La Domenica dell’Arte di Stefania Scarpati
Il blu invade la copertina del Neworker di Sasha Sinevir, con l’opera dal titolo “50 sfumature di blu”. Osserviamo che blu è il colore dell’abito indossato da Donald Trump, ampio, quasi ingombrante, avvolge la figura del presidente, anch’essa ingombrante, tanto da occupare tutto lo spazio.
L’immagine arriva all’indomani della sconfitta elettorale dei Repubblicani, che hanno perso il controllo di entrambe le Camere del Congresso
E quel blu non è soltanto una scelta cromatica, richiama il colore dei Democratici e sembra alludere al nuovo equilibrio uscito dalle urne. A interrompere il monocolore resta la cravatta rossa, segno dell’identità politica di Trump.
Il volto dell’uomo è teso, le mani raccolte.
La satira è evidente, ma lascia emergere anche qualcosa di meno atteso, una traccia di preoccupazione
È qui che si riconosce lo sguardo di Sinevir. L’artista non cerca di assolvere il suo protagonista né di attenuarne le responsabilità. Prova, piuttosto, a mostrarlo nella sua complessità: un uomo di potere, abituato a imporsi, che nel ritratto appare inquieto, vulnerabile e sconfitto.
La compassione che l’artista dichiara di provare non coincide con il perdono, e tanto meno con la giustificazione
Significa guardare l’uomo senza ridurlo soltanto ai suoi errori, ma lasciando intatto il giudizio sulle sue azioni.
L’opera non offre una risposta definitiva, consegna, come ogni domenica, un’immagine e lascia a chi guarda lo spazio per leggerla.
Possiamo soffermarci sulla vanità del potere, sulla solitudine che può accompagnarlo o sul contrasto tra l’apparenza di controllo e una possibile frattura.
Forse è questo il gesto dell’artista, non cancellare le responsabilità, ma far emergere dal ritratto una domanda difficile: quanto può restare umano chi esercita il potere senza misura?
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