Greta Thunberg, la nuova egeria svedese dell’ ambientalismo da salotto, è partita il 14 agosto dal porto di Plymouth, in Inghilterra, per andare a predicare il climaticamente corretto dall’ altra parte del mondo, a New York, dove il 23 settembre verrà accolta da star al summit sull’ecologia dell’Onu. Su queste pagine, domenica scorsa, abbiamo raccontato il dietro le quinte di questo viaggio in barca a vela, e soprattutto la doppia faccia dello skipper très chic dell’ attivista svedese: Pierre Casiraghi, terzogenito di Carolina de Monaco e, nonostante i bei discorsi per compiacere il mondo green, gran produttore di CO2 da azionista di Monacair, la principale società di trasporti in elicottero monegasca, e da vicepresidente dello Yacht Club de Monaco.

Come rivelato dal quotidiano tedesco Die Tageszeitung, però, c’è un dettaglio molto più imbarazzante che smonta la grottesca propaganda per l’ambiente di Greta & Co: la traversata a bordo del Malizia II della sedicenne con le trecce renderà necessari almeno due voli transatlantici e cinque biglietti aereo, con emissioni di CO2 in gran quantità e tanti saluti all’ ambiente. Ma andiamo a vedere i particolari dell’ impostura scoperchiata dal giornale berlinese.

Stando a quanto dichiarato al Die Tageszeitung dal portavoce dell’altro skipper di Greta, il tedesco Boris Herrmann, quattro membri dell’ equipaggio del Malizia II dovranno viaggiare a New York a bordo di un aereo per portare indietro la barca a vela a “zero emissioni” di Casiraghi. «Certo che prenderanno un aereo, non abbiamo scelta», ha dichiarato Andreas Kling, portavoce di Boris Herrmann. Oltre ai quattro membri dell’ equipaggio che dovranno guidare verso casa l’imbarcazione monegasca, per tornare in Europa più velocemente prenderà l’ aereo anche Herrmann, lo skipper tedesco attualmente in viaggio assieme a Greta.

«Abbiamo dovuto organizzare il viaggio in pochissimo tempo», ha detto il portavoce dell’ equipaggio del Malizia II al Times, cercando di giustificarsi. Ma il colmo dei colmi è un altro. Come sottolineato dal Tageszeitung, se Greta Thunberg e suo padre, attualmente a bordo del Malizia II, avessero preso un aereo Stoccolma-New York, avrebbero inquinato meno in termini di CO2, dato che due biglietti, e un volo, sarebbero stati sufficienti. Alla fine, invece, saranno almeno due i voli transatlantici, e cinque i biglietti aerei, e l’ impatto ambientale, dunque, sarà di conseguenza molto più grave (non è ancora certo se Casiraghi tornerà in aereo come il suo collega tedesco, e se il regista che sta filmando la traversata pseudo-green di Greta opterà anche lui per un rientro più rapido: in questo caso, i biglietti saranno addirittura sette).

L’attivista svedese, assieme al padre, dovrebbe invece rinunciare all’ aereo, e tornare indietro in una nave portacontainer, stando alle informazioni del giornale berlinese.

«La traversata dell’Atlantico molto inquinante di Greta Thunberg», ha commentato il settimanale francese Le Point, mentre i giornali della gauche dedicano soltanto un trafiletto al ridicolo teatrino smontato dal Tageszeitung.

«Abbiamo panificato questo viaggio a New York all’ultimo minuto», ha dichiarato Holly Cova, responsabile dell’ equipaggio del Malizia II, attraverso un comunicato trasmesso dall’ entourage di Greta, prima di aggiungere: «In tutto, quattro membri dell’ equipaggio riporteranno indietro l’ imbarcazione. Sono decisioni logistiche prese dalla squadra del Malizia II». Infine, Holly Cova, ha ammesso che «la soluzione è imperfetta», pur sottolineando che «Greta spingerà il mondo a una presa di coscienza». Ma più che una presa di coscienza, siamo di fronte a una presa per i fondelli, condita di chiacchiere green e niente più.

Mauro Zanon per Libero Quotidiano