Il paese di Acchiappacitrulli e le carriere separate

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Il paese di Acchiappacitrulli e le carriere separate

Nel dibattito postdemocratico, un problema non banale diventa show, avanspettacolo.

Si sta parlando della cosiddetta ‘separazione della carriere’ dei magistrati.

Una semplice riforma dell’ordine giudiziario è contrabbandata pomposamente dai suoi sostenitori per ‘riforma della giustizia’

La giustizia rimarrà la stessa: stessa qualità dei magistrati e dei provvedimenti, stessi ritardi, stesse carenze, stesse polemiche.

Non sono da meno gli avversari politici per i quali una disputa di valenza costituzionale si è trasformato in rissa con evocazioni di ‘ ritorno al fascismo’ e altre suggestioni fuori luogo e del repertorio più scadente.

Lo scenario offre la riprova della correttezza della tesi del prof Luca Ricolfi ne il suo ” La Mutazione” ‘ come le idee di sinistra siano trasmigrate a destra ” ( Rizzoli 2024)

Dovrebbe essere noto che l’unicità dell’ordine magistratuale fu voluta dal regime fascista e è coerente con una visione autoritaria e accentratrice delle istituzioni.

Così come è noto che l’ordine unico è stato avversato dalle istanze di sinistra e del liberalismo di matrice libertaria.

Il fondamento della separazione funzionale delle carriere lo fornisce Norberto Bobbio importante riferimento culturale del PCI e della sinistra in genere ne ‘ Il futuro della democrazia’ – ed Einaudi 1984, con il famoso “L’equilibrio tra accusa e giudice è una delle condizioni dello stato di diritto’

Si può aggiungere un altro riferimento della cultura di sinistra, Lelio Basso: ‘L’identificazione tra giudice e accusatore non è coerente con il principio del giusto processo.”( Scritti sul processo penale).

Quando il processo cambiò e previde difesa e accusa ‘ parti’ e il giudice terzo, il problema si acuì.

Nello schema processuale inquisitorio ( il precedente sistema) il pubblico ministero collaborava strettamente con il giudice (che a sua volta svolgeva funzioni investigative). Non era davvero “parte” come nel processo accusatorio ( il nuovo sistema), ma un organo dello Stato volto alla ricerca della “verità”

Si pensi che nelle Preture ( oggi abolite ) che trattavano questioni minori, il Pretore svolgeva allo stesso tempo funzione di giudice e di pubblico ministero.

Con il passaggio al nuovo processo penale le posizioni della sinistra che conta divennero chiare.

Massimo D’Alema: ‘Il pubblico ministero non è un giudice, ma una parte del processo.”

Luciano Violante ( PCI PDS PD) ex giudice ” Il pubblico ministero è una parte processuale. È legittimo discutere una diversa collocazione delle sue funzioni ”

“L’assetto attuale della magistratura non è intoccabile.”

In epoca insospettabile negli anni 70 del secolo scorso la stessa Magistratura Democratica era per la separazione.

Così come menti autorevoli della sinistra italiana da Giuliano Amato a Giovanni Pellegrino fino a Augusto Barbera.

Silvio Berlusconi e le sue vicissitudini giudiziarie guastarono il magnete della bussola

Negli stessi anni ” Mani Pulite ” fece della magistratura un soggetto politico decidente.

I due eventi si intrecciarono e si incardinò un qui pro quo che a oggi sopravvive.

La politica corrotta fin dalle radici, il governo del denaro ( Berlusconi), richiedevano che i magistrati, unico potere pulito, prendessero le redini del paese.

È la ‘teoria Borrelli’ procuratore generale di Milano che dichiarò nella sostanza che se c’era lo sfascio totale lui e i magistrati si sarebbero assunti le conseguenti responsabilità, candidando di fatto la magistratura al governo del paese

Forse per il principio che il nemico del mio nemico è mio amico la sinistra in scia con le toghe, si unì nelle tesi e negli atti conseguenti dell’attacco al potere politico inaugurato da Borrelli. Da spazzini del sistema a autisti del camion del rusco.

Quando i politici destrimani parlano di magistratura che aiuta la sinistra invertono i termini della questione e sbagliano obbiettivi e strategie.

Soltanto Sabino Cassese ha centrato il problema, per gli altri vale la vulgata errata

Le risultanze confermano che la magistratura è dentro l’agone e fa proprie le polemiche partigiane proprie di una campagna elettorale.

Quando vi è conflitto fra gli interessi, il mestiere esercitato e l’attività politica, il soggetto interessato ha il dovere di astenersi dall’esercizio delle sue mansioni.

Un cittadino qualsivoglia, non un magistrato che può continuare a decidere, condannare o assolvere, nella presunzione di un’imparzialtà che in questi casi non è neppure teorica

Roba un po’troppo fuori dalle regole non soltanto democratiche. Poi il diapason.

La Corte di Cassazione è giudice sul tema oggetto della competizione, su cui la magistratura è parte e decide a suo favore.

Il presidente della repubblica presidente CSM e custode dell’imparzialità e dei principi costituzionali non censura alcunchè

Anzi si risente per le dichiarazioni di protesta del governo e della maggioranza. “Mattarella reclama il rispetto per la Corte di Cassazione”.

Indi arrivò

Nelle Avventure di Pinocchio nel paese di Acchiappacitrulli il giudice mette in galera il burattino colpevole di essersi fatto derubare.

Il giudice non si è fatto attendere mentre si invoca il ‘rispetto’non per la giustizia ma per la Cassazione

Il ‘rispetto’ coatto per le istituzioni impone di non andare oltre.

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