Prime analisi scientifiche mai eseguite sul disegno Il Paesaggio, opera di Leonardo da Vinci, datato 5 agosto 1473, portato dagli Uffizi all’Opificio delle Pietre Dure il 17 gennaio 2019.

Si annunciano novità spettacolari e inedite: per la prima volta, infatti, il disegno viene esaminato scientificamente con le metodologie più avanzate e tutti gli strumenti di ultima generazione, che ci faranno comprendere meglio la genesi e la natura di questa celeberrima immagine.

Per la sua fragilità, il disegno non può essere esposto alla luce per lungo tempo: sarà protagonista di una mostra a Vinci dal prossimo 15 aprile per cinque settimane, poi dovrà tornare al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi. Oggi, la consegna speciale dell’8P (così il foglio è conosciuto in ambito scientifico, sigla che corrisponde al suo numero di inventario) è avvenuta sotto lo sguardo vigile dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.

Maurizio Michelozzi, restauratore esperto nella conservazione di disegni e funzionario degli Uffizi, ha accompagnato l’opera presso i laboratori alla Fortezza da Basso.

Seguirà le ricerche scientifiche su di essa in collaborazione con il team dell’Opificio delle Pietre Dure: Letizia Montalbano, specializzata nei disegni, Roberto Bellucci, che ha già lavorato all’Adorazione dei Magi, curerà gli aspetti della diagnostica ottica, sotto la supervisione di Cecilia Frosinini e del soprintendente Marco Ciatti.

Disegno

La prima battuta di indagini ha messo in luce due differenti stesure evidenziando un’area e alcuni dettagli che sono stati aggiunti in un secondo tempo alla prima versione dell’opera.

Per ora sono state svolte analisi di tipo ottico sul recto del disegno; in seguito le stesse indagini saranno adottate anche per il verso del foglio, dove è schizzata una figura umana.

Si cercheranno di capire le stratificazioni e il succedersi delle fasi per comprendere l’evoluzione dell’opera. 

Al momento – precisa Cecilia Frosininiè stato evidenziato l’utilizzo di due materiali diversi nei tratti del disegno. Un inchiostro ferrogallico nero e un materiale carbonioso liquido, forse applicato con un pennello molto sottile, in particolare per costruire la formazione rocciosa centrale. Siamo riusciti ad evidenziare alcuni particolari e leggerli attraverso immagini ad altissima risoluzione, in luce diffusa e in infrarosso, individuando le due diverse fasi. È probabile che Leonardo sia ritornato sul disegno in un secondo momento, magari proprio dopo i suoi studi sulla geologia e sulle rocce”.

Disegno

A seguire le osservazioni al microscopio ci saranno gli esami con la tecnica della fluorescenza dei raggi X (Xrf), una tecnica spettroscopica che permetterà l’analisi delle componenti chimiche dei materiali utilizzati.

Agli esami di tipo conoscitivo, che proseguiranno nei prossimi giorni, anche sul retro del disegno, seguiranno delle valutazioni di tipo conservativo. “È sempre un’esperienza affascinante rapportarsi ad un Leonardo – conclude Cecilia Frosinini – ma avendo avuto l’Adorazione dei Magi per cinque anni e mezzo si può dire che è quasi come riavere in corsia uno dei nostri pazienti preferiti”.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, commenta i primi risultati, notando che “Dei differenti inchiostri già si sapeva, ma la grande novità in questo caso è l’identificazione di due fasi nettamente distinte in cui Leonardo lavora al disegno 8P. Questo offre nuove certezze agli studi storico-artistici e aiuta a farci comprendere questa opera misteriosa. Infatti molto spesso il paesaggio viene interpretato come un’immagine geografica precisa, quasi che esso sia una specie di ‘fotografia’ di questa o di quella valle, di queste o di quelle montagne. Oggi si è invece scoperto un processo di realizzazione del disegno in due momenti successivi: questo sposta la bilancia verso le interpretazioni che ne sottolineano l’aspetto immaginativo e il carattere di speculazione intellettuale da parte dell’artista”.

Credits: Ufficio stampa, Le Gallerie degli Uffizi

Giovanna M. Carli, storica dell’arte, critica d'arte, insegnante e giornalista pubblicista, è nata a Pisa, dove si è laureata cum laude in Lettere moderne con indirizzo storico-artistico. Vive sulle colline di Firenze, città in cui ha conseguito la specializzazione in Storia dell’arte col massimo dei voti e dove si è diplomata in Archivistica, Paleografia e Diplomatica all’Archivio di Stato. Si è formata con Antonio Paolucci, Dora Liscia Bemporad, Mina Gregori, Antonio Pinelli  e ha collaborato e collabora con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e col Consiglio regionale della Toscana per progetti artistico-culturali nonché con Enti pubblici e Fondazioni sia in Italia che all'estero. Ha curato la trilogia di volumi Opere donate al Consiglio regionale della Toscana, e numerose mostre tra cui ricordiamo La camicia dei Mille: opere d’arte per Garibaldi nel bicentenario della nascita / The Red Shirt of the Mille: Works of Art for Garibaldi on the Bicentenary of his Birth, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica italiana. Ha all'attivo numerosi saggi e monografie d’arte ed oltre cento mostre, sia in Italia che all'estero. Ha contribuito a fondare la prestigiosa pinacoteca del Palazzo Pegaso, a Firenze, sede del Consiglio regionale della Toscana. Ha collaborato con vari artisti, tra cui ricordiamo Igor Mitoraj, Giuliano Vangi, Antonio Possenti, Nano Campeggi, Jean-Michel Folon per quanto concerne l'ideazione e cura scientifica di mostre. L'autrice ha ideato e realizzato numerosi progetti culturali di respiro internazionale.