Meno alibi, più autocritica: il vero fallimento del centrodestra
Ok, la sinistra ha condotto una campagna referendaria piena di odio, di menzogne e di falsità.
E su questo siamo tutti d’accordo.
La sinistra ha trasformato un referendum in elezioni politiche.
Si dovevano votare delle riforme che avrebbero migliorato il nostro paese non si doveva votare la composizione del parlamento.
E anche su questo siamo tutti d’accordo.
Ma a parti invertite anche noi avremmo fatto la stessa cosa.
La sinistra ha politicizzato il referendum.
E mi pare che anche su questo siamo d’accordo.
Ma sempre a parti invertite lo avremmo fatto anche noi se a proporlo fosse stata la sinistra.
A sinistra dicono che il governo dovrebbe dimettersi.
Grande errore. Giorgia Meloni, prendendo come lezione ciò che fece quel babbeo di Matteo Renzi nel 2016, ha evitato di farsi coinvolgere con tutto il governo.
E ha fatto bene.
Ma anche in questo caso a parti invertite anche noi avremmo detto “avviso di sfratto per il governo”
Ovvio, la vittoria del NO ha indebolito il governo.
E’ stata una sonora sconfitta.
Al contrario, se avesse vinto il SI, il governo ne sarebbe uscito sicuramente rafforzato.
E sarebbe stata una grande vittoria.
Ma ciò che io vorrei mettere in evidenza e’ il fatto che settori dell’elettorato di centrodestra ha votato NO o si e’ astenuto.
Una parte consistente, direi.
Su questo il centrodestra dovrebbe riflettere.
Questo referendum non e’ piaciuto a molti elettori di centrodestra.
E se il centrodestra non e’ riuscito a convincere il suo elettorato a votare SI, se non e’ riuscito a convincere il suo elettorato della giustezza del referendum, e lo ha perso, la colpa e’ sua, non della sinistra o di chicchessia.
Su questo servirebbe un po’ di autocritica da parte della maggioranza invece di ripetere a pappagallo “abbiamo fatto tutto il possibile”.
Questi signori sono proprio sicuri di questo?
Io no.
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