I PROLIFE DIFENDANO LA VERITA’ E NON ACCETTINO IL MALE MINORE
L’esperienza umana fissata in tutti gli ordinamenti giuridici di tutti i tempi e nelle coscienze di tutti gli uomini ritiene fondamentale il diritto alla vita essendo sommamente evidente che tutti i diritti sono dipendenti dall’esistenza in vita dell’essere umano.
Ai giorni nostri si osserva una lenta ma netta aggressione in molteplici modalità di questo “Principio Non Negoziabile” ( o comunque essenziale).
Recentemente abbiamo assistito ad un attacco alla vita umana portato dalla Corte Costituzionale la quale ha stabilito,a determinate condizioni e previo consenso, che e’ legittimo chiedere e ottenere aiuto per il suicidio o per essere uccisi ( comportamenti fino a poco tempo fa ritenuti reati)
Detto anticipatamente che siamo nel campo di un’eccezione ben delimitata( per malattie gravissime senza possibilità di guarigione) che scrimina il reato solo in quei determinati casi, non possiamo pero’ denegare la portata nefanda di tale decisione che produce un terribile guasto nella tutela della vita da atti come l’omicidio ( del consenziente) e l’aiuto al suicidio con l’esito di violare il principio su cui si fonda ogni relazione umana.
Inoltre il cosiddetto “consenso ” su cui si fonda la giustificazione dei suddetti atti omicidiari e suicidiari assistiti appare piu’ come formula “talismano ” in quanto -come ci insegna l’esperienza umana- un consenso a farsi uccidere e chiedere di essere ucciso affonda le radici in una situazione di profondo dolore e disperazione, situazione difficilmente compatibile con un consenso pienamente libero che tra l’altro -come categoria logico giuridica- dovrebbe essere efficace soltanto per i beni disponibili e riproducibili( come per vendere una casa o un’auto) non per far porre termine violento alla propria vita.
In queste ore si viene a conoscenza da ambienti prolife all’interno del Governo che ci sono stati 17 casi di omicidio e aiuto al suicidio di malati gravi, “tutti regolarmente consenzienti e sopratutto che nessuna Procura ha aperto inchiesta per violazione del consenso “
Per noi prolife, realisti e consapevoli del male nel mondo, non deve essere considerato un risultato positivo il numero non elevato di malati uccisi ( sono vite umane!) né ci può sollevare la responsabilità morale come cittadini l’intervento della Corte Costituzionale (Tribunale delle Leggi che- fatto di uomini-può sbagliare ed infatti ha permesso questo insulto alla sacralità della vita), né ancora ci puo’ convincere il cortocircuito del consenso utilizzato in modo aberrante, proveniente da chi è in una situazione di perdita totale di speranza, né ancora possiamo essere rinfrancati dal fatto che 17 Procure non abbiano verificato questo “consenso” così fragile e pretestuoso.
Molti prolife- come Flora Gualdani da poco tornata alla casa del Padre- avevano capito che la vera cura per accogliere la vita era l’amore e diceva che nessuna donna che si senta amata uccide con l’aborto il proprio bambino, così anche noi-parafrasando la grande prolife aretina- si può concludere che, per evitare l’omicidio dei malati, serve la cura e l’affetto e non le sentenze necrofile o la dilatazione di parole talismano utilizzate per ingannare le persone e alterare la realtà.
Dott. Ruggero Valori. Giurista
Comitato “ Pro-life insieme “
www.prolifeinsieme.it
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