Il filo rosso della Germania e della Russia
La storia tedesca degli ultimi 150 anni gira attorno a un errore ricorrente: rompere con la Russia.
La lezione ignorata di Bismarck e Haushofer
Dopo il 1918, il geopolitico Karl Haushofer spiega perché la Germania perde: è accerchiata da Francia, Inghilterra e blocco navale. L’unica via d’uscita è l’intesa con la Russia. La sua formula è il blocco continentale: Germania industriale sommata alla Russia continentale mettono Francia e Inghilterra fuori gioco. Non è solo conquista, è spazio vitale condiviso verso est.
Haushofer non inventa nulla. Raccoglie Ratzel, che diceva che gli Stati vivono se hanno spazio, e Bismarck, che per evitare la guerra su due fronti aveva creato la Lega dei Tre Imperatori e temeva sopra ogni cosa la coalizione franco-russa. Per Bismarck l’alleanza con Mosca era la chiave della sicurezza tedesca
Ambienti anche all’ interno del nazionalsocialismo negli anni ‘30 ci pensano, ma Hitler rovescia tutto perché è dell’ idea che lo spazio vitale non si condivide, si prende. Questo atteggiamento probabilmente è dovuto dal fatto che la tradizione nazionalista Austriaca è tradizionalmente maggiormente anti russa e anti slava dell’ élite tedesca. Il patto Molotov-Ribbentrop del 1939 resta un espediente tattico.
Dopo il 1945 l’idea riemerge con De Gaulle che parla di Europa dall’Atlantico agli Urali, Berlusconi tra 2000 e 2010 ripete “da Lisbona a Vladivostok” ripetendo senza volere lo slogan del geopolitico militante belga Jean Thiriart. Stesso concetto, toni diversi: De Gaulle teorizza in termini di potenza, Berlusconi con un occhio agli affari, energia, mercato
La via Schroeder e la tragedia del 1890
Kohl e Schroeder tentano la versione economica: Wandel durch Handel, cambiamento attraverso commercio. Nord Stream, gas, integrazione. L’idea è legare la Russia all’Europa per stabilizzarla.
Ma la rottura originaria avviene nel 1890. Il giovane Guglielmo II licenzia Bismarck e lascia cadere il Trattato di Riassicurazione con la Russia. Vuole dimostrare di comandare, non irritare l’Austria, avvicinarsi all’Inghilterra, aprire alla Weltpolitik. Risultato: la Russia si allea con la Francia.
Nasce l’accerchiamento che Bismarck aveva evitato
Bismarck era protezionista e autoritario, Guglielmo vuole liberalizzare e apparire moderno. Il prezzo lo paga la Germania nel 1914.
Il ritorno dell’errore
Oggi la Germania interrompe di nuovo i rapporti economici con la Russia. Spinta da NATO, pressioni britanniche, guerra in Ucraina, rinuncia alla collaborazione energetica e si riallinea al fronte anglosassone, come Polonia e Ucraina.
Per chi legge la storia tedesca in chiave Haushofer-Bismarck, è la ripetizione dello stesso errore: isolarsi dal cuore dell’Eurasia per seguire logiche marittime e atlantiche
La Germania non può più fare una politica tedesca come anche francesi e italiani devono obbedire alle stesse logiche imposte.
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