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La luce ritrovata di Ines Orsini: dai campi di Cinecittà alla grazia di un ricordo

di Alessandro Scipioni
1 Settembre 2026
In Cultura
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La luce ritrovata di Ines Orsini: dai campi di Cinecittà alla grazia di un ricordo
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La luce ritrovata di Ines Orsini: dai campi di Cinecittà alla grazia di un ricordo

Grazie al signor Vittorio Greco che cura da anni la pagina su Facebook dedicata all’attrice sono riuscito a mettermi in contatto con lei ed ha avuto la gentilezza di programmare la seguente intervista

​Ines Orsini è un’attrice che ritroviamo grazie a Vittorio Greco. Oggi è un’anziana signora che sembra molto più giovane della sua età, vive in provincia di Frosinone, ed è molto elegante nei modi.

Questa intervista ripercorre la sua straordinaria e breve parentesi nel cinema italiano, l’incontro con il neorealismo e una vita segnata da profonde prove e da una fede rimasta intatta.

​Posso chiederle di parlarmi delle sue origini, della sua vita prima di entrare nel cinema?

Sono nata a Roma ma ho vissuto ad Acilia in provincia, eravamo nove figli sei femmine e tre ma schi .Io ero la sesta . Mio padre faceva la guardia giurata al comune. Facevamo una vita molto semplice raccoglievamo il grano in paese. Non pensavo assolutamente al cinema. Avevo solo tredici anni allora ed ero la tipica ragazza di paese, molto timida e riservata.

​E come entrò in contatto con il mondo del cinema?

Furono le mie sorelle  a convincermi. Erano venuti da Roma a cercare ragazze per il ruolo di Maria Goretti. Alle mie sorelle sarebbe piaciuto, ma l’età giusta l’avevo io.Stavo comprando il pane quando le mie sorelle mi chiesero di venire in piazza perché dicevano che secondo loro era adatta. Mi ricordo che non volevo andare ero molto timida. Era l’ottobre del ’48 il ,  e mi fecero delle fotografie. Me ne fecero ancora a Roma. Ma io mi vergognavo. Fui scelta così.

​E quindi lei fu scelta per girare Cielo sulla palude. Dove furono effettuate le riprese?

Guardi fu una vera epopea per mio padre. Lui non mi avrebbe mai mandata da sola. E neanche io avrei voluto essere sola, avevo talmente tanta paura. Dovette prendere sette mesi di aspettativa. Una grossa parte del film fu girato a Cinecittà. Io non avevo fatto alcuna scuola di recitazione. Però Augusto Genina, il regista, era molto paziente; mi spiegava come avrei dovuto fare e il giorno dopo andava tutto perfettamente.

​Ecco Augusto Genina è considerato un grande regista italiano del secolo scorso. Lei che ricordo ne ha?

Era tanto buono con me, mi trattava come una figlia. Mi portò anche a Parigi insieme a sua moglie. Ero una bambina obbediente, ascoltavo i suoi consigli, lui mi vedeva piccolina e mi aiutava tantissimo.

​Che ne pensa del film?

Quando andai al Festival di Venezia, non mi era mai capitato di vedere prima il film per intero. Avevamo girato le scene, ma non avevo visto l’opera con le musiche, montata nel suo complesso. Sono scoppiata a piangere. Anna Magnani si è alzata e mi ha dato un bacio.

Mi ricordo che mi regalaromo anche una bambola in stile veneziano, che ancora ho, e dei cioccolatini.

​Il film all’epoca ebbe grande successo e tuttora viene considerato un importante patrimonio culturale nazionale. Poi però ne fece soltanto un altro film.

Si feci il segreto di Fatima. Potei andare in Spagna e vedere Madrid. Quella volta mi accompagnò una sorella più grande.

​Come mai non andò avanti questa sua carriera?

Mio padre non si fece ingolosire dai soldi e neppure io.

​Senta cielo sulla palude è ispirata alla storia di Santa Maria Goretti. Lei ebbe modo di conoscere anche i familiari di Maria Goretti?

Sì conobbi sua madre che mi disse: “sembri proprio Mariettina mia”. E questa somiglianza mi fu confermata anche dall’uomo che l’ha uccise Alessandro Serenelli che ebbi modo di incontrare in un convento a Macerata.

​Ha anche conosciuto di persona l’assassino di Santa Maria Goretti. Che impressione le ha fatto?

Quando l’ho conosciuto Alessandro Serenelli, era un uomo già anziano. Non mi fece assolutamente paura. Mi ha fatto anche una dedica su una foto. Allora mi raccontò che l’aveva sognata con in mano un mazzo di gigli. Ma di lui non ebbi paura. Io in realtà avevo molta paura del ragazzo con cui giravo le scene, che interpretava Serenelli.

