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Home RIFLESSIONE

L’EMBRIONE: UN GRUMO DI CELLULE?

di Redazione
17 Giugno 2026
In RIFLESSIONE
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Aborto
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L’EMBRIONE: UN GRUMO DI CELLULE?

Cos’è l’embrione? Quando inizia la vita umana? Quando inizia la gravidanza?

C’è molta voluta confusione rispetto a queste domande.

Si parla di grumo di cellule senza importanza, cancellando l’umanità dell’embrione, si tiene in considerazione solo il punto di vista della donna (il professor Carlo Flamigni a Repubblica ha dichiarato: «La vita inizia quando la donna decide che è iniziata»)

Si parla di ootide (periodo di tempo tra l’ingresso dello spermatozoi nell’ovulo e la fusione dei due nuclei, maschile e femminile) o di pre-embrione (una sorta di pre-uomo, cioè l’embrione umano fino al quattordicesimo giorno, momento in cui si forma la stria primitiva), entità che non esistono nei testi di embriologia.

Ancora, senza nessuna base scientifica, si è spostato l’inizio della gravidanza dal momento della fecondazione (incontro ovulo-spermatozoo) al momento dell’impianto dell’embrione in utero (dopo 6-8 giorni); questo per poter definire contraccezione d’emergenza la pillola del giorno o dei 5 giorni dopo, negando gli effetti microabortivi legati alla loro capacità di impedire l’impianto dell’uovo fecondato

Ma cosa succede dal momento della fecondazione all’impianto in utero?

Durante il rapporto sessuale gli spermatozoi risalgono attraverso l’utero fino alle tube di Falloppio, dove incontrano l’ovulo maturo rilasciato dall’ovaio durante l’ovulazione; uno solo di milioni di spermatozoi riesce a penetrare la membrana dell’ovulo. I loro nuclei si fondono unendo i rispettivi 23 cromosomi formando un nuovo essere umano con 46 cromosoni (23 paterni e 23 materni).

Lo zigote (embrione a 1 cellula) inizia a dividersi (prendendo prima il nome di morula -embrione pluricellulare- e poi blastocisti -embrione in fase di pre-impianto) e viaggia verso l’utero, dove si annida (impianto) circa 6-8 giorni dopo

Nel 2002 Hellen Pearson pubblicò su Nature un importante lavoro: your destiny from day one (il tuo destino dal primo giorno). In questo studio si dimostra che già dal primo giorno c’è un protagonismo dell’embrione, il quale, ancor prima di impiantarsi, colloquia in maniera biochimica, ormonale e immunologica con la madre.

Va riaffermato con forza che, ancor prima dell’annidamento, tra madre e figlio si è già avviato un attivo e finalizzato dialogo biochimico che rende possibili i vari steps successivi, come ad esempio l’instaurarsi delle tolleranze immunitarie, indispensabili per l’impianto e per la successiva evoluzione della gestazione.

S.F. Gilbert scriveva nel 2000 in Developmental Biology che la fecondazione è il processo mediante il quale due cellule sessuali si fondono insieme per avere un nuovo individuo con un corredo genetico derivato da entrambi i genitori: l’embrione unicellulare (zigote). Il British Medical Journal, nel novembre 2000, ha detto: “L’embrione è un attivo orchestratore del suo impianto e del suo destino”

Possiamo riassumere in 5 caratteristiche la natura umana e il protagonismo dell’embrione fin dal primo giorno:

a) ha una sua identità umana (46 cromosomi).

b) ha una sua individualità e unicità, un corredo genetico diverso da ogni altro individuo

c) ha una autonomia biologica (lo shift metabolico energetico); pur non essendo attaccato anatomicamente alla parete della tuba assume sostanze nutritive dai liquidi zuccherini presenti nella tuba.

d) determina il proprio destino; come dice Helen Pearson su Nature, subito, nei minuti successivi al concepimento, sappiamo già dove si formerà l’estremo cefalico, la colonna, gli arti, i piedi». “Già alla prima divisione cellulare l’embrione mostra un’organizzazione interna: la cellula con la porzione di membrana da cui è entrato lo spermatozoo darà luogo alla massa cellulare interna (l’embrione), mentre dall’altra si svilupperà il trofoblasto (placenta e annessi)”

e) Il “cross-talk” (mirato all’impianto e alla tolleranza immunologica), dialogo con la madre che avviene attraverso «un linguaggio di molecole», come le citochine, prodotte dallo stesso concepito. L’embrione, che solo per il 50% è composto da geni della madre, non viene rigettato; lo stesso impianto è un fattore di dialogo. La capacità di sopravvivenza nell’organismo materno dipende dalla soppressione dell’interazione immunologica materno-fetale.

 

In conclusione l’embrione umano è una persona umana, un nuovo individuo che si forma con il concepimento. Lo dice la scienza: è un organismo nuovo della specie umana, con propria identità biologica e genetica. Ha 46 cromosomi, 23 ricevuti dal padre e 23 dalla madre, possiede un proprio DNA. Dal primo giorno l’embrione si sviluppa in modo unitario, coordinato, continuo e graduale; non è uomo e persona in “potenza”, è già uomo e persona.

A partire dalla fecondazione, ci sono certo dei passaggi importanti: annidamento in utero, formazione di organi, ma in continuità tra un passaggio e l’altro. Rimane, sempre e ininterrottamente, lo stesso identico individuo

Al Prof. Jan Wilmut, cui si devono gli studi sulla clonazione, fu chiesto: “Quando ha iniziato l’uomo ad essere uomo?”; “Ognuno di noi ha iniziato la propria vita in un unico zigote unicellulare”.

Dr Giovanni Viviani, medico Comitato “ Pro-life insieme “www.prolifeinsieme.it

Tags: ABORTODiritto alla vitaEMBRIONEIN EVIDENZAProlife
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