Il governo passa la prova delle urne

Lazio e Lombardia al centrodestra, terzo polo e Conte in crisi

Il governo passa la prova delle urne. Il centrodestra sfonda in Lombardia e nel Lazio. È stata la prima prova elettorale dopo la vittoria in autunno, per Giorgia Meloni.

Astensionismo

Sono state comunque inquietanti le percentuali di astensione, segno di una crisi senza precedenti della democrazia nel nostro paese. Sempre meno italiani credono nella politica, ed il partito del non voto assume proporzioni preoccupanti.

Nel Lazio hanno votato poco più del 37% degli aventi diritto, rispetto al 66% della volta precedente. In Lombardia la scorsa volta si era recato alle urne oltre il 73% degli elettori, stavolta quasi il 42%. La maggioranza degli elettori sceglie ormai di non votare.

Il Centrodestra 

La coalizione di governo si è dimostra vincente. Attilio Fontana e Francesco Rocca hann vinto superando il 50% dei votanti.

Fratelli d’Italia è nettamente il primo partito della coalizione. Segno di un forte legame degli italiani con la leadership della Premier e di un apprezzamento generale della politica del governo.

La Lega perde l’egemonia al Nord, ma ottiene un risultato tutto sommato apprezzabile in Lombardia, mentre tiene bene nel Lazio. Se questo da un lato riprova che la Lega non è più il partito più forte del Nord, dimostra comunque che una certa tenuta la Lega nazionale la ha.

Riesce a mantenere le posizioni abbastanza bene anche Forza Italia.  Insidia il secondo posto della coalizione vincente nel Lazio, che perde per pochi voti , mentre è più contenuta in  Lombardia ma comunque consistente.

Crisi Sinistra

Il Partito Democratico ha dimostrato di saper tenere, e diventare la forza trainante dell’opposizione, almeno in sede locale. Ha però altresì dimostrato che l’opposizione si trova relegata in una netta nicchia di minoranza. L’idea di un campo largo, appare ormai paradossale. I Cinque Stelle hanno dimostrato che, se coalizzati continuano a dimezzare i voti.

Probabilmente nel popolo dell’astensione c’è grandissima parte dell’elettorato di sinistra.

Cinque Stelle e Conte

Mai come questa volta Renzi e Calenda, condividono il destino di Conte. C’è lo stesso schema per le due formazioni. In una regione coalizzati, nell’altra divisi. Ma una differenza fondamentale. Il Terzo Polo non sfonda neanche la soglia del 5% in ambedue i casi, Conte riprova  ulteriormente che coalizzato il suo movimento dimezza i suoi voti.

I pentastellati invece confermano di avere il problema che più negli anni li ha limitati. Ossia la scarsa capacità di saper tradurre, oltre il livello  di consenso nazionale, in una candidatura locale credibile.

Però negli anni i Cinque Stelle erano riusciti a prendere Roma, Livorno, Parma, Torino. Seppur a macchia di leopardo,  risultati interessanti sempre alle elezioni regionali. Ultimamente al livello locale va sempre peggio.

Mentre invece il terzo Polo ha dimostrato la sua totale inconsistenza come alternativa. Il partito va sempre sotto il 5%,, con addirittura in Lombardia la lista civica della Moratti che lo supera.

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