LA FENOMENOLOGIA DI FUTURO NAZIONALE
A inizio novecento Edmund Husserl introdusse il concetto di “fenomenologia”, cioè “lo studio rigoroso dei fenomeni così come appaiono alla coscienza .…. senza pregiudizi”.
Il giornale La Repubblica si ispira invece all’opposto concetto di “dietrologia” (i fenomeni non sono mai come appaiono, nascondono sempre intenti, spesso criminosi) con cui da Scalfari e De Benedetti in poi sostiene (e a volte detta) la “linea” del centro sinistra
Senza parlare de Il Fatto Quotidiano, dalle cui pagine Marco Travaglio (che si definirebbe “pregiudicato” avendo subito 10 condanne penali) impartisce giornalmente lezioni di dietrologia, e in generale di tutta la “comunicazione” di sinistra moderata (La Stampa, Avvenire) o spinta (Report di Ranucci): tutti appassionatamente dietrologici, fino alla invenzione di scandali inesistenti come quello recente che ha riguardato una icona del berlusconismo, Nicole Minetti che ne è uscita con riconoscimenti lusinghieri di impegno umanitario.
Più di una volta infatti questa attitudine ha sortito effetti opposti rispetto agli scopi iniziali: il fenomeno si chiama “eterogenesi dei fini”. Ai nostri giorni riguarda anche il generale Vannacci
E’ noto che la ferocia con cui il giornalista di Repubblica Matteo Pucciarelli intese stroncare “Il mondo al contrario”, mise le ali al libro che divenne un ”caso” editoriale (le copie vendute si avviano al mezzo milione fornendo al generale anche i mezzi finanziari per le sue campagne politiche successive) e un caso politico: testo base per il programma di un nuovo partito che si colloca alla destra dello schieramento.
La fenomenologia indica che il successo del libro e quello del partito, ormai oltre il 6% a detta dei sondaggi, coinvolgono oltre 2 milioni di italiani, con tendenza a crescere, che si identificano con le loro tesi politico/culturali.
È un sasso in piccionaia che mette in allarme tutti i soggetti della politica e della metapolitica:
il primo è Salvini che pare un leader ormai decotto, assediato all’interno da istanze e uomini che gli addebitano anche l’ultima scelta suicida: l’inserimenti di Vannacci nei vertici del “suo” partito, che invece fu scelta congressuale quasi unanime.
Quelli (o quelle) che hanno beneficiato delle sue 530mila preferenze, oggi (non allora!) lo ritengono “incompatibile”. Il quasi 9% di allora si riduce al 6% di oggi con tendenza negativa.
Le sue tesi divergono da quelle della defunta Lega Nord, non sono invece lontane dal partito “sovranista” a diffusione nazionale della Lega Salvini premier
Differenze. – La scelta di campo esplicita: a destra del centro destra. – un partito senza eredità da difendere o da ripudiare, – potentati interni non ancora consolidati. – carattere un po’ militare e un pò “mistico” che anima il nuovo partito. – poca economia: non dispone di un Giorgetti.
Anche in casa FdI c’è qualche scossa: per governare si è spostata al centro liberando le sue frange di destra che convergono su Futuro Nazionale.
Ad avvelenare i pozzi c’è però un contenzioso personale che non mi pare rammentato a sufficienza: il ministro Crosetto è fra i più determinati oppositori del Generale, non solo a parole. Nei fatti lo ha sospeso per 11 mesi dall’esercito, ha aperto una inchiesta infamante su spese improprie, fino all’ipotesi di peculato (anche qui però l’eterogenesi dei fini: Il generale ne è uscito meglio di quando ci è entrato): pillole comunque difficili da digerire.
Per ora quasi illesa F.I. ma sembra che la segretaria ombra Marina Berlusconi voglia trasformarla in un partito di centro che “guarda” a sinistra (contrariamente al padre. Ma la sinistra è una dolce sirena per i miliardari di tutto il mondo, Italia compresa). A quel punto potrebbe subire migrazioni della sua ala destra
Invece il M5S ne risente. Una parte dei grillini d’antan lascia Conte e la sua corte dei miracoli migrando verso il Generale. Materiale di difficile gestione se si deve governare, utile se si resta alla opposizione.
il resto del suo 6% viene dall’astensionismo di centro destra: un merito che va dato al Generale.
II fuoco di sbarramento viene dalla sinistra politica e ancora di più dalla sinistra meta politica.
Gli indicatori numerici (e i dati elettorali) internazionali indicano che cultura e politica di sinistra stanno attraversando una crisi forse sistemica: potremmo essere alla vigilia di un cambiamento di ciclo. dopo decenni di egemonia politico/culturale di centro sinistra > sinistra, l’orientamento delle maggioranze occidentali sembra virare verso il centro destra > destra
La tendenza riguarda tutte le democrazie occidentali dal Giappone all’Europa, dal Sud al Nord America, alla Oceania, dovunque c’è libertà di orientamento politico, culturale e religioso.
A propria difesa la sinistra mette in moto tutto l’arsenale di cui dispone in politica e nella “società civile”: decenni di lavori e di impegni disponibili. Fra cui l’arma “dialettica” di apostrofare fascista ogni avversario; con Futuro Nazionale ci va a nozze.
Ma secondo le norme vigenti (la legge Scelba, la Legge Mancino, le sentenze della Corte di Cassazione, la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione) e secondo la fenomenologia, Futuro Nazionale non è un partito neo fascista né promuove la apologia del Fascismo: diverge per statuto, progetto, postura nel sistema politico, compostezza sulle piazze, assenza di squadracce (che per la verità abbondano a sinistra)
Utilizza un linguaggio (camerati, Remigrazione, l’Italia agli Italiani, il mazziniano Dio, Patria, Famiglia ….) che pare volutamente provocatorio contro uno dei capisaldi del regime culturale di sinistra: il politicamente corretto.
Fermo restando che ospita alcuni “nostalgici” che però paiono incidere molto meno di quanto incidono i Centri Sociali, i sindacati di sinistra o i “collettivi” vari sull’orientamento della sinistra.
Di fatto, finora l’accusa di neo fascismo rimane nel contesto politico/comunicativo, nessuno ha ancora provato a portare il tema a livello giudiziario: facile prevedere che, se il partito continuerà a crescere, si muoverà più di una procura
Più complicata è la postura verso il Vaticano nell’Italia post cattolica: su alcuni temi “sensibili” come accoglienza e (re)migrazione, sovranità, pacifismo…. Leone XIV ragiona da “liberal” americano quale è, continua la politica di papa Francesco, mentre sul piano dottrinale è più intransigente: scomunica i lefebrviani riuniti a Econe. Fra di loro ci sono due “icone” ex leghiste di destra: Mario Borghezio e Lorenzo Gasperini il giovane filosofo toscano autore di una cospicua parte del programma di Futuro Nazionale.
Qui lo scontro si sposta addirittura sulle modalità strutturali del sistema occidentale, le sue prospettive, le sue difese, i suoi valori.
In conclusione (provvisoria) l’irruzione di Futuro Nazionale è un ulteriore segnale del tentativo di cambiamento in corso, aumenta le turbolenze fisiologiche che ogni cambiamento provoca nell’establishment: uscite, entrate, riallineamenti, Vedremo chi perde e chi vince.
Leggi anche:
SEGUICI SU GOOGLE
