Il deserto dell’Occidente: quando il vuoto valoriale apre la strada al futuro altrui

Il deserto dell’Occidente: quando il vuoto valoriale apre la strada al futuro altrui

​L’Europa si trova oggi ad affrontare le conseguenze estreme di una profonda desertificazione ideale e spirituale. Come evidenziato da Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera, la democrazia capitalistica mostra un’incapacità strutturale nel rigenerare i propri valori fondativi, sostituendo il legame sociale con un individualismo sradicato e affidando le sorti della società al dominio della tecnofinanza.

​Il crollo della scuola e la perdita dei punti di riferimento

​Le radici di questo collasso affondano nella crisi del sistema educativo. La stagione aperta dal ’68 ha gradualmente smantellato il principio di autorità, il valore del merito e la trasmissione della memoria storica, trasformando le scuole in meri ammortizzatori sociali. Parallelamente, l’estromissione del sacro e l’indebolimento dell’istituto familiare hanno privato le nuove generazioni di punti di riferimento saldi, lasciandole prive di grandi ideali e risucchiate in una protesta spesso fine a se stessa.

​La forza delle alternative e la fragilità dell’inclusione

​In questo scenario di disgregazione, la storia non tollera il vuoto. Mentre l’Occidente si avvita in battaglie ideologiche astratte e in un’idea di inclusione a oltranza che ne svuota l’identità, il mondo islamico manifesta una compattezza valoriale, familiare e culturale incrollabile. Chi possiede una radice forte non subisce il fascino di una civiltà in declino; al contrario, un sistema privo di identità finisce inevitabilmente per essere soppiantato. Continuare a rinnegare le proprie origini in nome del progresso non fa che accelerare una vera e propria sostituzione ideale e culturale dell’Europa.

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