​Come aveva paura di quel ragazzo?

Non era come adesso, io ero una ragazza di provincia molto timida. Non avevo alcun rapporto con i ragazzi. Mi faceva paura. Mangiavo sempre vicina a mio padre.

Serenelli mi ha fatto compassione, anziano fragile come era. L’attore era giovane, robusto, mi faceva paura.

​Quindi la scena della violenza del tentato stupro deve essere stata molto difficile per lei.

Si avevo tantissima paura. Avevo letto il libro di Santa Maria Goretti ,sapevo del fatto. L’ho sentita davvero. Mi sono immedesimata nella scena.

​Senta che fine hanno fatto gli attori del film? Lei ha avuto più modo di avere dei rapporti o di rincontrare qualcuno del cast?

Gli attori del film erano anche loro per la gran parte alla prima esperienza,per lo più presi dalla strada. Tranne Rubi Dalma e Michele Malaspina che facevano la parte dei conti possedenti terrieri . Poi c’era anche Domenico Viglione Borghese, che interpretava il medico, anche lui  attore di carriera.

Assunta Radico ,che interpretò il ruolo di mamma Assunta ( mia madre nel film )  avrebbe fatto alcune altri esperienze cinematografiche, ma anche per lei quella era la prima esperienza.

Il ragazzo che interpretava Serenelli morì giovane purtroppo, l’ho saputo dopo e sono riuscita a contattare una nipote. L’unico attore che io sappia ancora in vita è quello che faceva la parte di Angelo il mio fratellino più piccolino. Vive a Ostia, sono riuscita a contattarlo, e mi piacerebbe tanto incontrarlo.

​Senta lei era in Vaticano alla canonizzazione di Santa Maria Goretti. Ebbe modo quindi di conoscere anche Papa Pio XII che ricordo ne ha?

Gli fui presentata, ma ovviamente fu un incontro molto breve. Lui era il Papa ed io ero una ragazza molto semplice. Però mi senti spontaneamente di promettergli che avrei fatto solo film di argomento religioso.

Poi dopo essere andata Madrid lei non partecipa più a nessun altro film, che cosa ha fatto successivamente?

Ho continuato la scuola mi sono diplomata come maestra d’asilo. Poi riuscii a trovare un impiego alla Sigma-tau.

​Senta ho saputo che lei è rimasta vedova molto giovane.

Sì mi sono sposata a 25 anni con il mio primo marito. Ed a 28 anni ero già vedova. Decisi di tornare a vivere con mia madre. Poi,qualche anno dopo conobbi, tramite un cognato maresciallo dell’Arma, il mio secondo marito, Sisto, che era anche lui carabiniere.

​Mi dispiace toccare questo argomento, ma ho saputo che ha avuto due figli da questo secondo matrimonio purtroppo morti entrambi da piccoli

Sì il primo è morto di leucemia a 11 anni e mezzo ed il secondo è vissuto soltanto 13 giorni , per le conseguenze del parto. Il mio primo figlio era diventato un po’ la mascotte del reparto. Lo aveva preso in cura il professor Mandelli. E si era affezionato tanto a lui.

​Comunque negli anni ha fatto molti viaggi a carattere religioso, parlando anche della storia di Santa Maria Goretti..

Si sono stata in Canada, in terra santa, in Libano dove ho scoperto una vicenda simile a quella di Maria Goretti. 

​A proposito di Canada. C’è un episodio curioso in cui il suo nome viene citato esplicitamente nel film “Le invasioni barbariche”, dall’attore canadese Remy Girard. Il quale fa dei commenti molto audaci sulle sue gambe, nella scena del film dove va al mare. Che impressione le ha fatto?

Guardi un mio nipote vide quel film al cinema e mi informò della battuta che mi citava. Era rimasto stupito e mi confessò che aveva avuto voglia di gridare:”Quella è mia zia”. Ho voluto vedere il film. Ma sinceramente ho sempre dato il peso giusto alla cosa. Non ho mai dato molta importanza a battute del genere.

Nda: Ines sorride con grande classe, eludendo con eleganza la malizia della battuta e dimostrando una signorilità d’altri tempi

​Oggi come vive?

A volte il cinema mi manca. Riguardo spesso la videocassetta del mio film. Mi sono trasferita in provincia di Frosinone, perché mio marito era originario di qui. Vittorio Greco mi ha riportato la luce di Santa Maria Goretti, perché dopo tanti anni ormai non mi cercava più nessuno. Oggi il mondo è strano, diverso,si sentono tante cose che erano l’opposto del mio tempo. C’era più solidarietà ad esempio verso una donna sola e anziana come me. Oggi è tutto diverso.

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Tags: CinecittàCINEMAIN EVIDENZAInes OrsiniMaria Goretti
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