non tanto quello che emergerà dalle verifiche amministrative e dall’esposto in procura, che dovranno fare il loro corso, quanto la sensazione che, davanti a una questione politicamente così delicata, la risposta dell’amministrazione sia stata quella di sottrarsi al confronto pubblico proprio nell’aula che rappresenta tutti i fiorentini.

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Tags: AffittiFIRENZEIN EVIDENZAMONTEDOMINIPD
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