Ma siamo sicuri che Trump sia davvero così pazzo o demente senile?
Che il Presidente degli Stati Uniti sia un personaggio particolare (per usare un eufemismo) lo sappiamo tutti, soprattutto rispetto al primo mandato. Ma che sia così senile e folle come ce lo descrivono, francamente ne dubito.
Siamo tutti abituati alle sue sparate. Sono lontane da qualsiasi concezione classica dell’etica politica, ma questo suo metodo comunicativo e psicologico non nasce oggi: è descritto nero su bianco già negli anni Ottanta nel suo libro The Art of the Deal e Trump lo applica alla lettera anche in politica
Questo, per noi europei, non è una buona notizia: avere un Presidente americano che ragiona da imprenditore più che da uomo di Stato comporta conseguenze che stiamo vedendo con sempre maggiore evidenza.
Detto questo, dubito che i suoi attacchi a Giorgia Meloni siano casuali
In questi anni la Premier italiana, che io continuo a stimare sul piano interno per quasi tutto il suo operato, ha cercato di stare con un piede in più scarpe: prima con Biden, poi con Ursula von der Leyen, poi con Zelensky, e infine con Trump. Ma nella politica internazionale certe ambiguità si pagano.
Mentre l’attuale amministrazione americana allentava progressivamente la propria esposizione sul fronte ucraino, l’Italia continuava a inviare miliardi di euro a uno dei Paesi più corrotti del mondo.
Come volete che Trump consideri una leadership che cerca continuamente di accontentare tutti?
E non è neppure un caso che lo stesso Trump continui a minacciare una riduzione della presenza militare americana in Europa e in Italia. Certamente c’è il principio del “Make America Great Again”, ma c’è anche un altro elemento: Trump non sembra avere alcun interesse a trascinare gli Stati Uniti in uno scontro diretto con la Russia, anzi.
Ricordate l’incontro in pompa magna in Alaska con Putin dello scorso agosto?
E ricordate come, pochi giorni dopo, i leader europei siano corsi a Washington per rincorrere Putin? Macron, Mertz, Starmer, Meloni e Zelensky schierati come scolaretti davanti al proprio padrone. Del resto, avete mai visto Trump ridicolizzare Putin come invece fa continuamente con i leader europei?
C’è probabilmente molto di più dietro le sue parole contro Giorgia Meloni
Il pretesto è il mancato sostegno italiano alla (folle) guerra contro l’Iran voluta da Israele, ma lo scontro sembra inserirsi in un quadro ben più ampio: quello di un’Europa sempre più distante dalle priorità strategiche americane, il che è un bene, anche se molti patrioti sovranisti, tipo in Provincia di Vicenza, stanno dichiarando come sia dannoso economicamente un eventuale sfratto della base USA: della serie, la libertà e sovranità della nostra patria la si misura economicamente.
Io che ho due lauree in Storia, non ho rimembranze di aver studiato popoli che supplicassero ai loro dominatori (e noi siamo dominati da 81 anni), di nom andarsene… e meno male che questi son patrioti…
E intanto scoppia anche la questione dei voli americani autorizzati dal territorio italiano. Dopo settimane in cui il Governo aveva parlato di neutralità, le dichiarazioni di Rutte e la successiva precisazione del Ministero della Difesa aprono interrogativi che non possono essere liquidati con superficialità
Le opposizioni chiedono chiarimenti alla Meloni. Ed è inevitabile: perché se in Parlamento si dichiara una cosa e nella pratica ne accade un’altra, il problema diventa politico.
Una cosa è certa: il trappolone è già iniziato
E credo che nei prossimi mesi, anzi settimane, ne vedremo delle belle
Leggi anche:
SEGUICI SU GOOGLE

