In epoca medievale la Gran Bretagna era una terra tutt’altro che evoluta quanto alla gestione del credito. Prestare denaro per ricavarne un profitto era considerato usura, un peccato contro Dio. I colpevoli venivano impiccati e squartati. Perciò questo commercio era appannaggio di stranieri, dapprima ebrei e in seguito intraprendenti mercanti italiani, noti come: Lombardi.

A Londra, ai primi finanzieri italiani, re Edoardo I d’Inghilterra concesse il terreno lungo una strada a questi prestatori su pegno originari dell’Italia settentrionale (allora chiamata complessivamente “Lombardia”), purché gli stessi limitassero la loro attività a quella strada che porta ancora il loro nome. Lombard Street rimane tutt’oggi il cuore delle transazioni finanziarie internazionali.

Molti lombardi, che avviarono la propria attività finanziaria nella Londra medievale, erano anche orafi e usavano l’oro in eccedenza per creare oggetti dalla cui vendita ricavavano altri profitti; dopo l’attenuazione delle leggi sull’usura intorno alla metà del Cinquecento, gli orafi inglesi cominciarono a partecipare anch’essi alle lucrose attività finanziarie.